Ritardi e impatto locale
Il cantiere per il raddoppio della linea Bergamo–Ponte San Pietro mostra ora, a distanza di oltre due anni dall’avvio dei lavori, i segni concreti del ritardo: dove avrebbero dovuto essere tracciati i nuovi binari si è sviluppata una vera e propria fascia di vegetazione spontanea. Il progetto, inizialmente programmato con tempi più stretti, è stato prorogato e la conclusione è ora attesa almeno a fine 2028.
La situazione è sotto i riflettori locali: nei punti più visibili l’area interessata appare «una foresta di piante, cespugli e fiori», sintomo di un cantiere che nei fatti è rimasto per mesi non operativo, con effetti evidenti sulla vivibilità e sulla percezione di inefficienza delle opere.
Decisioni e opere collegate
Il raddoppio non è un intervento isolato: sul tracciato si inseriscono sottopassi e modifiche viabilistiche che coinvolgono i Comuni interessati. A Curno, dove sorgeva un passaggio a livello rimosso nel febbraio 2024, il progetto prevedeva inizialmente un sottopasso ciclopedonale. Il Comune ha però ottenuto di trasformarlo in un sottopasso anche carrabile, seppure a una sola corsia, per evitare che l’introduzione di un senso unico alternato generi code fino alla Briantea.
Secondo quanto riferito dal sindaco di Curno, Andrea Saccogna, la realizzazione del sottopasso carrabile sarà a carico del Comune: le Ferrovie si occuperanno della sola realizzazione della soletta. Per la progettazione è previsto un budget di 700.000 euro e sarà indetta una gara europea; l’opera complessiva a servizio della viabilità comunale ha un importo stimato di 17 milioni e l’apertura al traffico della prima corsia è prevista per la primavera del 2028.
Vertice a Roma e richieste di chiarezza
Oggi è in programma un incontro al Ministero per fare il punto sui ritardi e cercare di ottenere calendari più definiti. La richiesta arriva anche dalla rappresentanza locale:
«Situazione insostenibile, servono tempi precisi»parole che sintetizzano la preoccupazione espressa dai rappresentanti territoriali, presenti alla convocazione.
Le amministrazioni locali segnalano come i ritardi non siano solo un danno di immagine, ma abbiano impatti economici e logistici: ritardi nei cantieri condizionano i piani urbanistici, aumentano i costi complessivi e prolungano i disagi per i cittadini e le attività economiche lungo la tratta.
Fatti, numeri e calendario delle tappe
Dai documenti e dalle segnalazioni raccolte emergono alcune date e scadenze già passate o rinegoziate:
- Febbraio 2024 — rimozione del passaggio a livello a Curno;
- 32 mesi — periodo indicato di sostanziale abbandono/fermo lavori lungo alcune porzioni del tracciato;
- Fine 2028 — nuova scadenza indicativa per il completamento del raddoppio;
- Primavera 2028 — prevista apertura al traffico della prima corsia del sottopasso carrabile a Curno;
- 700.000 euro — risorse destinate alla progettazione che sarà oggetto di gara europea;
- 17 milioni — importo stimato dell’opera legata alla viabilità comunale.
| Voce | Prima | Ora |
|---|---|---|
| Progetto sottopasso (scadenza progetto) | fine 2026 (richiesto da Ferrovie) | da definire, progettazione comunale con gara |
| Completamento raddoppio | data iniziale non confermata | fine 2028 (proroga) |
| Apertura prima corsia sottopasso | — | primavera 2028 |
Conseguenze e passaggi successivi
La proroga del cantiere comporterà effetti diversificati: oltre al disagio diretto per la mobilità locale, è probabile un ripensamento dei cronoprogrammi di spesa pubblica e delle attività economiche che contano sui flussi di traffico migliorati dal raddoppio. Le amministrazioni insistono per avere un cronoprogramma dettagliato e responsabilità chiare sulle fasi residue dell’intervento.
Il vertice romano odierno rappresenta dunque un momento decisivo: le istituzioni locali si aspettano risposte puntuali sui tempi di realizzazione e sulle modalità di completamento delle opere accessorie. Per i cittadini di Bergamo e dei comuni limitrofi resta l’attesa che, oltre alle rassicurazioni, arrivino impegni verificabili e scadenze rispettate.