Ragusa Catania, rinvio del Cipe

Il rischio, nelle parole dell'assessore Armao, al termine della "marcia lenta"

article image La mobilitazione di ieri mattina sulla Ragusa Catania


12 Maggio 2019

"Durante l'ultimo incontro, il Presidente del Consiglio si era impegnato affinchè il Ministero alle Infrastrutture consegnasse i documenti entro lunedì prossimo, 13 maggio. Ma allo stato non risulta che sia pronto".

La notizia, che peraltro vi avevamo già anticipato, arriva in fondo alla mattinata di mobilitazione organizzata, ieri, dal territorio ibleo. Per chiedere, con forza, il raddoppio della Ragusa-Catania. 

La dà, direttamente, il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all'Economia, Gaetano Armao.

Se le informazioni di Armao fossero vere, domani non si terrebbe, quindi, la riunione del Cipe, essenziale per conoscere i dettagli della nuova direzione che il Governo Nazionale intende intraprendere.

Praticamente, un altro rinvio. A data da destinarsi.

Lo stesso Armao chiede a Roma di non tergiversare ancora.

"Il ministero delle Infrastrutture - spiega - deve dare immediatamente delle risposte e dire cosa vuole fare: se andare avanti con la finanza di progetto, gli incentivi e gli interventi finanziari previsti dalla Regione, oppure cambiare modello e passare a un finanziamento totalmente pubblico; in questo caso, deve dirci come acquisirà il progetto, già di alcuni settori privati e, in secondo luogo, come intende finanziare l’opera, senza toccare risorse già assegnate alla Sicilia del fondo Fsc. Non ci deve essere nessuna rimodulazione delle risorse. Lo Stato metta al servizio della Sicilia 400 milioni aggiuntivi del contratto di servizio con l’Anas”.

In fondo, si tratta delle medesime perplessità che, nel nostro piccolo, avevamo manifestato nelle scorse settimane.

A proposito di manifestazioni, quella di ieri mattina, ha visto la partecipazione di poco più di 500 persone. Poco meno di 200 auto, più qualche camion, hanno poi effettuato la "marcia lenta" dalla Stazione di Servizio di Bruscè sulla SS 514 fino a c.da Coffa.

Una partecipazione non certo massiccia, se si pensa che essa coinvolgeva tutto il mondo produttivo ibleo, più i rappresentanti politici.

In ogni caso, un segnale importante; anche se, va rilevata la presenza di soli tre dei dodici sindaci del territorio ibleo, ossia Scicli, Giarratana e, ovviamente, Ragusa.

Proprio il sindaco Cassì ha aperto, con il proprio intervento, la mobilitazione: "la pazienza dei ragusani è finita, siamo davvero incazzati", ha detto il primo cittadino, ribadendo poi i temi già espressi nei giorni scorsi. 

Presente anche il Pd, con il parlamentare regionale Nello Dipasquale. 

"Chiediamo - spiega Dipasquale - che non si perda il lavoro fatto da tutti noi, politici, associazioni di categoria, sindacati, perché insieme, nel corso degli anni, siamo riusciti a ‘inventarci’ la soluzione del progetto di finanza, proprio per non elemosinare a Roma la totalità dei fondi necessari per la realizzazione dell’opera. Nel frattempo è stata espletata una gara, è stato approvato un progetto, si sono reperite le somme e si sono ottenute tutte le autorizzazioni necessarie ad ogni livello. Manca solo l’ultimo passaggio, l’approvazione definitiva al Comitato interministeriale per la Programmazione economica. Si può consentire che tutto questo lavoro, durato più di dieci anni, - conclude il deputato regionale Pd - si perda per ragioni che questo Governo non riesce neanche a spiegare?”.

 

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