Coronavirus, Caritas in prima linea

Ragusa, "Aumentano problematiche e bisogni primari"

article image La Caritas di Ragusa in prima linea per l'emergenza Coronavirus


20 Marzo 2020

L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, oltre che sanitaria, sta diventando sempre più sociale. Colpisce soprattutto chi già viveva condizioni di difficoltà o di fragilità, creando nuove situazioni di povertà

Accanto al lavoro encomiabile di medici e infermieri, le Caritas diocesane, grazie all’inesausto impegno dei propri operatori, non cessano di garantire i propri servizi rimodulandoli alla situazione contingente, operando in condizioni via via più difficili sempre con le opportune precauzioni (distanze di sicurezza, disinfettanti, ingressi contingentati, ecc).

In questi giorni stiamo affrontando problematiche nuove che riguardano persone che fino a pochi giorni fa lavoravano in maniera precaria presso privati o pubblici esercizi e che oggi sono particolarmente colpite dalla sospensione delle attività, rimanendo senza un reddito. 

A causa di questo blocco registriamo un aumento dei bisogni primari, soprattutto per coloro che non hanno possibilità di lavoro continuative. L’emergenza, quindi, per queste famiglie non sarà momentanea, ma continuerà nel prossimo periodo col rischio di lasciare centinaia di persone indietro.

La nostra Caritas sostiene ogni anno circa 3.500 persone attraverso i centri di ascolto, mentre il Ristoro di San Francesco distribuisce una media di 100 pasti ad ogni apertura. 

Il Progetto Presidio testimonia l’attenzione della diocesi per i lavoratori agricoli sfruttati, mentre i servizi dedicati all’abitare danno la sicurezza di una casa a circa 50 persone con disagio abitativo o addirittura senza dimora. 

Ancora sul versante dell’accoglienza, la Casa per donne sole “Io sono con te” di Comiso ha attualmente 8 ospiti tra donne e bambini. Facciamo tutto questo esclusivamente con fondi provenienti dall’otto per mille della Diocesi o di Caritas italiana.

In questi giorni abbiamo dovuto sospendere qualche servizio, ma abbiamo contestualmente provveduto ad attivare lì dove possibile servizi domiciliari per la distribuzione di buoni spesa ed è a disposizione di tutti una linea telefonica (0932 646424), una mail ([email protected]) e la Pagina Facebook della Caritas diocesana di Ragusa per rispondere alle emergenze. 

Abbiamo continuato a dare supporto alle persone senza dimora, impossibilitate a seguire le direttive del Governo sull’isolamento e accogliendo alcune di esse presso i nostri alloggi, e fornendo ad alcuni di esse il cellulare che consente di mantenere dei collegamenti a distanza o di segnalare eventuali complicazioni sanitarie.

Garantiamo gli accompagnamenti medici e per fare la spesa dei più fragili. Aiutiamo le famiglie con bambini in età scolare nella stampa dei compiti da fare a casa, fornendo pc o tablet là dove ne fossero sprovvisti o non adeguati per la didattica a distanza, garantendo le connessioni internet o wi fi. 

Molte persone telefonano ai nostri uffici per segnalare le situazioni di questo o quel povero di cui non possono più prendersi cura direttamente. Il nostro territorio si sta confermando bello e solidale, unito anche se fisicamente distante.

In questa occasione, per far fronte a questa emergenza, che vede ancora una volta esposte le persone più fragili, la nostra diocesi rinnova l’appello a tutti alla solidarietà concreta invitando a sostenere le iniziative e gli interventi mirati della Caritas locale in favore delle persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie.

Accogliamo anche la disponibilità e generosità di tante persone nel voler fornire vestiti, derrate alimentari, farmaci, ma in considerazione della situazione non ci è possibile effettuare alcun tipo di raccolta e ritiro. 

È opportuno, anzi, come detto in altre occasioni, non lasciare alcun sacchetto nei pressi delle strutture caritative.

È possibile donare, attraverso il conto corrente intestato a Diocesi di Ragusa, Caritas IBAN: IT45Y0521617001000005801675 Banca Credito Valtellinese S.p.A. Sede di Ragusa (Via Archimede) causale: contributo EMERGENZA COVID-19

 

 

LO SPORTELLO D'ASCOLTO DEL CONSULTORIO FAMILIARE DI ISPIRAZIONE CRISTIANA DI RAGUSA

"#iosonoquietiascolto è l’iniziativa lanciata dal Consultorio familiare di ispirazione cristiana di Ragusa. 

Si tratta di uno sportello di ascolto in cui professionisti, che sono già operatori volontari del Consultorio familiare di Ragusa, offrono la propria disponibilità a ricevere telefonate di chiunque abbia bisogno di essere ascoltato. 

