Scicli, il Busacca per il Coronavirus

L'On. Ragusa illustra la proposta

article image L'On. Ragusa e l'utilizzo del Busacca di Scicli


21 Marzo 2020

“Con la massima umiltà e senza alcuno spirito polemico nei confronti di chicchessia, ma solo perché provato, come tutti, dalle notizie che ora dopo ora ci funestano facendoci comprendere la drammaticità del momento che stiamo vivendo, torno a ulteriori riflessioni sulla proposta riguardante l’Ospedale Busacca di Scicli e la ventilata possibilità di creare delle postazioni destinate a ospitare i pazienti meno gravi contagiati dal Covid-19, il tutto, naturalmente, rispettando i protocolli di massima sicurezza, quindi con rischio zero per la popolazione”.

A dirlo è l’on. Orazio Ragusa, che sottolinea come sia indubbio che le scelte del passato abbiano penalizzato gli ospedali siciliani. 

In particolare, il Covid-19 sembra che abbia ucciso la Balduzzi, evidenziando quanto drammatico sia stato il taglio di posti letto in modo irrazionale. 

Al contrario, adesso, occorre sfruttare tutte le occasioni per cercare di ripartire con il piglio giusto e far sì che gli stessi ospedali, quelli più penalizzati soprattutto, possano essere potenziati.

“La sperequazione tra Nord e Sud, nella nuova Sanità che verrà fuori da questa immane tragedia, non dovrà più essere possibile – continua l’on. Ragusa – Gli errori del passato non dovranno più essere riproposti. L’obiettivo dovrà essere quello di sostenere i piccoli ospedali affinché gli stessi restino in vita. Non si potrà più fare andare a braccetto Sanità ed economia, intesa come necessità assoluta di fare quadrare i numeri a scapito della salute delle persone. E il caso di Scicli, da questo punto di vista, potrebbe risultare davvero emblematico. Nel decreto di Conte sono previsti trecento milioni di euro per le strutture ospedaliere. Nulla vieta che anche l’ospedale Busacca possa concorrere a usufruire di una parte dei finanziamenti per far sì che nascano le postazioni destinate a monitorare i pazienti contagiati dal virus.  E quando tutto questo finirà, si valuteranno nuove opportunità sanitarie, sempre per l’ospedale in questione, tutta una serie di prospettive per riformularne ulteriormente la funzionalità anche rispetto alla creazione di azioni surroganti il reparto di emergenza-urgenza. Le piccole città fanno rete e Scicli può rappresentare uno dei punti di riferimento del distretto socio-sanitario n. 45. Si parla di nuove prospettive sanitarie, dunque, e questa della struttura di degenza per i casi meno gravi potrebbe essere una soluzione condivisibile, da non bocciare a priori. Certo, tutto dipenderà dall’accoglimento che tale proposta operativa riceverà alla Regione. Ma ritengo che, raccogliendo quel poco di buon senso che deve animare tutti i dibattiti, a maggior ragione quelli che investono la sfera sanitaria, si possa arrivare a una risposta positiva, soprattutto se il territorio, in maniera coesa e compatta, saprà dimostrare il proprio grado di interessamento a tal riguardo. Ci vuole sensibilità per i piccoli ospedali ma, soprattutto, grande interesse per il territorio”.

“L’aiuto alla città – continua l’on. Ragusa – può essere fornito solo se si possiede una visione per quello che potrebbe accadere e questa visione la si mette a disposizione di una crescita sostanziale. Ad esempio, il sindaco di Pozzallo, in queste ultime ore, con riferimento ai 167 siciliani arrivati al porto e provenienti da Malta, ha chiesto l’effettuazione della quarantena in strutture adeguate. Si sente un’eco alla nostra proposta. Sono altresì soddisfatto per l’avvio di un dibattito sulla questione che merita, senz’altro, di essere ancora di più ampliato, per il bene della nostra sanità cittadina. E nel contesto di questo dibattito, mi piace riportare quello di cui abbiamo parlato, in queste ultime ore, con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e cioè il fatto che, terminata la tempesta, bisognerà farsi trovare pronti anche da altri punti di vista. Per quanto riguarda Scicli, ad esempio, con un piano complessivo per il rilancio turistico. Ci sono gli strumenti affinché ciò possa accadere ma dovranno essere canalizzati nella maniera più opportuna. E poi è ovvio che un turista si recherà con maggiore predisposizione d’animo in un luogo dove sa con certezza che c’è una Sanità che funziona. Al momento, ovviamente, pensiamo a gestire l’emergenza. Ma con un occhio anche alla predisposizione di tutto ciò che serve, quando verrà il momento, per ripartire nella maniera più opportuna”.

 

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