Un patto per educazione e legalita'

Le reazioni della comunita', dopo l'orrore di Vittoria

article image Gli interventi della comunita', dopo l'orrore di Vittoria


11 Settembre 2019

Un orrore senza fine, e una città, Vittoria, ancora una volta profondamente ferita.

Tanti gli interventi che si sono susseguiti dopo la violenza subita da una giovane donna ad opera di un 26enne vittoriese, di cui vi abbiamo parlato lunedì.

Una storia tremenda, che ha scatenato le prime, importanti reazioni, di una comunità che prova a reagire. Ve ne proponiamo alcune.

Il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta: "Occorre un patto per l’educazione e la legalità"

Il Vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, manifesta vicinanza alla vittima dell’odioso episodio di violenza registratosi nei giorni scorsi. 

Ancora una volta i riflettori dei media si sono accesi su questa terra per un dramma che rischia di lasciare una ferita profonda nella vittima e una ulteriore lacerazione nel tessuto sociale. 

Il Vescovo, nel lodare il coraggio della donna che ha contribuito alle indagini portate avanti con scrupolo e professionalità dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine, invita tutti a compiere passi concreti che vadano nella direzione della legalità e ribadisce l’impegno della comunità ecclesiale su questo versante.
 
Occorre un grande patto per l’educazione e la legalità tra tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa terra. 

Istituzioni, scuola, Chiesa, famiglia, agenzie educative, servizi sociali, forze dell’ordine, magistratura devono trovare il modo per trasmettere ai giovani quei valori che purtroppo sono sempre meno nel patrimonio genetico delle nuove generazioni. 

Dispiace constatare che il presunto autore di questo indegno atto di violenza non fosse nuovo a episodi del genere. 

Lontano da slogan su garantismo, certezza della pena, impunità, il Vescovo ribadisce la necessità di una giustizia che tuteli i più deboli e rieduchi chi ha rotto il patto di civile convivenza con la comunità. 

È evidente, se i fatti di queste ore dovessero trovare conferma anche a livello giudiziario, che qualcosa non ha funzionato consentendo la reiterazione di un reato di questa gravità. 

Non ci interessa sapere cosa e perché non abbia funzionato, auspichiamo però che simili episodi non abbiano più a ripetersi e che tra Magistratura, cittadini e forze dell’ordine possa tornare a respirarsi un clima di reciproca fiducia.

Sul tema interviene anche il coordinamento "Adesso Basta Ragusa". Ecco la nota dell'associazione

"Ciò che è successo qualche giorno fa alla giovane donna vittoriese è l'emblema brutale di come il corpo femminile sia ancora considerato un oggetto su cui e contro cui all'uomo è permesso sfogare il peggio dei propri istinti animaleschi e della propria rabbia. La sequenza dei fatti raccontati dalla vittima si snoda come una pellicola da film horror che rende ancora più inquietante l'episodio. 

Un uomo, un padre, un marito (a proposito: che ne è della sua famiglia, della moglie, dei figli?) che deve sfogare le proprie frustrazioni familiari e coniugali con la prima che passa, facendone la vittima di questo caos esistenziale. 

La preda è, naturalmente, una donna che ha solo la sventura di incrociarlo sulla sua strada al ritorno di una normale festa di compleanno passata con gli amici. 

Ma per lui è la preda ideale, è la bambola di gomma, l'oggetto su cui sfogare tutta la rabbia e la brutalità accumulate. Ci viene spontaneo chiederci che svolgimento avrebbe avuto la trama se a passare, in quel momento, fosse stato un uomo. Certo non il medesimo. 

Tutto ciò ci rende ancora più convinte e decise a proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso: non ci stancheremo di informare e formare riguardo la violenza di genere, di educare il più possibile per quanto concerne il rispetto delle differenze, di reclamare e combattere per leggi e pene adeguate (troviamo inammissibile che questo bruto si sia fatto solo 4 giorni di galera, dopo una condanna a due anni e mezzo per reati similari) per i colpevoli di questi delitti, di assistere e aiutare le donne vittime di violenza.


