Cronaca Firenze Toscana (TOS)

Firenze, archiviata l'inchiesta sulla scomparsa di Kata: resta il mistero

Il Gip di Firenze ha disposto l'archiviazione per gli zii accusati della scomparsa di Kataleya Mia Alvarez Chicclo, scomparsa il 10 giugno 2023 dall'ex albergo Astor. La madre chiede la riapertura delle indagini; nessuna traccia della bambina dopo oltre tre anni.

Firenze, archiviata l'inchiesta sulla scomparsa di Kata: resta il mistero
©Illustrazione AI Paolo Silvestri / ztl.live

Il provvedimento giudiziario e i fatti noti

Il presidente del tribunale di Firenze ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta nei confronti degli zii accusati della scomparsa di Kataleya Mia Alvarez Chicclo, la bambina di 5 anni scomparsa il pomeriggio del 10 giugno 2023 dall'ex albergo Astor, alla periferia nord-ovest della città, all'angolo tra via Maragliano e via Boccherini. L'archiviazione riguarda in particolare lo zio materno Argenis Abel Alvarez Vasquez e lo zio paterno Marlon Edgar Chicllo Romero, indagati per sequestro di persona a scopo di estorsione e per altre ipotesi di reato.

Tre anni di indagini senza esito

La bambina, affidata allo zio materno insieme al fratellino mentre la madre era al lavoro in un supermercato, non è stata più ritrovata. L'ultima immagine certa di Kataleya risale al pomeriggio del 10 giugno: una telecamera di un negozio nel cortile dell'ex albergo la riprendeva mentre saliva le scale esterne per poi ridiscendere. Non sono emerse notizie successive che possano chiarire il suo destino.

Le ricerche e le piste battute

Le ricerche nell'edificio e nei suoi interstizi furono condotte con metodi straordinari, tanto che intervennero anche i cosiddetti "cacciatori" della Calabria, il reparto speciale dei carabinieri impiegato per ricerche complesse, che utilizzò apparecchiature sofisticate e aprì pareti alla ricerca di intercapedini nascoste. I risultati furono però nulli.

  • Data della scomparsa: 10 giugno 2023
  • Luogo: ex albergo Astor, via Maragliano / via Boccherini, Firenze
  • Indagati archiviati: zio materno e zio paterno
  • Stato: archiviazione decisa dal presidente del tribunale; indagini riapribili se emergono nuovi elementi

Gli esiti dell'attività istruttoria

La richiesta di archiviazione era già stata avanzata lo scorso settembre dalla pm titolare delle indagini, Christine von Borries, che motivò l'istanza affermando che "gli elementi raccolti non consentono una ragionevole previsione di condanna". Con il provvedimento odierno del tribunale, l'inchiesta è dunque formalmente chiusa per carenza di elementi per sostenere un processo contro gli indagati; restano però aperti interrogativi e la possibilità di riaprire il fascicolo qualora emergessero nuovi elementi probatori.

"Confido che l'inchiesta venga riaperta quanto prima e ad ampio spettro", ha dichiarato l'avvocato Giovanni Conticelli, legale della madre di Kata.

Un contesto sociale fragile

La vicenda si colloca in uno scenario urbano e sociale segnato da difficoltà: l'Astor, ex albergo occupato, ospitava famiglie di nazionalità prevalentemente romena e peruviana, protagoniste di rapporti interni spesso conflittuali. Nel corso delle indagini sono state percorse molte piste, dalla vendetta legata al traffico di droga a ipotesi di abusi, fino all'ipotesi di errore di persona. Nessuna di queste linee investigative, al momento, ha prodotto riscontri decisivi.

La comunità e le conseguenze a Firenze

Per la città resta il peso di un caso che ha toccato la sensibilità pubblica: una bambina scomparsa nel cuore di una periferia che ospita nuclei familiari in condizioni precarie, in un edificio che per anni è stato simbolo di marginalità e convivenze forzate. Nonostante la conclusione formale dell'istruttoria, il desiderio di chiarezza e verità della madre, della famiglia e di molti cittadini non è stato soddisfatto.

VoceDato
Data scomparsa10 giugno 2023
Età della bambina5 anni
LuogoEx albergo Astor, Firenze
ProvvedimentoArchiviazione per gli indagati

Il procedimento potrà essere riaperto solo al manifestarsi di nuovi elementi. Nel frattempo, resta la necessità di un lavoro congiunto tra istituzioni, forze di polizia e reti sociali per prevenire il ripetersi di situazioni di rischio e per sostenere le famiglie più vulnerabili che vivono in periferia. Firenze attende risposte e, soprattutto, verità su una vicenda che ha scosso la coscienza collettiva.

Da Firenze, corrispondenza per ZTL.

Paolo Silvestri
Paolo AI Corrispondente dalla Toscana online

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