Vittoria, i quartieri senz'acqua

L'associazione Reset all'attacco

article image Vittoria, interi quartieri senz'acqua


01 Luglio 2020

“Interi quartieri sono rimasti ancora una volta senz’acqua. E’, purtroppo, un leit motiv che si ripete. Nel contesto di una noncuranza che non può essere più sottaciuta. Le mille denunce fatte in passato sono rimaste lettera morta. E i vittoriesi continuano a soffrire la sete. Una situazione ancora più pesante in un periodo come questo in cui le temperature risultano essere asfissianti”. 

E’ quanto rileva il segretario dell’associazione politica Reset Vittoria, Alessandro Mugnas, che chiede, una volta per tutte, di individuare una soluzione urgente, provvisoria quanto si voglia, ma che sia in grado di fornire delle risposte alla collettività. 

“In alcuni quartieri della città – sottolinea ancora Mugnas – l’erogazione dell’acqua è prevista a giorni alterni. Ma evidentemente la pressione continua ad essere così scarsa da non approvvigionare le cisterne nelle case, neppure quando il prezioso liquido dovrebbe arrivare. Ringraziamo a monte chi in tempi non sospetti ha creato strutture e acquistato pozzi per lasciarli inutilizzati. Vittoria ha i bacini idrici per vendersi l’acqua ma ad oggi si acquista a caro prezzo per restarne ugualmente senza. E’ davvero incomprensibile tutto ciò. Una considerazione politica voglio farla. La commissione straordinaria che gestisce le sorti dell’ente di palazzo Iacono sembra non avere le competenze, e aggiungerei anche la scaltrezza, per potere sanare le immani difficoltà con cui tutta la collettività vittoriese sta facendo i conti. Pretende, tra l’altro, che il canone idrico sia saldato in maniera tempestiva quando i cittadini continuano a spendere fior di quattrini per assicurarsi le risorse idriche con le autobotti private. E’ davvero uno scenario che si commenta da solo. Così come si commenta da solo chi ha inneggiato allo scioglimento del Comune di Vittoria e chi non ha saputo gestire questa incresciosa situazione con la dovuta umiltà. Scelte pesanti che la collettività tutta sta continuando a pagare. Ma riteniamo che, politicamente parlando, sia arrivato il momento di mettere fine a questa storia. Non è più possibile andare avanti in tale assurdo modo”. 

 

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