Intanto, proprio a Vittoria, attraverso Donne a Sud, arriva un concreto gesto di solidarietà per le attività dell'associazione che opera nel comune ipparino in aiuto delle donne vittime di violenza, da parte di Giuseppe Vasile, di Kamà. Ecco la sua lettera:

"Quello che è successo lo scorso 2 settembre a Vittoria, emerso solo qualche ora fa, ci ha lasciato tutti sgomenti. In una città che ancora piange due angioletti e si interroga su come rialzare la testa, è raccapricciante anche solo l’idea che una donna possa trovarsi nella situazione nella quale è stata catapultata la giovane vittoriese che, reduce dalla sua festa di compleanno, si è imbattuta in piena notte in un balordo senza pietà che l’ha sequestrata, violentata e trattata come un oggetto di sua proprietà.

Possiamo solo immaginare il suo terrore, lo schifo, il senso di impotenza, la speranza che potesse trattarsi solo di un brutto sogno da scacciare al risveglio. Invece no. 

Da ore mi chiedo cosa possa fare io, semplice cittadino, insieme ad altri semplici cittadini come me, per aiutare questa donna massacrata nell’anima e segnata, temo, per sempre. 

Non molto. Non indosso una divisa, non sono un magistrato, non ho ruoli istituzionali. Ma una cosa posso e possiamo farla. 

Ci sono numerosi centri antiviolenza sul territorio che quotidianamente si spendono per aiutare le donne in difficoltà, fornendo loro supporto legale e psicologico gratuito e ricoverandole in case famiglia ad indirizzo segreto nei casi più gravi. 

E’ per questo che ho deciso di devolvere ad uno di essi, quello dell’associazione Donne a Sud che opera a Vittoria nei locali della fondazione Il Buon Samaritano di Don Beniamino Sacco, parte del ricavato della serata in programma sabato al Kamà. 

Con le operatrici della stessa associazione, inoltre, porteremo avanti delle attività sociali all’interno della discoteca, durante le serate e gli eventi.
 
E’ un gesto piccolo ma concreto, finalizzato ad una massiccia opera di sensibilizzazione sul tema della violenza e alle esigenze specifiche del centro ascolto.
 
In attesa di una pena esemplare per il mostro e con la speranza che, pian piano, il nostro possa tornare ad essere un paese per donne e per bambini. Un paese per tutti". 

La Commissione straordinaria del Comune di Vittoria, esprime solidarietà alla giovane vittima della violenza consumata nella notte del 2 settembre e condanna fermamente l’orribile episodio. Ecco la nota:

“Siamo vicini alla giovane, la cui vita è stata irrimediabilmente segnata da uno dei reati più odiosi - dichiarano i commissari Filippo Dispenza, Giovanna Termini e Gaetano D’erba - e le manifestiamo la nostra piena, sincera e incondizionata solidarietà. 

Fatti come quello accaduto una settimana fa devono indurre ciascuno di noi ad una seria riflessione e ad una presa di coscienza collettiva, che chiami in causa responsabilità, valori, etica. Un episodio esecrabile e devastante come questo richiede una ribellione corale da parte di tutta la città: la giovane vittima è figlia, sorella di ciascuno di noi, e nessuno può voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere l’orrore. 

Abbiamo il dovere civico e morale di contribuire, ognuno per la propria parte, a riscattare la città di Vittoria da questa nuova onta. Tutti insieme, istituzioni in testa, possiamo farcela. 

Ovviamente, anche le istituzioni hanno il dovere di fare la propria parte: gli aguzzini, gli orchi, i criminali, i delinquenti seriali e chiunque pensi di poter usar il linguaggio della violenza, dell’intimidazione, dell’abuso devono essere assicurati alla giustizia e scontare per intero la pena. 

Ai cittadini vogliamo lanciare un accorato appello: facciamo in modo di restituire a questo splendido territorio le sue forze sane, attingiamo agli anticorpi che possediamo per rialzare la testa e reagire come i Vittoriesi sanno fare.

La città non deve più essere ostaggio di questa protervia criminale. 

I cittadini perbene, che sono la stragrande maggioranza, devono assolutamente ribellarsi a questi gravissimi episodi di violenza e arroganza. 

Recuperiamo serenità, dignità, credibilità: un episodio, seppur devastante come quello appena accaduto, come gli altri accaduti prima, non può e non deve minare la fiducia nelle istituzioni e la voglia di riscatto di un’intera comunità".

 

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