Vittoria, Fratelli d'Italia contro Salvini

Sulle parole usate in occasione della visita

article image La visita di Salvini a Vittoria, le polemiche di Fdi


15 Agosto 2019

Sulla tragica vicenda dei due cuginetti, Simone e Alessio D’Antonio, travolti e uccisi da un suv killer a Vittoria e sulla recente visita in città del Ministro dell'Interno Salvini, il comitato provinciale ibleo di Fratelli d’Italia prende posizione.

In realtà, nella nota inviata alla stampa, Fdi se la prende anche con i ministri Di Maio e Bonafede. Solo che, a leggere la nota, i rilievi del comitato provinciale, riguardano, praticamente, solo ciò che ha detto il leader della Lega. Un aspetto curioso, visto che a livello nazionale Fdi, almeno in teoria, è in prima fila per un accordo elettorale alle prossime (probabili) future elezioni nazionali. 

“Oltre a rinnovare il nostro dolore e la nostra vicinanza alle famiglie colpite da una tragedia immane – spiega il comitato di FdI – non possiamo non sottolineare l’unica cosa che serve a Vittoria e che nessun ministro ha sottolineato: in città serve chiara, forte e netta la presenza dello Stato. Uno Stato forte – con uomini, mezzi, investigatori sul territorio – fa paura alla mafia e al crimine. È questo l’impegno che chiediamo al governo. Uno Stato forte sul territorio fa si’ che il cittadino non si senta solo dinanzi alla criminalità. Uno Stato che si intesti una volta per tutte le battaglie dei nostri agricoltori le cui imprese chiudono costantemente creando solo povertà e disperazione.Uno Stato che investa in questo territorio in termini di sviluppo e quindi di legalità". 

E, almeno fin qui, avrebbe un senso l'attacco esteso agli altri esponenti della compagine ministeriale. Ma il vero bersaglio di Fdi, sono proprio le recenti parole utilizzate da Salvini nel corso della sua visita in città.

“Fa male a tutta la comunità e alla sua immagine – prosegue la nota di FdI – sentire paragoni con Locri e Corleone. Scaricare la colpa sui vittoriesi è un gioco al massacro che non possiamo e non vogliamo accettare. Gli informatori “distratti” dei Ministri (solo Salvini ha fatto questi paragoni, n.d.r.), hanno riferito che proprio dal momento dello scioglimento del Consiglio Comunale legittimamente eletto, il cittadino vittoriese sente fortissimo il senso di abbandono da parte dello Stato? I ministri (solo Salvini, in realtà, n.d.r.) sanno che da quando il Comune è commissariato i servizi, i controlli, l’ascolto della comunità sono ridotti all’anno zero?”.

“Gli organi ministeriali che magari hanno riferito "notizie" circa l’omertà dei vittoriesi, sono gli stessi a cui l’allora sindaco Moscato aveva lanciato l’allarme – con note e note protocollate – sull’agromafia e che non hanno mai risposto. Gli stessi che, alla richiesta di aprire un tavolo nazionale sull’emergenza agromafia,hanno fatto sempre orecchie da mercante. A nulla serve scaricare la colpa su una comunità che attende da anni controlli, vigilanza, operazioni di polizia, ma che sinora non ha visto nulla di tutto ciò”.

Solo al termine della nota, il comitato ibleo di Fdi focalizza meglio il bersaglio dei suoi strali. Affermazioni, che, come detto, hanno un unico bersaglio: ovvero, Salvini. Ma perchè allargarle a tutta la compagine ministeriale, e non solo a chi quelle dichiarazioni ha fatto? Per quale motivo? Non è molto chiaro.

“Gli “informatori” distratti del ministro Salvini, - spiegano i membri di Fdi - evidentemente non gli hanno raccontato delle iniziative dell’allora sindaco Moscato, come l’inibizione all’ingresso del mercato ortofrutticolo o come il diniego ad una speculazione edilizia per centinaia di migliaia di euro? O nemmeno le denunce pubbliche con tanto di nomi e cognomi e sostenute da tutta la parte sana di Vittoria. A chi giova nascondere che a seguito delle denunce pubbliche dell’allora sindaco Moscato quest’ultimo è stato oggetto di minacce da parte di soggetti condannati per mafia? A chi giova discriminare un’intera comunità quando l’assenza dello stato permette proprio alla criminalità di riorganizzarsi e di sentirsi impunita? Dimenticanze, assenze, accuse che non onorano nessuno e che gettano sale su ferite che hanno bisogno di azioni serie e concrete per guarire. La tragedia della morte dei piccoli Alessio e Antonio diventi momento di riscatto per la comunità locale ma allo stesso tempo faccia in modo che che lo Stato agisca concretamente in modo da riparare ad anni di assenza, ritardi ed omissioni che hanno permesso alla criminalità organizzata di riorganizzarsi nel territorio".
 

 


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