Sentenza del tribunale e quadro processuale
Il tribunale di Sassari ha assolto oggi, 20 ottobre 2026, i dirigenti di Ambiente Italia imputati per la morte dell'operaio Gianuario Derudas, deceduto il 15 ottobre 2021 nello scalo ecocentro comunale di via Ariosto. Il giudice Paolo Bulla ha pronunciato la formula dell'assoluzione «perché il fatto non sussiste», concludendo così il processo che aveva valutato la responsabilità penale per un omicidio colposo.
Il fatto e le indagini tecniche
Derudas rimase schiacciato dal muletto su cui stava lavorando durante le operazioni nell'ecocentro. Nel corso del procedimento il giudice aveva disposto una perizia tecnica su due aspetti considerati critici: l'utilizzo delle cinture di sicurezza e la pendenza del tratto di manovra sul quale era stato condotto il mezzo. Gli esami tecnici, effettuati nei mesi scorsi, non hanno rilevato irregolarità tali da configurare una responsabilità penale dei dirigenti.
Le posizioni delle parti in aula
Nel corso dell'udienza di settembre il pubblico ministero Paolo Piras aveva avanzato la richiesta di proscioglimento con formula dubitativa, mentre l'avvocato difensore Massimo Pellicciotto aveva sollecitato l'assoluzione piena per i due dirigenti, Enrico Besta e Stefano Moro, che all'epoca erano rappresentanti dell'azienda che gestisce per il Comune il servizio di raccolta rifiuti e igiene urbana.
«Assolti perché il fatto non sussiste»
Conseguenze per il servizio e per la comunità
La decisione del tribunale chiude il filone giudiziario nei confronti dei dirigenti di Ambiente Italia, ma lascia aperti interrogativi sulla prevenzione e la sicurezza sul lavoro nei servizi comunali. L'ecocentro di via Ariosto è un punto nodale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti della città; la morte di un lavoratore in servizio aveva suscitato forte attenzione locale e richieste di chiarimenti da parte di sindacati e cittadini.
La sentenza, basata sulle risultanze peritali che non hanno evidenziato responsabilità dirette dei dirigenti per le cause tecniche dell'incidente, non entra nel merito di eventuali miglioramenti organizzativi o di presidio della sicurezza che comunque restano oggetto di interesse pubblico. Qualsiasi intervento di tipo amministrativo o operativo per incrementare la sicurezza negli scali e nei mezzi rimane di competenza del gestore del servizio e del Comune di Sassari.
Dati essenziali del procedimento
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Data del decesso | 15 ottobre 2021 |
| Luogo | Ecocentro comunale, via Ariosto (Sassari) |
| Imputati | Enrico Besta, Stefano Moro (dirigenti Ambiente Italia) |
| Magistrato | Giudice Paolo Bulla |
| Esito | Assoluzione per non sussistenza del fatto |
Reazioni e prospettive
La vicenda aveva provocato tensioni e richieste di chiarimento sin dai giorni successivi all'incidente. Pur con l'esito processuale che scagiona i dirigenti dall'accusa di omicidio colposo, la comunità locale resta attenta alle misure di prevenzione negli ambienti di lavoro pubblici e privati. Le organizzazioni sindacali e le istituzioni comunali in passato avevano chiesto verifiche tecniche e procedurali: ora le valutazioni tecniche disposte dal tribunale rappresentano un riferimento importante, ma non sostituiscono eventuali interventi migliorativi su formazione, controlli e manutenzione dei mezzi e delle aree operative.
La chiusura di questo capitolo giudiziario lascia spazio a considerazioni sulle politiche locali di sicurezza sul lavoro e sull'organizzazione del servizio di raccolta rifiuti, questioni che la cittadinanza e gli organi di governo locale potrebbero rimettere al centro del dibattito per prevenire il ripetersi di simili tragedie.
- La sentenza è stata emessa dal giudice Paolo Bulla.
- Gli esami peritali non hanno riscontrato irregolarità sulle cinture e sulla pendenza del percorso.
- La vicenda solleva ancora temi di sicurezza e prevenzione negli ambienti di lavoro comunali.