Ri-belli per abitare, un nuovo inizio

Ragusa, housing first per 20 minori e famiglie

article image Fabrizia Macca e Valentina Distefano


08 Aprile 2021

"Camminiamo insieme alla persona, per aiutarla a spiccare il volo".

Fabrizia Macca descrive così le modalità di attuazione dell'iniziativa "Ri-belli per... Abitare", che si basa sul modello housing first.

Il progetto "Ri-belli" è selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, con capofila l’Associazione I Tetti Colorati Onlus.

Ma cosa significa housing first? Si tratta di un modello nato per contrastare la grave marginalità delle persone senza dimora. Nasce dall'assunto che la casa è un diritto fondamentale per ogni essere umano e il punto di partenza verso l'autonomia e il benessere.

Gli operatori, come Fabrizia, sulla base di segnalazioni specifiche o richieste di aiuto, attivano un primo colloquio con le persone che vivono in  condizioni di disagio abitativo e di multiproblematicità. L'housing first non si occupa solo di trovare una casa a chi non ce l'ha o a chi non ne ha una "vera", bensì prende anche in carico la totalità della famiglia e la accompagna partendo dalla cura degli spazi e di sè. La casa, diventa così il punto di partenza per il rilancio della persona e della sua famiglia nel suo complesso. Come? Valorizzando le risorse che le persone e le famiglie in difficoltà hanno, ma che, per vari motivi, non riescono a far emergere. L'housing first, quindi, aiuta le persone seguite e i nuclei familiari a colorare le proprie vite a partire dalla propria casa, intesa quindi non come luogo di passaggio o come mera struttura fisica, ma come luogo di relazioni: una dimora in cui identificarsi, sentirsi protetti, costruire la propria storia. 

"Noi - spiega Fabrizia - quando prendiamo in carico una persona o una famiglia, non insegnamo niente, non diciamo cosa bisogna fare, bensì forniamo, sulla base delle loro esigenze, specie per quanto riguarda i minori, quegli strumenti utili e quei percorsi che aiutino le persone e le famiglie a camminare con le proprie gambe. Non dispensiamo consigli dall'alto, rispettiamo la libertà di scelta e autodeterminazione, negoziamo sugli obiettivi e le azioni, mettendoci allo stesso livello delle persone, camminiamo con loro, fianco a fianco".

I Tetti Colorati Onlus, del resto, dal 2014 applica la metodologia dell'Housing first, accompagnando ogni anno decine di nuclei familiari: attualmente l'équipe housing first segue 18 nuclei familiari e persone singole.

Grazie al progetto, l'Azione Ri-belli per Abitare ha posto un focus particolare sui minori, e segue nel solo Centro di Ragusa 6 nuclei monoparentali (donne sole con figli), per un totale di 10 minori (presto il servizio sarà attivo anche ad Acate e Santa Croce Camerina). 

A coordinare l'intervento l'Associazione I Tetti Colorati Onlus, capofila del progetto Ri-belli, di cui Fabrizia è operatrice housing first e Valentina Distefano è presidente e coordinatrice del progetto.

"La casa - spiega Valentina - è un ambiente contenitivo, integrativo e terapeutico. Dovrebbe essere protettivo, un rifugio certo, soprattutto per i minori: una base sicura per avventurarsi nel mondo! Spesso non è così, o perchè la casa non c'è o non è idonea né sicura o perchè si è costretti a cambiarla continuamente per problemi di vario genere.

Per questo come I Tetti Colorati e come "Ri-belli per... abitare", ci concentriamo proprio su questo aspetto: la casa in quanto espressione di sé e strumento fondamentale per la crescita del minore e di ciascuna persona, è necessaria per costruire, o ricostruire un'identità personale e familiare. Ripartire dalla casa significa dare nuova dignità alla persona e alla famiglia. E poiché spesso si tratta di persone sole, invisibili o non considerate e abbandonate a se stesse, insieme alla casa, altro aspetto fondamentale è ricreare un sistema di affetti e di relazioni che aiuti l'individuo e la famiglia a sentirsi amati e diventare autonomi".

"Molto spesso - spiega Fabrizia - si pensa che le famiglie che vivono una situazione di disagio economico non sono dei bravi genitori, e finiscono esse stesse per pensarlo! Non è così: chiunque ha le risorse umane per essere un bravo genitore. Il nostro compito è valorizzare le capacità e concentrarci sulle risorse a disposizione, piuttosto che sui problemi. E' un approccio positivo e attivo che aiuta le persone in cammino a guardare con rinnovata speranza verso il futuro, a porsi degli obiettivi attraverso una progettualità condivisa, non guidata dall'approssimazione". 

"Ri-belli per...abitare - sottolinea Valentina - applica un approccio ecologico, guardando il bambino e la sua famiglia in relazione ai vari ambienti sociali, perciò attua interventi di mediazione e di comunità, inoltre coinvolge altri enti e servizi in un'azione sinergica a supporto della famiglia. Si può ricorrere innanzitutto alle altre azioni del progetto Ri-belli, all'equipe housing first o agli altri servizi della partnership. Spesso occorre invece orientare e accompagnare la famiglia a servizi esterni, come per bisogni di natura sanitaria ed educativa, o volti all'inserimento sociale o lavorativo. E allora, il nostro compito, è creare e favorire una rete di supporto, di enti pubblici e privati, che possa aiutare al meglio la persona e la famiglia". 

Come detto, il primo passo è il colloquio, il secondo la visita a casa ("perché - ci spiegano gli operatori - la casa parla"), infine la presa in carico. "Frutto - ribadiscono Valentina e Fabrizia - di una libera scelta della persona e della famiglia. Il piano individuale è sempre condiviso". Da lì inizia l'accompagnamento su tutti gli ambiti di vita considerati prioritari, a partire dagli aspetti educativi per favorire la crescita armonica dei minori e l'apprendimento, compresa l'attivazione di una dote educativa sotto forma di un sostegno economico. 

L'evoluzione e i passi avanti del percorso, vengono verificati attraverso l'utilizzo di uno strumento di autovalutazione denominato "Onda del Cambiamento", che verifica i progressi e il raggiungimento degli obiettivi. 

"E nelle situazioni più difficili, soprattutto dopo molti anni di homelessness, possono non registrarsi cambiamenti evidenti per diverso tempo - sottolinea Valentina - o magari essere piccolissimi. Ma spesso un risultato che visto dall'esterno sembra irrisorio, è gigantesco per la persona, segnale di un primo importantissimo passo verso il recupero di sé. E quante volte, dopo progressi anche importanti, si assiste a cadute e ricadute. E' necessario capire che alle spalle c'è una storia di sofferenza e di abbandono, in cui sono mancati alcuni pilastri fondamentali, si sono vissuti dei traumi, si è persa la fiducia in sé e negli altri. E questo rende faticoso e lento il cammino di rilancio. Ma il nostro obiettivo principale è proprio quello di ridare fiducia e speranza. Quindi - conclude Valentina - il tempo non è un nemico, semmai il contrario. E aiuta a consolidare i risultati ottenuti, passo dopo passo, per crescere insieme".

 

HAI GIÀ SCARICATO L'APP DI ZTL? SE HAI UN DISPOSITIVO ANDROID, SCARICALA ORA, PER ESSERE SEMPRE INFORMATO, DIRETTAMENTE SUL TUO SMARTPHONE, SU TUTTO CIÒ CHE È IMPORTANTE PER TE.

ZTL | L'informazione cambia rotta
Scarica l'app di ZTL gratuitamente su Google Play Store
SCARICA