Operazione delle Fiamme Gialle e acquisizione di prove
Una verifica della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha portato all'apertura di un'indagine nei confronti di un dirigente medico e primario in servizio presso l'Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone. Nell'ambito delle attività investigative è stato eseguito un decreto di perquisizione personale, locale e informatica che ha interessato sia i locali del Centro di salute mentale dell'Asp sia un'abitazione privata riconducibile al professionista e utilizzata come ambulatorio.
Rilevanze emerse dal monitoraggio
Il servizio di monitoraggio, avviato nel mese di settembre, ha documentato una presenza sistematica di pazienti nell'abitazione. Secondo gli accertamenti, quattro o cinque persone si sarebbero recate quotidianamente, per quattro giorni alla settimana, nell'immobile adibito ad ambulatorio, rimanendo al suo interno per quasi un'ora per ciascuna visita o seduta terapeutica. Le perquisizioni hanno interessato anche i sistemi informatici del professionista, dai quali sono stati acquisiti elementi utili a stabilire la durata del presunto esercizio abusivo e la consistenza economica dell'attività.
Profilo giuridico dell'ipotesi accusatoria
La Procura contesta al medico il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. L'ipotesi investigativa, come emerge dagli atti, riguarda soprattutto la violazione del vincolo di esclusività previsto dal rapporto con l'Azienda sanitaria. Il medico, infatti, risultava titolare di un contratto di esclusività con l'Asp che non aveva mai dismesso: pertanto, stando all'accertamento della Guardia di finanza, non avrebbe potuto svolgere prestazioni in regime di intramoenia né in extramoenia.
"non poteva effettuare visite né in regime di intramoenia né in extramoenia"
Irregolarità amministrative e fiscali
Ulteriore profilo rilevato riguarda gli obblighi formali e fiscali connessi alla libera professione. Le verifiche avrebbero evidenziato che il medico non aveva attivato le procedure aziendali necessarie per svolgere attività privata, non aveva partita Iva e operava in assenza dei protocolli autorizzativi richiesti. Se confermate, tali carenze configurerebbero non solo un illecito penale ma anche una pluralità di violazioni amministrative e fiscali che potrebbero avere ricadute sulla gestione del Centro di salute mentale e sulle tutele dei pazienti.
Implicazioni per servizi e fiducia pubblica
L'apertura dell'indagine solleva questioni rilevanti per l'organizzazione dell'Asp e per la tutela dei cittadini utenti dei servizi di salute mentale. Un primario posto sotto indagine rischia di compromettere percorsi di cura, rapporti di fiducia tra professionisti e utenti e la corretta amministrazione delle risorse pubbliche. Al momento gli accertamenti sono in corso e gli elementi acquisiti dagli investigatori serviranno a chiarire la durata e l'entità dell'attività privata e l'eventuale danno subito dall'ente pubblico.
Prossime fasi procedurali
Il materiale informatico e documentale sequestrato sarà esaminato per stabilire esattamente la frequenza delle attività svolte nell'abitazione e per quantificare i proventi eventualmente percepiti in violazione del vincolo di esclusività. Le verifiche continueranno sotto il coordinamento della Procura di Crotone. In questa fase non risultano al momento misure cautelari pubblicate né comunicazioni ufficiali ulteriori dall'Asp relative a sospensioni o provvedimenti disciplinari.
- Oggetto dell'indagine: presunte visite private svolte in abitazione adibita ad ambulatorio.
- Accertamenti eseguiti: perquisizione personale, locale e informatica.
- Profili contestati: truffa aggravata ai danni dello Stato; violazione del vincolo di esclusività; assenza di autorizzazioni e partita Iva.
| Elemento | Rilevazione |
|---|---|
| Giorni rilevati | 4 giorni alla settimana |
| Persone per giornata | 4-5 persone |
| Durata media | Quasi un'ora per visita |
La vicenda rimane sotto la responsabilità della Procura di Crotone, che coordina gli accertamenti della Guardia di finanza. Ogni sviluppo sarà comunicato dalle autorità giudiziarie e dall'Azienda sanitaria provinciale non appena saranno disponibili ulteriori elementi. La delicatezza dell'indagine richiama l'attenzione sulla necessità di trasparenza e rigore nelle procedure che regolano la libera professione in ambito sanitario, particolarmente in strutture sensibili come i servizi di salute mentale.