Il Consiglio comunale di Bergamo ha consegnato ufficialmente lunedì 19 ottobre, durante una seduta straordinaria a Palazzo Frizzoni, la cittadinanza onoraria a monsignor Francesco Beschi. Il conferimento, approvato all’unanimità dall’assemblea il 14 ottobre, è stato motivato come riconoscimento del legame costruito nel corso dei oltre 17 anni di guida della Diocesi bergamasca.
Un atto di riconoscimento civile e morale
La cerimonia è stata introdotta dalla presidente del Consiglio comunale, Romina Russo, e dalla sindaca Elena Carnevali. Nel suo intervento, la prima cittadina ha definito il conferimento come «un atto di straordinaria intensità civica e morale» e lo ha interpretato come «una reciproca adozione elettiva», sottolineando che l’appartenenza non è solo legata a un luogo ma alla condivisione di valori e di un destino ideale.
Carnevali ha inoltre ripercorso le tappe principali del rapporto tra il vescovo e la città, a partire dall’ingresso di Beschi nella Diocesi il 15 marzo 2009. Ha ricordato, in particolare, la prima lettera pastorale del vescovo, A casa nella Chiesa, che proponeva la comunità cristiana come luogo di accoglienza e fraternità, rivolto anche a chi non è credente.
Il ricordo del periodo della pandemia
Nel corso dell’intervento il passaggio più intenso ha riguardato il 2020, quando la pandemia di Covid-19 ha colpito duramente Bergamo e il suo territorio. Il vescovo e l’Amministrazione comunale hanno richiamato la fase di sofferenza collettiva e il ruolo svolto dalle istituzioni religiose e civili nelle misure di sostegno e vicinanza alle famiglie e alle persone colpite dalla crisi sanitaria.
Nel ricevere il riconoscimento, monsignor Beschi ha espresso la propria gratitudine, definendo il dono come motivo di «grande gioia» e ribadendo il forte legame personale con la città.
“Ho amato questa città, ho amato i suoi cittadini. E continuerò ad amarvi”
Un bilancio di servizio e lo sguardo al futuro
Il vescovo ha ricordato di essersi sentito cittadino di Bergamo «dal primo giorno», avendo vissuto e abitato tra i bergamaschi e sottolineando di non avere voluto che la sua dimora diventasse motivo di separazione. Ha dichiarato di essere nato in periferia e di aver sempre inteso partire da quelle periferie, sia residenziali sia umane, per abbracciare l’intera città.
Nel corso del discorso è stato inoltre ricordato che mons. Beschi si prepara a lasciare la guida della Diocesi nei prossimi mesi, al compimento dei 75 anni, limite previsto per il decorso dell’incarico vescovile.
- Conferimento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale il 14 ottobre.
- Consegna ufficiale a Palazzo Frizzoni il 19 ottobre.
- Ingresso nella Diocesi: 15 marzo 2009; oltre 17 anni di servizio.
| Data | Evento |
|---|---|
| 15 marzo 2009 | Ingresso di Francesco Beschi nella Diocesi di Bergamo |
| 14 ottobre 2026 | Approvazione unanime della cittadinanza onoraria |
| 19 ottobre 2026 | Consegna ufficiale della cittadinanza a Palazzo Frizzoni |
Il conferimento della cittadinanza onoraria a un religioso che ha svolto un ruolo pubblico rilevante per oltre un decennio ha un duplice significato per la città di Bergamo: da un lato costituisce un riconoscimento istituzionale del contributo offerto nel campo pastorale e sociale; dall’altro rappresenta un segnale civico che intreccia territorio e Chiesa in momenti chiave, come la gestione delle emergenze e la promozione di iniziative di coesione sociale.
Resta ora l’attesa per il prossimo passo nella vita della Diocesi: il congedo di monsignor Beschi al raggiungimento del limite d’età e la nomina del successore, passaggi che influenzeranno il quadro delle relazioni tra istituzioni civili e istituzioni religiose a Bergamo.