Forlì si prepara a un fine settimana sotto osservazione dopo l'emergere di una chat social che invitava a un'azione di massa in città. Gli investigatori della Digos locale hanno individuato e denunciato alla Procura della Repubblica per i minorenni una ragazzina di 15 anni, ritenuta fra gli amministratori principali del gruppo che, secondo gli accertamenti, ha diffuso l'appello per un assalto programmato per sabato "dalle 15 a mezzanotte".
Intervento della Digos e prime misure
La ragazza, che risiede in una comunità di Bologna ma ha origini forlivesi e legami affettivi in città, è stata rintracciata ieri mattina dagli agenti della Digos. È stata verbalizzata la denuncia per istigazione a delinquere e immediatamente sequestrato il suo telefono, strumento ritenuto centrale nella diffusione dei messaggi su piattaforme come WhatsApp, Instagram, Telegram e TikTok.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la chat amministrata dalla 15enne contava oltre 1.200 iscritti; gli agenti ne hanno al momento identificati circa 500, per lo più minorenni e non tutti residenti a Forlì. Le verifiche proseguono per distinguere messaggi autentici da eventuali "fake" o istigazioni non reali:
"Stiamo comunque lavorando per vagliare i fake dai messaggi reali"
Allarme in città e reazioni istituzionali
La diffusione della locandina digitale con la chiamata "Distruggiamo Forlì" ha generato allarme tra i cittadini e le istituzioni locali già dal tardo pomeriggio di lunedì, quando il contenuto è circolato rapidamente anche su canali istituzionali. Il Comune ha richiesto un tavolo straordinario sulla sicurezza in prefettura, convocato per domani, che vedrà la partecipazione delle forze dell'ordine e dei rappresentanti locali per coordinare le misure di prevenzione e vigilanza previste per il fine settimana.
- Denuncia per istigazione a delinquere: verbalizzata e inviata alla Procura dei minorenni.
- Sequestro del cellulare della presunta amministratrice: elemento centrale per le indagini.
- Convocazione di un tavolo straordinario in prefettura su richiesta del Comune.
- Identificazione parziale degli iscritti alla chat: circa 500 individuati finora.
Gli uffici comunali e le forze dell'ordine hanno adottato una strategia cautelativa, che comprenderà un rafforzamento delle presenze sul territorio nella giornata di sabato per prevenire possibili episodi di ordine pubblico e per offrire rassicurazioni alla popolazione e al tessuto commerciale del centro storico.
Contesto e implicazioni per il centro cittadino
L'appello diffuso via social ha rapidamente assunto carattere virale, suscitando paura tra residenti, commercianti e turisti. La prospettiva di assembramenti e di azioni di disturbo in uno spazio urbano attivo e frequentato ha spinto l'amministrazione a chiedere misure straordinarie e una pronta risposta coordinata. La natura online dell'iniziativa rende complesso il lavoro investigativo, che richiede tempi e risorse per identificare tutti gli autori, valutare la reale portata degli inviti e prevenire eventuali atti concreti.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Età della denunciata | 15 anni |
| Iscritti alla chat | ~1.200 |
| Iscritti identificati | ~500 |
| Orario annunciato per l'azione | 15:00 - mezzanotte (sabato) |
La vicenda solleva anche interrogativi sul ruolo delle piattaforme e sulla capacità di intercettare tempestivamente messaggi che possano degenerare in comportamento violento. Gli uffici giudiziari minorili competenti a Bologna hanno ricevuto gli atti, mentre sul piano amministrativo la priorità resta quella di tutelare la sicurezza collettiva e il normale svolgimento della vita cittadina.
Al momento non risultano, dalle comunicazioni ufficiali degli inquirenti, altri provvedimenti a carico di ulteriori soggetti, ma gli accertamenti sono in corso e potrebbero portare ad ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati o ad altri sequestri probatori.
La chiamata via social è stata descritta dagli stessi strumenti investigativi come una mobilitazione che ha amplificato timori già presenti nella comunità: la reazione delle istituzioni sarà valutata nelle prossime ore in prefettura, dove si decideranno le misure operative da attuare per garantire l'ordine pubblico e rassicurare i cittadini e gli operatori economici del centro di Forlì.
La linea degli inquirenti rimane cauta ma decisa: contrastare ogni forma di istigazione attraverso l'azione penale e il lavoro investigativo sul territorio, e al tempo stesso potenziare le misure di prevenzione per impedire che appelli lanciati online si traducano in azioni concrete che possano arrecare danno alle persone e ai beni.