Ragusa, altri 214 positivi in provincia

Intanto a Vittoria la Zona Rossa è prorogata al 25

article image Continua, inesorabile, il contagio Covid anche in provincia


18 Novembre 2020

Sono 2.764 i positivi al Coronavirus attualmente presenti in provincia. Un numero che comprende i 140 ricoverati nelle strutture sanitarie, i 2.612 in isolamento domiciliare e i 12 in Rsa Covid.

I guariti sono 1.061, i deceduti 72, quattro in più nelle ultime 24 ore. Si tratta di un 78enne, ricoverato al Giovanni Paolo II e tre persone che si trovavano al Guzzardi di Vittoria (62, 76 e 84 anni).

Tra i contagi per comune, Vittoria conta quasi 900 casi, Ragusa poco meno di 600, Comiso oltre 300.

 

VITTORIA RIMANE ZONA ROSSA. NUOVA PROROGA FINO AL 25 NOVEMBRE

Nuova proroga, fino al 25 novembre, per la zona rossa di Vittoria.

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, tenuto conto del rapporto dell’Asp di Ragusa, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, ha firmato l’ordinanza che conferma il comune ibleo off limits.

Le restrizioni adottate per limitare il contagio del coronavirus, sono quelle disposte il 2 novembre e già prolungate di una settimana lo scorso 10 novembre.

 

CONTAGI CORONAVIRUS, IL SINDACO DI MODICA FA IL PUNTO

"Abbiamo condotto un interessante studio sui numeri dei positivi al Covid a Modica che attualmente sono 321 (309 asintomatici e 12 ricoverati) e che abbiamo diviso per fasce d'età. Di questi 148  sono uomini e 173 donne.

51-60 anni: 58 casi (18,07%)
31-40 anni: 51 casi (15,8%)
20-30 anni: 45 casi (14,02%)
3-13 anni:   44 casi (13,7%)
41-50 anni: 41 casi (12,7%)
61-70 anni: 20 casi (6,2%)
71-80 anni: 18 casi (5,6%)
14-19 anni: 17 casi (5,3%)
81-90 anni: 16 casi (4,9%)
0-2 anni:      7 casi( 2,18%)
91-100 anni: 4 casi (1,25%).

La fotografia che ne esce può e deve essere utilizzata da tutti per farsi un’idea di quella che è la presenza del virus nella nostra città e per correggere i propri comportamenti. Sarebbe auspicabile che tale studio venisse condotto anche negli altri Comuni per avere un quadro ancora più esaustivo.

Indubbiamente, come era facile pronosticare, la fascia d’età più colpita è quella della popolazione lavorativamente attiva (30-60 anni) che ha più contatti sociali, ma il dato su cui mi voglio soffermare è quello relativo ai giovani che tanto spesso vengono criticati.

La fascia che in estate veniva indicata come la più pericolosa, cioè quella che va dai 14 ai 19 anni è in realtà una delle più virtuose.

Merito, indubbiamente, anche della didattica a distanza che, per quanto possa essere didatticamente e umanamente inferiore alle lezioni di presenza, ha contribuito a preservare i ragazzi.

Se confrontiamo i 17 positivi degli studenti delle superiori con i 44 piccoli alunni di asili, elementari e medie che invece continuano le lezioni di presenza, si capisce chiaramente dove sta la differenza. Se vogliamo interrompere questa lunga catena bisogna prendere delle decisioni dolorose, tra queste rientra anche la sospensione delle lezioni di presenza".

 

CORONAVIRUS, ON. DIPASQUALE: "RAZZA ASSENTE E INTANTO LA SITUAZIONE SI AGGRAVA"

“A una settimana dalla mia richiesta di istituire la ‘zona rossa’ nella provincia di Ragusa nulla è cambiato: l’assessore Razza continua a fuggire dal confronto in Assemblea Regionale Siciliana e mentre la curva dei contagi non si arresta c’è chi minimizza parlando di risultati poco soddisfacenti nei centri dove è stata istituita la ‘zona rossa’ non capendo che senza interventi tempestivi che influiscano drasticamente sullo stile di vita dei nostri concittadini ogni sforzo fatto fin qui, come nel comune di Vittoria, sarà stato vano”.

Lo dichiara l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico, a conclusione dell’odierna seduta del Parlamento siciliano.

“Gli ospedali della provincia di Ragusa sono in sofferenza, ma l’Assemblea Regionale Siciliana è andata deserta - continua Dipasquale - con la colpevole assenza di chi, invece, avrebbe dovuto esserci per dare risposte nel luogo deputato per eccellenza al confronto istituzionale. C’è da comprendere, inoltre, che a trovarsi in grave sofferenza non è solo il sistema sanitario, a un passo dal collasso, ma l’intero sistema economico siciliano, fatto soprattutto da piccole e medie imprese e lavoratori autonomi.

Temo che comunque siamo destinati a una nuova chiusura totale e credo che ogni giorno di ritardo rispetto a questa decisione non possa che comportare danni maggiori all’economia: per ogni giorno che passa è a rischio il Natale, con tutto ciò che comporta.

