Ragusa, Ripartire dai Giovani

Leggio (Caritas): "Diamo voce alle loro istanze". Workshop al Magnì

article image Domenico Leggio, Direttore della Caritas Diocesana di Ragusa


05 Novembre 2019

"Diamo voce, come sempre, alle istanze dei giovani. Non possiamo continuare a piangerci addosso, ma dobbiamo vigilare e sostenere il loro futuro. E soprattutto dobbiamo dare quei segni di speranza, che, al di là del credo e della nazionalità, i nostri ragazzi meritano. Noi, come Caritas, continuiamo ad offrire dei percorsi validi alle persone che vivono nel nostro territorio, e, soprattutto, ci rivolgiamo a coloro che pensano di lasciarlo, impoverendolo, invece di rimanere qui ed arricchire, con la loro bellezza, intelligenza e forza, i nostri luoghi. Non possiamo permetterci di stare a guardare". 

E' l'accorato appello di Domenico Leggio, Direttore della Caritas Diocesana di Ragusa, nel presentare il workshop dal titolo "Giovani: rigeneratori di comunità", in programma venerdì 8 e sabato 9 novembre, nella tenuta diocesana di Contrada Magnì. 

Una due giorni, a conclusione del progetto Estamos Juntos, di apprendimento partecipativo dedicata ai giovani, per riflettere attivamente sulla stretta connessione tra sviluppo del territorio e sviluppo personale e sociale.

A guidare i lavori Massimo Zortea, docente presso l’Università di Trento, specializzato in diritto e gestione ambientale, esperto di cooperazione internazionale. 

"L'Italia, - prosegue il Direttore della Caritas di Ragusa - secondo i dati più recenti, è al primo posto per la presenza di Neet a livello europeo. E, in questa classifica, la Sicilia ha il primato tra le Regioni, con il 38%, e una spaventosa quota di 800.000 ragazzi che non hanno occupazione e hanno concluso il percorso di studi e formativo. Di questi, e parliamo della fascia d'età compresa tra i 24 e i 30 anni, il 49% ha almeno un diploma e l'11% ha una laurea. Sono ragazzi, quindi, che hanno investito personalmente il loro tempo e i loro sforzi per conseguire un risultato formativo personale. E questo investimento, viene mortificato dall'assenza di opportunità. Perciò, all'interno del progetto Estamos Juntos, che vede un gruppo di giovani volontari della nostra diocesi impegnati, per nove mesi, tra Lisbona e Ragusa, abbiamo deciso di creare un vero e proprio laboratorio pratico, guidato dal professor Massimo Zortea, esperto di Sviluppo e Rigenerazione di Comunità dell'Università di Trento. Lo ringraziamo per la disponibilità, e siamo certi che questo confronto possa rappresentare, per chiunque vorrà iscriversi, un'occasione per sviluppare idee e progetti. Il workshop prevede infatti un confronto con il professor Zortea, per capire le possibilità e le offerte del nostro territorio, fare discernimento tra le risorse che ciascun partecipante possiede, a livello pratico e formativo e, infine, attraverso un'attività di laboratorio concentrata sui temi dell'Ambiente, dello Sviluppo Sostenibile e della Vulnerabilità, attivare un percorso che continua nel tempo. Sul fronte della Vulnerabilità, peraltro, la Caritas, come Osservatorio delle Povertà e delle risorse, ha individuato due emergenze in particolare, legate agli anziani e ai minori. Se sul secondo fronte, qualcosa, per fortuna, si sta muovendo, e presto sarà realtà, sul mondo degli anziani, scontiamo un'assenza di iniziative, unito a un welfare sociale che vede un'allocazione di risorse, nel Sud Italia e in particolare in Sicilia, totalmente insufficiente non solo rispetto al resto d'Europa, ma soprattutto se si guarda al Centro e al Nord Italia". 

Osservando quanto contenuto nel rapporto presentato, appena due anni fa, dalla Caritas di Ragusa, e ascoltando le parole del suo Direttore, sembrerebbe quasi che un workshop di questo tipo serva non solo ai ragazzi, ma anche e soprattutto alle istituzioni pubbliche, locali e non.

"E' un appello - spiega Leggio - alla collaborazione e alla condivisione dei dati che abbiamo lanciato anche quest'anno (nel Marzo 2019), cercando di elevare l'attenzione sulla qualità della vita che si vive in provincia e non solo sugli aspetti numerici quantitativi. Almeno per capire a 360 gradi le dimensioni di un fenomeno devastante e provare a rispondere ad istanze mai così pressanti e urgenti, come quelle che riguardano il futuro a breve e medio termine della comunità iblea. 

L'invito - precisa ancora Leggio - è esteso a tutti, comprese le istituzioni, che abbiamo cercato, da subito, di coinvolgere. Uno dei Comuni del nostro territorio, tra quelli che abbiamo contattato, si è mostrato particolarmente interessato. Il nostro compito, come sempre, è quello di fungere da stimolo, senza sostituirci a quelle realtà che devono e possono intervenire. La disponibilità di un esperto del calibro del professor Zortea è un'occasione da non perdere, l'auspicio è che tutti, istituzioni comprese, siano sensibili e prendano spunto da questo momento di confronto diretto, interrogandosi sugli strumenti fin qui attivati, e sulla loro effettiva efficacia. Non si può andare avanti con gli slogan, bisogna fornire ai nostri giovani quegli strumenti che non li tengano lontani dal lavoro, - conclude il Direttore della Caritas di Ragusa - magari anche con strumenti di pura assistenza, bensì li coinvolgano direttamente, aiutandoli realizzarsi con un programma di vita certo e duraturo". 

 

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