Cadute e sicurezza, indagine Anteas

Ragusa, "la casa è percepita come il posto più pericoloso"

article image Anteas Ragusa, indagine su cadute e sicurezza


27 Luglio 2020

Una indagine condotta da Anteas Ragusa nelle ultime settimane ha consentito di fare luce, per quanto riguarda l’area iblea, su un aspetto poco considerato che ha a che vedere con gli over 65. 

E’ quello che riguarda le cadute e, quindi, la necessità di sicurezza. Una richiesta sempre più forte anche perché se l’aspettativa di vita è diventata più lunga, lo stesso non può dirsi delle condizioni fisiche che possono risultare debilitate per tutta una serie di motivazioni. 

E così il 9% degli intervistati nell’area iblea, tutti anziani e nella fascia di età superiore ai 65 anni, ha dichiarato di essere caduto nei 30 giorni precedenti l’intervista e, nel 19% dei casi, è stato necessario il ricovero ospedaliero di almeno un giorno.

Le cadute avvengono per lo più all’interno della casa (64%) e sono più frequenti con l’avanzare dell’età, fra le donne e tra chi ha molte difficoltà economiche.

Dall’analisi degli aspetti riguardanti l’ambiente di vita emerge che il 35% degli ultra 65enni intervistati dichiara di avere difficoltà nell’accesso ai servizi sociosanitari, in particolare i servizi della Asl, o ai negozi di generi alimentari e di prima necessità. 

Queste difficoltà sono più frequentemente riscontrate con l’avanzare dell’età, fra le donne, tra le persone meno istruite e tra chi ha molte difficoltà economiche.

Inoltre, il 61% degli intervistati riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione in cui vive e il 15% percepisce la propria zona di residenza come poco sicura. 

Il 66% degli intervistati ha ricevuto consigli su come proteggersi dalle ondate di calore, argomento di strettissima attualità. 

“Ma abbiamo voluto approfondire un altro aspetto – chiarisce il presidente di Anteas Ragusa, Rocco Schininà – che è quello riguardante l’attività fisica. Da quanto emerge incrociando i dati Istat, gli anziani “fisicamente attivi” risultano essere il 48% della popolazione iblea, i “parzialmente attivi” il 23% e i “sedentari” il 29%. Anche tra gli anziani è stato possibile classificare il campione secondo i livelli raccomandati dall'Oms ad esclusione delle persone con disabilità o problemi di memoria: il 33% di queste persone raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati, il 27% svolge qualche forma di attività fisica senza raggiungere i livelli raccomandati ed è quindi definibile come “parzialmente attivo”, mentre il 40% risulta completamente sedentario. Diciamo che il pianeta anziani sta lentamente ricominciando, a Ragusa così come in altri centri della nostra provincia, a muoversi secondo quelle che sono le proprie tradizionali caratteristiche sebbene, in questa fase, manchi la possibilità di aggregazione diretta così come accadeva prima dell’insorgere della pandemia. Mancano i circoli, le tavolate, le gite sociali in comitiva. Tutti aspetti che speriamo di potere recuperare presto e che, in ogni caso, come Anteas, cercheremo di attuare in sicurezza, nel pieno rispetto dei protocolli tuttora vigenti”. 

 

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