Via delle Sirene, la storia infinita

Marina di Ragusa, attacco M5S

article image Stadio delle Sirene, la storia infinita


18 Luglio 2021

“Di certo, resta una delle strutture della città di cui si parlerà a lungo, anche alla luce delle ultime novità che trapelano”. È l’amaro commento di Sergio Firrincieli, capogruppo del Movimento 5 Stelle in riferimento ai lavori di riqualificazione dell’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa. Il capogruppo pentastellato, anche a nome dei componenti la formazione 5 Stelle al Consiglio comunale di Ragusa, rileva alcuni aspetti che destano, quanto meno, perplessità.

“Ma quanto ci costerà, alla fine l’impianto?” si chiede il capogruppo 5 Stelle che rileva come, altresì, non siano rispettati i tempi di consegna dell’opera.

“Una situazione ormai insostenibile, lavori fermi in piazza del Popolo, ritardo di tre mesi nella consegna dei lavori, ad oggi; la Vallata Santa Domenica e il parcheggio di San Paolo non vengono aperti alla pubblica fruizione, sembra per motivi di sicurezza, tante altre iniziative dell’amministrazione sono al palo, doveva essere l’anno dei cantieri, ma non si intravede luce in fondo al tunnel” rincara la dose Sergio Firrincieli che ritorna su via delle Sirene: “Di che cosa si tratta? Ci troviamo davanti a enormi flop della progettazione o sono gli uffici che si muovono con estrema superficialità? Anche se siamo certi che l’assessore troverà le giustificazioni per tutto, non ci sembra che siano procedimenti trasparenti, senza peraltro avere notizie sulle varianti, sugli imprevisti e sugli eventuali intoppi sopravvenuti”.

E ancora aggiunge Firrincieli: “Ci potranno dire che il personale è ridotto all’osso, rivediamo, allora, la mole di lavoro e concentriamoci sulle cose più importanti da fare. Certo, situazioni come quelle di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, impongono serie riflessioni, non è possibile procedere fino alla fine del mandato in questo stato di perenne incertezza, considerato il periodo estivo, già inoltrato, non c’è molto da aspettarsi fino alla fine dell’anno. Il calendario scorre, le giornate passano, si sta arrivando ai 42 mesi di mandato su 60 e ci sono solo passerelle e consegne di lavori che non finiscono mai. Troppo, per chi doveva cambiare le cose, ormai le parole non incantano”.

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