La presenza di piante di ricino a poca distanza da un istituto ha riacceso gli accertamenti nell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne, avvelenate lo scorso dicembre a Pietracatella (Molise). Gli investigatori hanno effettuato rilievi e prelievi botanici nei pressi di una scuola di Casacalenda, dove insegna una parente delle vittime, nell'ambito delle verifiche disposte dalla Procura di Larino.
Controlli tecnici e acquisizioni negli istituti
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, segnalazioni hanno portato gli agenti della polizia a verificare la presenza di piante di ricino nei dintorni dell'istituto. Nelle operazioni sono state fotografate esemplari vegetali a circa cento metri dalla scuola e, dove ritenuto opportuno, prelevati campioni di vegetazione per successive analisi.
Parallelamente, la procura ha disposto un ciclo di acquisizioni informatiche: nelle scorse settimane si sono concluse quattro perquisizioni digitali nella scuola di Casacalenda e sono stati acquisiti dati da almeno un computer portatile. Agli atti risultano inoltre controlli analoghi in altri istituti della zona, fra cui scuole a Riccia, nell'ambito di accertamenti su persone legate per motivi di lavoro alla famiglia Di Vita.
Furto di computer e possibili collegamenti
Un altro elemento attenzionato dagli investigatori è il furto di alcuni computer avvenuto nella stessa scuola tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Al momento, però, non è stato possibile stabilire un nesso provato tra i materiali sottratti, le piante individuate nelle vicinanze e il duplice avvelenamento che ha causato le vittime.
Le verifiche puntano in più direzioni: da un lato l'analisi botanica dei campioni raccolti, dall'altro l'esame delle tracce informatiche che possano rilevare ricerche, contatti o documenti relativi alla ricina. Gli accertamenti mirano a chiarire l'origine della sostanza e le modalità con cui sarebbe stata impiegata.
- Luoghi interessati: Casacalenda, Riccia e Pietracatella (tutti in Molise).
- Attività svolte: fotografie e prelievi di vegetazione, perquisizioni informatiche, acquisizione dati da dispositivi.
- Stato delle indagini: non è stato ancora accertato alcun collegamento diretto tra piante, furti di computer e il duplice avvelenamento.
Proseguono gli accertamenti della Procura
La ricina, una tossina presente nei semi della pianta di ricino, è al centro delle attenzioni degli investigatori per la sua elevata tossicità. La Procura di Larino ha coordinato le attività investigative che includono controlli sul materiale digitale e approfondimenti sul territorio, per stabilire se esistano tracce utili a ricostruire la provenienza del veleno e l'eventuale responsabilità di terzi.
Fra gli elementi che gli inquirenti stanno valutando emergono anche aspetti della vita privata della famiglia: nelle settimane successive all'avvio delle indagini sono emersi dettagli sulla crisi coniugale di uno dei membri della famiglia Di Vita. Secondo quanto riferito, l'uomo avrebbe ammesso di aver avuto una relazione extraconiugale, indicando il nome della donna coinvolta; anche questa circostanza è al vaglio degli investigatori, che stanno ricomponendo il contesto familiare e relazionale attorno alle vittime.
| Elemento | Stato |
|---|---|
| Piante di ricino vicino alla scuola | fotografate e con prelievi in corso |
| Perquisizioni informatiche | quattro operazioni concluse; dati acquisiti |
| Furto di computer | segnalato; valutazione del possibile collegamento |
Le autorità giudiziarie mantengono al momento riserbo su dettagli operativi e sugli esiti delle analisi di laboratorio. Gli accertamenti proseguiranno fino a quando non saranno chiariti i nessi causali e finché non emergeranno elementi probatori che permettano di ricostruire con precisione la dinamica di quanto avvenuto.
Per la comunità scolastica e per i residenti della zona, la vicenda rappresenta un motivo di forte preoccupazione: la presenza di sostanze potenzialmente pericolose intorno a luoghi frequentati da studenti implica misure di tutela e controlli stringenti. Le autorità competenti hanno assicurato che le verifiche continueranno senza soluzione di continuità fino all'acquisizione di indicazioni utili all'inchiesta.