Se istituire la ‘zona rossa’ ai primi di novembre avrebbe comportato danni economici non indifferenti, quelli che si avrebbero con una sempre più verosimile chiusura natalizia saranno davvero catastrofici perché ad essere coinvolti saranno centinaia di piccoli operatori che, invece, con le proprie attività nel periodo Natalizio avrebbero potuto tirare un sospiro di sollievo.

Se questa situazione disastrosa dovesse concretizzarsi sarà colpa solo di chi sarebbe potuto intervenire, anche con scelte difficili, e non ha avuto il coraggio di farlo”.

“La città di Vittoria - aggiunge ancora il parlamentare della provincia di Ragusa - ha subito una scelta importante, quella dell’istituzione della ‘zona rossa’, mentre i contagiati erano ancora 470, oggi che la città di Ragusa ha quasi superato i 600 non si muove foglia. Cosa si deve aspettare? A cosa sono serviti e a cosa servono i sacrifici dei cittadini di Vittoria se non si estende la ‘zona rossa’ a tutta la provincia?”.

“Leggo da alcune dichiarazioni che ‘la curva dei contagi si è addolcita ma non si appiattisce né cala, con la richiesta di ospedalizzazione in crescita’ - conclude - beh, mi sembra evidente che la situazione sia ancora grave e c’è chi continua a girarsi dall’altra parte”.


ASP: APPROVVIGIONAMENTI DPI, PRESIDI DI PREVENZIONE, DIVISE. LE DICHIARAZIONI DELLA FP-CGIL 

"Più volte dall’inizio dell’emergenza Covid questa O.S. ha sollecitato la Direzione Strategica circa gli approvvigionamenti e la successiva distribuzione di D.P.I. a protezione di operatori sanitari, personale amministrativo dedicato al front office e utenti.

Nostro malgrado e pur apprezzando gli sforzi della dirigenza dell’ASP, torniamo a evidenziare una situazione che è torna ad essere delicata. L’aumento dei contagi sta falcidiando anche il personale sanitario in maniera significativa rispetto alla prima ondata e “l’investimento” in sicurezza non è mai abbastanza e non vorremmo che mentre i plessi ospedalieri si riempiono di pazienti affetti dal virus contemporaneamente si svuoti di personale sanitario. Affinché non si debbano centellinare le mascherine – giunge voce che in alcuni reparti si distribuisca una mascherina alla settimana 

-    oltre alla mascherine, preferibilmente FFP2 o FFP3 (melius est abundare quam deficere), 
-    necessitano tute monouso, 
-    calzari, non sacchetti della spesa, 
-    parafiati negli uffici,
-    disinfettanti alcolici,
-    gel per l’igiene continua delle mani.

Non basta. Oltre alle misure di protezione passiva, bisogna attivare anche una rete di costante controllo periodico per tutto il personale con tamponi, a cadenza quindicinale, ivi compresi i lavoratori delle Ditte appaltatrici che operano all’interno dei presidi. 

Come già esposto in precedenza l’igiene dei locali passa per un’azione continua di sanificazione con il reperimento di altre apparecchiature idonee a sanificare grandi ambienti – quelle in dotazione sono insufficienti – e di numerose squadre addestrate di ausiliari sanificatori che ciclicamente intervengano celermente nei presidi ospedalieri ma anche negli uffici amministrativi, rispettando le dovute norme di sicurezza e magari utilizzando le ore notturne. 

Altro capitolo delicato è quello relativo alla vetustà del parco ambulanze e alle criticità legate alla loro sanificazione, non è certo ricorrendo esclusivamente alle convenzioni con terzi che si risolve il problema, specie se non ci sono adeguati controlli sulle sanificazioni. Checché ne dica qualche sparuto e autonomo gruppo sindacale invece di riconoscere l’opera meritoria di altre categorie di dipendenti come gli autisti d’ambulanza che rischiano quanto loro il contagio. 

Questa O.S. non fa distinzioni fra dipendenti e nutre il massimo rispetto per tutti gli operatori che in questo momento si sacrificano: dai medici, agli infermieri, ai tecnici, agli O.S.S., agli Ausiliari, agli operatori tecnici, al settore amministrativo ai dipendenti delle Ditte esterne.

 A tutto ciò s’aggiunge la cronica situazione delle divise: è regola ormai non riuscire a fornire un corredo più o meno consono al personale neo assunto ma i veterani non sono in condizioni migliori. Più o meno tutti  provvedono in proprio a calzature, divise, felpe più o meno regolamentari per proteggersi nel periodo invernale.

Con la pandemia la situazione è peggiorata soprattutto per coloro che sono costretti ad indossare per ore, se non  addirittura per l’intero turno, i presidi anti-covid: la sauna è assicurata e gratis il ricambio delle divise no, compreso il lavaggio: tant’è che in diversi reparti proliferano le “lavasciuga”, evidente segno del fallimento del sistema interno che dovrebbe funzionare a circuito chiuso per garantire igiene e sterilità. 

Escludendo la parte economica della tematica, quello che ci spiace constatare è il costante regresso nell’ultimo decennio dei servizi  dell’indotto che gravita intorno al sistema sanitario provinciale".

 

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