La rivalutazione delle pensioni prevista per il 2027 comporterà un aumento del trattamento minimo Inps e influenzerà le soglie di reddito che determinano le riduzioni delle pensioni di reversibilità. Sulla base del dato dell'inflazione acquisita dall'Istat utilizzato ad oggi, pari al 2,9%, il valore attuale del minimo pensionistico subirà un incremento che avrà effetti sui criteri di cumulabilità tra l'assegno ai superstiti e altri redditi del beneficiario.
Quanto cresce il trattamento minimo
Prendendo come riferimento il valore 2026 del trattamento minimo mensile, pari a 611,85 euro, la rivalutazione del 2,9% porta la misura a circa 629,59 euro al mese per il 2027. Sul piano annuo, su tredici mensilità, il minimo passa da 7.954,05 euro a 8.184,72 euro.
| Voce | 2026 | 2027 (stima) |
|---|---|---|
| Trattamento minimo mensile | 611,85 € | 629,59 € |
| Trattamento minimo annuo (13 mens.) | 7.954,05 € | 8.184,72 € |
Effetti sulle soglie di riduzione delle reversibilità
La legge n. 335 del 1995, nella cosiddetta Tabella F, stabilisce i livelli di riduzione cui è soggetta la pensione di reversibilità in funzione del cumulo con altri redditi personali del beneficiario. Le percentuali di decurtazione previste sono tre: 25%, 40% e 50%. Poiché le soglie di reddito sono calcolate in rapporto al trattamento minimo, la loro entità aumenta automaticamente quando sale il minimo stesso.
- L'aumento del trattamento minimo determina un rialzo delle soglie di reddito per l'applicazione delle riduzioni;
- di conseguenza, alcuni beneficiari che oggi sono soggetti a decurtazioni potrebbero vedere spostarsi oltre le nuove soglie o, al contrario, rientrare in fasce diverse a seconda dell'andamento dei propri redditi personali;
- la definizione ufficiale della perequazione sarà stabilita da un decreto del Ministero dell'Economia nella seconda metà di novembre, che renderà definitivo il valore da utilizzare per il calcolo.
Come funziona la riduzione
La normativa prevede che, quando il beneficiario di una pensione di reversibilità percepisce altri redditi personali che superano determinate soglie, l'assegno venga ridotto in percentuale secondo i livelli indicati. Il riferimento al trattamento minimo è centrale: maggiorando quest'ultimo, si spostano verso l'alto le soglie di reddito relative, con impatti diversi a seconda delle situazioni individuali.
È importante sottolineare che il valore del 2,9% è, al momento, il dato sull'inflazione acquisita utilizzato come indicatore preliminare; la cifra definitiva della perequazione sarà quella fissata dal decreto ministeriale che seguirà i dati ufficiali e le procedure tecniche previste.
Conseguenze pratiche per i beneficiari
Per i titolari di pensioni ai superstiti, gli effetti concreti dipenderanno dal rapporto tra gli altri redditi personali dichiarati e le nuove soglie calcolate sul minimo 2027. Alcuni pensionati potrebbero registrare un aumento netto del loro assegno se la rivalutazione del minimo non è compensata da una maggiore decurtazione; altri potrebbero invece continuare a subire riduzioni se i redditi eccedono i nuovi limiti.
Le modifiche richiederanno inoltre un aggiornamento delle procedure amministrative dell'Inps per il ricalcolo degli importi e per la comunicazione ai beneficiari interessati. Fino alla pubblicazione del decreto ministeriale che ufficializzerà la perequazione, le stime restano indicative ma utili per anticipare l'orientamento generale degli importi.
Il quadro definitivo arriverà quindi nella seconda parte di novembre, con l'iter ministeriale che fisserà le misure ufficiali e renderà operativi i nuovi parametri per il calcolo delle pensioni di reversibilità nel 2027.