Connessione gratuita per gli universitari

Per il diritto allo studio, nonostante l'emergenza

article image Diritto allo studio, proposta all'ateneo di Catania


16 Novembre 2020

Biagio Gravina è il portavoce dell'associazione studentesca universitaria YOUSU. L'associazione fa parte della Confederazione Studentesca nazionale SÌAMOFUTURO (nello specifico SÌAMOFUTURO Catania). 

YOUSU nasce nel marzo 2020, e il suo scopo è quello di incrementare la cooperazione tra gli studenti alla difesa del Diritto allo Studio, producendo crescita formativa personale.

Tra le iniziative proposte, una, molto attuale, riguarda la possibilità di garantire, a titolo gratuito, il traffico dati internet a tutti gli studenti universitari che, in questa fase di didattica a distanza, non possono permettersi una sim dati adeguata per frequentare le lezioni online. Ecco tutti i dettagli, nell'intervista a Biagio Gravina.


- Cosa prevede la vostra proposta? Cosa chiedete all’Ateneo di Catania?                  

La nostra proposta è un aiuto concreto in questa situazione di emergenza, che ha coinvolto anche il sistema didattico, specialmente noi universitari. Chiediamo all’Università degli Studi di Catania di garantire a titolo gratuito il traffico dati internet, essendo un nostro diritto. Il nostro progetto, per realizzarsi, segue un iter che comincia con un bando destinato agli studenti con un Isee non oltre i 35.000 euro. 

Dopo aver fatto richiesta, gli studenti risultati assegnatari avranno una sim dati con un numero di giga adeguato, così da garantire la possibilità di seguire le lezioni e svolgere gli esami in maniera serena. Una proposta di cui sono firmatario, insieme al nostro Rappresentante della S.D.S e membro della Consulta d’Ateneo, Andrea Nicolosi

La nostra richiesta è lecita e risulta ovvia, in quanto è facilmente constatabile che all’interno dell’Ateneo non tutti hanno le possibilità e gli strumenti per stare sempre al passo, in questa nuova visione principalmente telematica della didattica. Dobbiamo creare le condizioni tali che gli studenti siano alla pari, garantendo loro le stesse opportunità (in questo caso, la sim). Il nostro progetto si rifà al modello adottato e già avviato presso l’Università di Bologna. Una proposta che, se accettata, permetterà di vivere meglio la DAD.

 

- Quanto ha inciso il lockdown sugli studenti da un punto di vista economico e psicologico?

L’improvviso lockdown di marzo ci ha scossi molto da ogni punto di vista; ponendo attenzione alla didattica universitaria molti studenti si sono trovati ad affrontare una duplice situazione di disagio: sul piano economico e su quello psicologico. In riferimento all’aspetto economico, in primis, molti si sono trovati a dover affrontare delle spese per adattarsi alla DAD, acquistando un computer o delle connessioni veloci. 

Un altro incomodo è venuto fuori con la situazione degli affitti, per gli studenti fuori sede; molti di loro sono stati costretti a pagare un affitto pur non usufruendone (non avendo un locatore affabile), altri hanno avuto uno sconto generoso del 30% massimo. Noi di SÌAMOFUTURO ci siamo impegnati più volte per agevolare questa grossa spesa, chiedendo dei contributi. Passando all’aspetto psicologico, gli studenti sono stati privati di quello che è il relazionarsi con i colleghi, con i professori, l’empatia, il sentirsi parte, il confrontarsi. È venuta meno la socialità dei rapporti, ridotti ai tratti rigidi di uno schermo. 

Questa situazione mentale ha avuto delle ripercussioni perlopiù negative nell’ambito cognitivo, sappiamo bene quanto snervante e faticoso sia seguire per più ore le lezioni in via telematica. La DAD non è paragonabile alle lezioni in presenza, ma ci ha permesso lo stesso di continuare quasi “normalmente” la nostra routine da studenti.  La condizione di disagio, però, ha portato parecchi studenti ad un rallentamento dell’apprendimento, frenando così la carriera universitaria.  L’assetto del lockdown partito a marzo ci ha resi meno partecipi, ci ha fatti sentire isolati, ciò ha inciso molto sull’apprendimento.

 

- Puoi spiegare a tutti coloro che potrebbero essere interessati, di cosa si occupa YouSu?

YOUSU non ha “colore politico”, chiunque vuole mettersi in gioco, chi ha idee e chi vuole collaborare con noi può farne parte. Chiunque faccia parte del nostro gruppo viene seguito in un percorso di crescita personale, facciamo rete e questo ci permette di crescere imparando l’uno dall’altro, organizziamo incontri formativi politici e non solo, creiamo classe dirigente.

Siamo riusciti a realizzare diversi progetti, tra cui: orientamento e accoglienza alle future matricole; sostegno a studenti per tasse, piani di studio, borse di studio e bandi Erasmus; abbiamo realizzato una raccolta firme per l’Istituzione della figura di un rappresentante ERSU per le sedi decentrate; siamo riusciti ad avere delle convenzioni con palestre ed aree attrezzate per le attività sportive; abbiamo partecipato al Palio d’Ateneo; ci siamo battuti per il miglioramento dei trasporti urbani; abbiamo creato una rivista online; abbiamo organizzato, anche, dei momenti di svago con delle serate ludiche (a sfondo culturale e non solo). Tutto questo è YOUSU.

 


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