Deposizione a distanza nel processo per la strage
Si è svolta tramite videocollegamento dalla stazione dei carabinieri di Santo Stefano a Roma la testimonianza di Donatella Di Rosa, conosciuta come "Lady Golpe", chiamata a deporre nel processo sulla strage di piazza della Loggia. La seduta, richiesta dalla difesa dell'imputato Roberto Zorzi, si è protratta per oltre tre ore e mezza e ha riacceso l'attenzione sulle fasi investigative e sulle persone coinvolte.
Le dichiarazioni: Michittu e il presunto latitante
Nel corso della lunga esposizione Di Rosa ha affermato che il marito, il colonnello Aldo Michittu (all'epoca figura citata nelle vicende del cosiddetto "golpe" degli anni '90), avrebbe portato a Brescia un latitante e che «era lì in quei giorni, aveva accompagnato un tizio che trasportava armi», dichiarazioni richiamate dalla difesa con l'obiettivo di sollevare questioni sulle ricostruzioni investigative.
- La testimonianza si è tenuta in remoto dalla stazione dei carabinieri di Santo Stefano a Roma.
- Di Rosa è stata sentita per oltre tre ore e mezza.
- La chiamata a deporre era stata avanzata dalla difesa di Roberto Zorzi, rappresentata dall'avvocato Stefano Casali.
Il rapporto con l'ex colonnello Giraudo e la questione del metodo
Una parte rilevante della deposizione ha riguardato il rapporto tra Di Rosa e l'ex colonnello del Ros Massimo Giraudo, figura chiave per l'inchiesta sulla strage. Di Rosa ha ricordato di essere stata sentita da Giraudo nel novembre 2022, periodo in cui era agli arresti domiciliari e stava attraversando difficoltà di salute e economiche. Ha ammesso che tra loro si instaurò un rapporto «che trascese dai ruoli», senza però attribuire a quello rapporti più intimi o una relazione completa.
«Sicuramente cercava in modo sottile di farmi ricordare cose che aderivano alle sue tesi, mi sentivo un po' pressata dalle domande, ma non mi ha fatto mai dire...»
Di Rosa ha inoltre chiarito di non essersi mai ritenuta "imbeccata", respingendo una versione che avrebbe favorito la difesa. In aula è emerso che tra le comunicazioni personali tra i due sono stati acquisiti circa 6.000 messaggi, citati dalla Corte, a ulteriore prova del fitto scambio di informazioni che ha accompagnato le audizioni.
Precedente condanna e ruolo nel processo
La figura di Donatella Di Rosa è già nota per le sue rivelazioni pubbliche negli anni Novanta su un presunto golpe che, secondo le sue denunce, avrebbe coinvolto alti ufficiali. Per quelle dichiarazioni Di Rosa fu condannata per calunnia a 2 anni e 8 mesi. Nel contesto attuale il suo ruolo di teste è stato sollecitato dalla difesa di Zorzi con l'obiettivo dichiarato di sollevare dubbi e interrogativi sull'operato dell'investigatore di punta della procura.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Modalità testimonianza | Videocollegamento dalla stazione di Santo Stefano (Roma) |
| Durata | Oltre 3 ore e mezzo |
| Chi l'ha chiamata | Difesa di Roberto Zorzi (avv. Stefano Casali) |
| Materiale acquisito | Circa 6.000 messaggi tra Di Rosa e Giraudo |
Implicazioni locali e processuali
La deposizione di Di Rosa pone nuovamente all'attenzione questioni rilevanti per la città di Brescia: da una parte, la ricerca di elementi che possano chiarire responsabilità e ricostruzioni sulla strage di piazza della Loggia; dall'altra, il dibattito sul metodo investigativo adottato nelle indagini e sul peso delle testimonianze raccolte. La Corte ha disposto in passato l'accompagnamento coatto della testimone per la sua comparizione in aula, dopo due inviti andati a vuoto, ma per questa udienza Di Rosa è intervenuta esclusivamente in remoto.
La difesa di Zorzi ha utilizzato la testimonianza per sollevare dubbi sull'attendibilità di parti dell'accusa, mentre l'accusa e gli inquirenti dovranno valutare se le dichiarazioni rese apportino elementi nuovi o confermino ricostruzioni già note. Per la comunità bresciana il processo resta uno snodo cruciale, non solo per il percorso giudiziario ma anche per la memoria collettiva della città.
Al processo continueranno le audizioni e le verifiche documentali; eventuali sviluppi relativi alle dichiarazioni odierne saranno valutati dalla Corte e dalle parti nei prossimi passaggi processuali.