Terapia intensiva, servono posti

Lo chiedono i Sindaci di Pozzallo, Scicli e Chiaramonte

article image I Sindaci vogliono tempi certi per l'attivazione dei posti letto


15 Settembre 2020

I Sindaci di Pozzallo, Scicli e Chiaramonte Gulfi chiedono tempi certi per l'attivazione di tutti i posti letto di terapia intensiva in provincia di Ragusa. Ecco la nota.

"Il numero dei contagiati al Covid-19 in provincia di Ragusa e in Sicilia, oltre all’imminente inizio della stagione autunnale, presuppongono una organizzazione della rete ospedaliera e un numero di posti letto di terapia intensiva tali da affrontare eventuali emergenze sanitarie che speriamo non si verifichino. 

Attualmente in provincia di Ragusa i posti letto in terapia intensiva sono 18: 8 a Ragusa, 5 a Modica e 5 a Vittoria. 

Nella nuova rete ospedaliera approvata lo scorso anno, dovrebbero invece essere 30: 14 a Ragusa, 8 a Modica e 8 a Vittoria.

Il Decreto dell'Assessorato Regionale alla Salute numero prot. 39143 del 11/9/2020, prevede ulteriori 14 posti letto di terapia intensiva Covid-19 all'OMPA di Ragusa.
 
In linea di massima, il numero dei posti letto in terapia intensiva sulla carta, potrebbero essere sufficienti per affrontare eventuali emergenze di pazienti Covid-19 con gravi problemi respiratori. 

Il problema che ci si pone è quello dei tempi di attivazione dei nuovi posti letto.

Attualmente su 66 medici anestesisti previsti in provincia, quelli presenti sono soltanto 32 e a fronte di 44 posti letto previsti c'è ne sono attivati soltanto 18. 

Occorrono risposte chiare e precise e tempi certi dal Direttore Generale dell’ASP di Ragusa e dall'Assessore Regionale alla Salute On. Ruggero Razza".

 


IGNAZIO ABBATE: "NESSUN POSTO IN RIANIMAZIONE IN TUTTA LA PROVINCIA!!!"

"Lo scorso maggio l’Assessorato alla Sanità aveva dichiarato che tutti gli ospedali siciliani sarebbero diventati “ospedali Covid”, cioè in grado di poter assolvere contemporaneamente sia ai compiti “tradizionali” che a quelli legati alla nuova emergenza sanitaria. 

Intento rimasto solo nell’ordine delle idee e delle buone intenzioni. 

Nei fatti, col passare delle settimane, sono state trasformate in strutture “specializzate” solo l’Arezzo di Ragusa e il Trigona di Noto. 

In pratica due ospedali virtualmente chiusi, inadeguati ad ospitare pazienti di qualsiasi tipo, a maggior ragione se malati di Covid.  

Quello che sta succedendo all’Ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa è uno specchio della realtà che siamo costretti ad affrontare in qualità di residenti della provincia iblea. Un focolaio di contagi tra personale sanitario mai visto, che da un lato fa aumentare la preoccupazione tra la popolazione e dall’altro mette a nudo tutta l’inadeguatezza dei protocolli di sicurezza e della stessa struttura. 

Ad oggi un cittadino positivo al Covid di Modica, di Scicli, di Vittoria, di Comiso o di qualsiasi altro comune ibleo che deve essere ricoverato in rianimazione è costretto ad essere trasportato a Siracusa o a Catania con ulteriore aggravio di disagi e preoccupazione per i familiari. 

Era questo quello che all’Assessorato alla Salute intendevano con la trasformazione di tutti gli ospedali in ospedali Covid?  

Da responsabile della salute della mia Città devo denunciare pubblicamente che in Provincia di Ragusa non esiste un solo posto letto di rianimazione cui poter appoggiare un malato di Covid. E’ una situazione gravissima che non si può tollerare. 

Le responsabilità politiche, a prescindere dal colore, sono palesi. Invito, ancora una volta, il Presidente della Regione ad intervenire urgentemente per ripristinare la sicurezza sanitaria nella provincia iblea, sicurezza che oggi viene palesemente negata".

 

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