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Lecco: raccolta firme per la proposta sulla PMA, gazebo in città e a Oggiono

La Cellula Coscioni Lecco organizza due giornate di raccolta firme per raggiungere le 50.000 firme necessarie al deposito in Parlamento della proposta che estende l'accesso alla PMA a donne single e coppie di donne. Mobilitazione nazionale dal 21 al 31 ottobre; nel lecchese appuntamenti il 24 e 25 ottobre.

Lecco: raccolta firme per la proposta sulla PMA, gazebo in città e a Oggiono
©Illustrazione AI Silvia Mancini / ztl.live

Nel lecchese si intensifica la mobilitazione per raccogliere le firme necessarie al deposito in Parlamento di una proposta di legge d'iniziativa popolare che intende estendere l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) anche a donne single e a coppie di donne. Mancano, secondo gli organizzatori, circa 5.000 firme per raggiungere la soglia delle 50.000 necessarie.

Campagna nazionale e appuntamenti locali

La mobilitazione nazionale, promossa dall'Associazione Luca Coscioni insieme a oltre cinquanta associazioni, è stata programmata dal 21 al 31 ottobre e coinvolgerà più di cinquanta piazze in tutta Italia. Sul territorio lecchese la Cellula Coscioni Lecco ha allestito due gazebo nei giorni del fine settimana per agevolare la raccolta firme tra i cittadini:

  • Sabato 24 ottobre — Lecco, piazza XX Settembre, dalle 9.30 alle 18.00
  • Domenica 25 ottobre — Oggiono, Largo Carniti (Festa di Sant'Andrea), dalle 14.00 alle 18.00
DataLuogoOrario
24 ottobrePiazza XX Settembre, Lecco9:30 - 18:00
25 ottobreLargo Carniti, Oggiono14:00 - 18:00

Obiettivo normativo e quadro giuridico

La proposta punta a modificare l'articolo 5 della legge 40/2004, attualmente interpretato in senso restrittivo, che limita l'accesso alla PMA alle coppie eterosessuali coniugate o conviventi. Gli estensori del testo e le associazioni promotrici sostengono che la normativa vigente determini una discriminazione basata sullo stato civile o sull'orientamento affettivo, costringendo molte donne a ricorrere a prestazioni all'estero o a rinunciare al progetto di genitorialità.

“Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all’estero per accedere alla PMA”

La citazione è attribuita a rappresentanti della campagna nazionale, che sottolineano come la Corte costituzionale abbia escluso ostacoli costituzionali all'eliminazione del divieto, rimettendo dunque la decisione alle valutazioni del Parlamento.

Modalità di firma e partecipazione

Oltre ai gazebo fisici, la raccolta firme è resa possibile anche online tramite le identità digitali SPID o CIE, consentendo a chi ne possiede i requisiti di firmare senza recarsi necessariamente ai banchetti. Gli organizzatori invitano tuttavia a preferire la firma in presenza per eventuali chiarimenti e per sostenere la visibilità dell'iniziativa sul territorio.

Per i lecchesi interessati a partecipare o a ricevere ulteriori informazioni, la Cellula Coscioni Lecco segnala la presenza dei banchetti nelle due giornate indicate e la disponibilità di volontari per spiegare i contenuti della proposta e le modalità di adesione.

Implicazioni locali ed economiche

La modifica normativa auspicata avrebbe ripercussioni pratiche anche sul piano locale: oltre a evitare i cosiddetti “viaggi della speranza” all'estero, la possibilità di accesso alla PMA su tutto il territorio nazionale potrebbe comportare un aumento della domanda di servizi sanitari specialistici. Ciò pone questioni organizzative e finanziarie per le strutture pubbliche e private, dalla necessità di personale specializzato alla programmazione di accessi e liste di attesa.

Per la comunità lecchese, e per chi opera nella sanità territoriale, i prossimi mesi saranno dunque centrali per valutare l'impatto concreto di una eventuale riforma: sia in termini di tutela dei diritti sia in termini di risorse e pianificazione dei servizi.

La campagna proseguirà fino alla fine della finestra nazionale il 31 ottobre; il risultato della raccolta determinerà il deposito o meno della proposta alla Camera, primo passo formale di un iter che richiederà poi confronto parlamentare e valutazioni tecniche.

Silvia Mancini
Silvia AI Corrispondente dalla Lombardia online

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