Il servizio partito nel giorno dedicato alla festa di San Giuseppe, è realizzato su proposta della Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana, sotto la presidenza della professoressa Livia Cadei ed all'interno delle attività pastorali della Diocesi di Ragusa. 

"Il progetto – affermano la presidente del Consultorio familiare Agata Pisana e il direttore Emanuele Mannile – vuole dare una risposta di sostegno professionale in questo periodo di emergenza che non è solo sanitaria, economica, ma è anche psicologica e relazionale. La drammaticità di quanto sta succedendo, infatti, per il diffondersi del Covid-19 e per le restrizioni - utilissime ma tante volte difficili da gestire, che hanno comportato un cambiamento drastico delle nostre abitudini e l'esperienza di vissuti inediti, complessi e spesso psicologicamente faticosi - impone che i nostri servizi siano ancor più del solito presenti ed attivi in favore dei cittadini e di tutto il territorio diocesano".

La telefonata è coperta dalle norme della privacy, per cui i dati del fruitore del servizio non vengono in alcun modo utilizzati e ogni telefonata non potrà durare oltre i 15 o 20 minuti per permettere anche ad altri di accedere al servizio. 

I volontari del Consultorio familiare hanno aderito in modo compatto alla proposta della presidente Agata Pisana, tanto che già da ieri si può usufruire del servizio per otto ore al giorno (in alcuni orari che possono essere ritenuti di punta, c’è anche la disponibilità di tre o quattro operatori contemporaneamente).

"Non possiamo che ringraziare il Signore – concludono Pisana e Mannile – che ci concede di continuare a lavorare nella sua vigna al servizio della persona e della famiglia, secondo lo spirito del Vangelo e in adesione alla vocazione specifica dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana. Affidiamo a San Giuseppe una speciale richiesta di patrocinio su questo progetto. Vi chiediamo di aiutarci con le preghiere e con la diffusione del progetto a mezzo organi di stampa e social istituzionali".

 

 

COME AFFRONTARE IL CORONAVIRUS, ECCO I CONSIGLI PRATICI DELL’UFFICIO DIOCESANO PER LA PASTORALE DELLA SALUTE 

Come affrontare il coronavirus. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, lo ripete ogni giorno in qualunque trasmissione televisiva viene chiamato. 

È uno dei riferimenti nazionali in questa fase di emergenza

Ed è per questo motivo – sottolinea il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti – che, oltre a diffondere nelle scorse ore il suo vademecum, stiamo veicolando dei consigli molto più pratici che lo stesso professore dispensa nei suoi interventi. A cominciare da quando vanno usate le mascherine. In pratica, spieghiamo quando servono: in un supermercato, al lavoro quando c’è il rischio di trovarsi non a distanza. Non vanno usate per correre da soli o mentre si cammina. Poi resta l’indicazione base: lavarsi le mani”. 

Pregliasco ricorda, altresì, che il virus passa per le goccioline respiratorie e dura qualche ora, ma con una carica bassa, mentre è forte nell’immediato. Un altro aspetto che merita di essere posto sotto i riflettori è quando occorre preoccuparsi, cioè quando la febbre è più alta di 37,5 gradi e lo è per più giorni con difficoltà respiratorie. 

Allora si può pensare a un possibile coronavirus. In più, si parla tanto di scarpe e cappotti: sono pericolosi? 

Se ne parla in modo esagerato – ha spiegato Pregliasco – Una igiene generale e un’attenzione per farli arieggiare sono utili. Ma non c’è il problema. Non è la suola delle scarpe che veicola, ma ogni atteggiamento di buonsenso fa bene. Il vero nodo è non toccarsi bocca e occhi”. 

Il virus sulle superfici, pensiamo ai soldi, sopravvive? 

Rischio impalpabile. Li gestiamo e poi ci laviamo le mani. Se rimane sulle mani e non ci lecchiamo le dita il problema non c’è”. 

Shopping online e non solo, più rischi sulla carta che plastica? 

Hanno tempi diversi, cambia di alcune ore la sopravvivenza. Non è che su ogni scatolone qualcuno sputa sopra. La quota è bassissima. Ricordiamo, dato certo, che sono le goccioline più grosse quelle che emettiamo starnutendo e parlando a veicolare il virus. Quelle si disperdono a breve distanza e si depositano. Se c’è un luogo dove è bene stare da soli all’interno è l’ascensore”.

Anche dentro casa bisogna lavarsi le mani? 

Non esageriamo, ma stiamo attenti ogni volta. Se ci sono altre persone che escono spesso, se c’è un soggetto in quarantena fiduciaria, certamente sì. Se si è da soli non ci si autoinfetta. Il problema è la diffusione verso terzi”.

 

 

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