Modica, la lettera al Sindaco Abbate

Di Anna, modicana che vive al Nord. Un esempio positivo

article image Una bella lettera inviata al Sindaco Ignazio Abbate, che lo stesso primo cittadino ha condiviso sui social


23 Marzo 2020

Ecco la lettera ricevuta dal Sindaco di Modica, Ignazio Abbate, da una ragazza modicana che vive nel Nord Italia, e che lo stesso primo cittadino ha inteso condividere sui social. 

"Caro Sindaco Abbate,

Il mio nome è Anna. Ho 27 anni. Sono nata a Modica e vissuto a Modica per tutta la mia vita, a parte questi ultimi 5 anni, che per cercare un po' di fortuna, ma soprattutto un lavoro, sono scappata in Lombardia. 

Vivo in provincia di Varese ormai da 5 anni, e lavoro in Svizzera in una fabbrica farmaceutica. 

Il mio lavoro mi piace, ma qui si fanno tanti sacrifici. Siamo sempre di corsa, il lavoro ci fa guadagnare qualche soldo in più rispetto all'Italia, ma i sacrifici sono veramente tanti.

Uno di questi, il piu importante, è quello della lontananza dalla famiglia, che come lei può ben sapere, per noi siciliani è la cosa che conta di più. 

Ho accettato questo cambiamento, e adesso crescendo ho imparato molti valori. Devo ringraziare la mia famiglia per questo. 

Adesso ho trovato un fidanzato, lombardo, e tra qualche anno ritorneremo giù, nella mia bella Modica. 

Il motivo della mia lettera è semplice. 

Qualche mese fa si è scoperto quel bruttissimo virus che ci sta uccidendo tutti, sia fisicamente che psicologicamente. Qui al Nord la vita è dura, ogni giorno si scoprono casi in più. Siamo segregati in casa e abbiamo paura anche a fare la spesa. 

Il 2 marzo avevo un biglietto aereo per tornare a Modica a trovare la mia famiglia dopo tanto tempo, ma per evitare il contagio, e di contagiare i miei cari ho rinunciato al biglietto, e sono rimasta a casa mia. 

Quello che mi lascia perplessa sono le parole di mia madre, che vive in un appartamento vicino la Crai di via Risorgimento. 

Mi dice che li ogni giorno è strapieno di gente che va e viene, raccontandomi anche di episodi dove gente maleducata uscendo dal supermercato butta sul prato i guanti utilizzati per fare la spesa. 

Più volte i miei genitori hanno ripreso la gente, ma la maleducazione non finisce mai. 

Mio fratello è farmacista e lavora come un dannato in questi giorni, e la paura per lui è veramente tanta. Io sono lontana, quindi può immaginare la preoccupazione dei miei a sapermi qui nel focolaio più grande di Italia. 

Voglio chiederle un po' più di controlli, polizia, carabinieri, in questi luoghi, per evitare proprio che il mio non tornare giù per evitare di contagiare qualcuno non sia stato invano...
 
Probabilmente non leggerà questa mia lettera, ma ci tenevo lo stesso a scriverla. 

Buon lavoro, e grazie sempre per quello che fate". 
 

 

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