Ragusa, "Generare futuro"

Il workshop Caritas per i giovani. "Un percorso duraturo"

article image Il professor Massimo Zortea parla ai partecipanti del corso


09 Novembre 2019

"Recuperare persone, specie se giovani, significa recuperare territorio e spazio, non solo fisico ma anche ideale".

A parlare è il professor Massimo Zortea, docente dell'Università di Trento, specializzato in diritto e gestione ambientale ed esperto di cooperazione internazionale, ieri, nel primo dei due giorni di workshop dal titolo "Giovani: rigeneratori di comunità", nella tenuta diocesana di Contrada Magnì. 

Organizzato dalla Caritas Diocesana di Ragusa, a conclusione del progetto Estamos Juntos, il confronto, caratterizzato dall'importante partecipazione di giovani ma anche di professionisti impegnati, quotidianamente, al loro fianco, ha visto il professor Zortea nel ruolo, da lui stesso definito, di "facilitatore", di quello che mira ad essere un vero e proprio "laboratorio" di idee e progetti, costante nel tempo.

"Sono tre - ci spiega - i "luoghi" che possono rigenerare un territorio. Attenzione: tutti hanno eguale importanza e da soli non funzionano. Innanzitutto la Comunità, intesa come sfida e tentazione, un "contesto" che genera significati e senso. E che non deve diventare un "branco", ossia un luogo dove regnano le risposte impulsive, bensì un habitat dove l'individuo viene aiutato a pensare con la propria testa, a individuare una strada utile per la propria realizzazione, e trovare quei riscontri, ma nello stesso tempo rispondere ad esigenze, che cementano un gruppo. Questo terreno, che diventa un patrimonio condiviso, viene alimentato dagli "inventori", e chi meglio dei giovani, può adempiere a questo ruolo di innovazione e sviluppo, in ogni campo. Il terzo "luogo" è l'incubatore, ovvero un sistema che consenta a ciascuno di formarsi, prepararsi, studiare, e che, grazie al bagaglio di esperienze accumulato nel tempo, in una sorta di interscambio anche, ma non esclusivamente, generazionale, possa aiutare, soprattutto i giovani, a fare scelte adeguate. In pratica, quell'attività di counseling e mentoring, essenziale nella realizzazione di progetti e iniziative che durano nel tempo. E che, soprattutto, abbandonano quelle risposte slogan, ormai fin troppo di moda, che non guardano alla complessità dei problemi, e, quindi, non aiutano a risolverli". 

Il professor Zortea, che oggi guiderà la fase conclusiva del workshop, ha realmente attivato, come si percepiva già ieri, un "fermento" molto importante tra i partecipanti, con metodi didattici collaudati. 

"Ogni scelta - spiega - è una rinuncia, e spesso i ragazzi sono frastornati proprio perchè non riescono a fare questo salto, lasciando da parte quei percorsi che non li portano verso la propria realizzazione personale. E poi, si registra proprio l'assenza degli incubatori. A questo proposito, ricordo un dialogo avuto con l'Ordine degli Ingegneri di Taranto: mi raccontavano di avere tanti giovani fra i nuovi iscritti con idee brillanti, ma nessuno che li aiutasse a "trasformare" tali idee in iniziative concrete e durature, all'interno di una struttura, non solo tecnica e giuridica, ma anche economica ed imprenditoriale, che consentisse la creazione di una vera e propria rete di sostegno. Il workshop, che vede Caritas come incubatore, e come protagonisti questi giovani, può dare una valida risposta". 

Una scommessa che sembra vincente, quindi, come conferma anche il Direttore della Caritas Diocesana, Domenico Leggio. 

"Un confronto molto stimolante- afferma - come hanno dimostrato anche i laboratori lanciati subito dopo l'apertura. Le energie, da parte dei giovani che hanno scelto di partecipare a questa iniziativa, scalpitano e, probabilmente, avevano solo bisogno di essere accese. Voglio sottolineare, tra le tante, una frase che è circolata nei dibattiti interni di ieri, e che era legata all'assenza di politiche, a tutti i livelli, che tengano conto dei giovani, come forza propulsiva. Durante il confronto, sono stati gli stessi giovani a riconoscere il diritto, il dovere e, soprattutto, la necessità che la loro voce, per essere ascoltata, debba farsi sentire con vigore". 

Un percorso, quello iniziato ieri che, Leggio ne è convinto, "proseguirà, anche perchè ho visto una vitalità e un entusiasmo che mi ha particolarmente colpito. Il Presidente della Repubblica Mattarella, ha fatto riferimento all'apatia come uno dei rischi principali per il futuro. Ieri non ho visto giovani apatici, ma persone con il desiderio di investire nel proprio futuro e superare le criticità. Un'altra bellissima testimonianza che ho potuto ascoltare, ha raccontato di come molti giovani del nostro territorio, dopo un'esperienza all'estero, abbiano deciso di tornare qui per generare sviluppo e rigenerare la nostra comunità. Il nostro obiettivo è quello di cogliere questa volontà e renderla un percorso concreto e duraturo". 

 

HAI GIÀ SCARICATO L'APP DI ZTL? SE HAI UN DISPOSITIVO ANDROID, SCARICALA ORA, PER ESSERE SEMPRE INFORMATO, DIRETTAMENTE SUL TUO SMARTPHONE, SU TUTTO CIÒ CHE È IMPORTANTE PER TE.

ZTL | L'informazione cambia rotta
Scarica l'app di ZTL gratuitamente su Google Play Store
SCARICA