Ragusa Catania, marcetta lenta

Sabato alle 10, "marcia lenta". Da Brusce' a Coffa

article image Da Brusce' a Coffa: la mobilitazione del territorio per la Ragusa Catania


09 Maggio 2019

Il 13 maggio, è in programma il Cipe.

Si parlerà della Ragusa Catania e, se non accadono "ribaltamenti" incredibili (dopo le semifinali di Champions League, ormai tutto è possibile), il Governo Nazionale presenterà la propria proposta che "supera" il project financing, il quale per oltre un decennio, secondo gli stessi tecnici che oggi esprimono perplessità, aveva costituito l'unica "via" per la realizzazione del raddoppio, e si muoverà verso l'ignoto: ossia, un progetto interamente a capitale pubblico. 

Forse, in quell'occasione, troveremo risposta alle domande che, da tempo ci poniamo: quanto tempo ci vorrà? Chi pagherà progetto ed eventuali penali? Quanto costerà? E, soprattutto: chi ci metterà i soldi?

Nessuno dà risposta a queste semplici domande, che sono poi quelle essenziali, preso atto che il Governo Nazionale ha scelto una strada diversa. In colpevolissimo ritardo, vale la pena di aggiungere, visto che tutti ricordiamo le assicurazioni che, appena cinque mesi fa, il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, fece al territorio e ai suoi rappresentanti, riuniti a Roma. 

Nessuno, dicevamo, ha pensato di dare risposta a queste domande. E nessuno, almeno non così chiaramente, finora le ha fatte.

Certo, ci sarebbe il territorio e i suoi rappresentanti.

Ma proprio il territorio, ha deciso di perseguire un'altra strada. Ossia, quella del project financing. E intende convincere il Governo a cambiare (di nuovo) rotta. 

Premessa: perchè il territorio difende il project financing? A sentire, tra gli altri, il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, i motivi sono due: il primo, logico, è che la strada dell'ignoto, non dà certezze sui tempi. Mentre l'approvazione dell'attuale progetto, almeno sulla carta, è un punto fermo. E poi, perchè lo stesso Cassì ritiene che alcuni dei rilievi, tra cui il pedaggio, siano superati, ad esempio, dalla disponibilità della Regione Siciliana a fare la propria parte, "calmierando" gli oneri economici. 

Questo secondo aspetto, appare un pò più nebuloso. Anche perchè, se così fosse, il Ministero dell'Economia, quello delle Infrastrutture e, di conseguenza, il Cipe, non avrebbero espresso le proprie perplessità. Il deputato regionale M5S, Stefania Campo, nel suo intervento al Consiglio Comunale aperto, come è accaduto spesso in questi mesi, ci aveva fornito, in tal senso, una "chicca". La Regione, aveva detto, si è impegnata. Ma nessuno può impegnarsi per 30 anni. 

Evidentemente, quindi, l'impegno della Regione, aveva suscitato qualche dubbio da parte degli organismi decisionali, in primis il Cipe. 

Vedremo, comunque, cosa accadrà il 13 Maggio. A sensazione, scommettiamo su un nuovo rinvio. In forme più o meno varie. Ma, come sempre, ve ne daremo conto.

Il territorio, dicevamo. Cosa fa per "convincere" il Governo Nazionale?

Una mobilitazione: "per un'opera imprescindibile e non contro qualcuno", spiega Cassì.

Sabato, alle 10, è in programma infatti un concentramento con auto e mezzi nelle due stazioni di servizio “Agip” lungo la S.S.115, nel tratto compreso tra lo svincolo “Bruscè Santa Croce” e lo svincolo “Castiglione Comiso”. Il corteo, in direzione Catania, giungerà alla stazione di servizio “Lukoil” di contrada Coffa, alla quale è stato invitato a intervenire anche il Presidente del Consiglio.

Insomma, una "marcia lenta". Ridotta a pochi chilometri.

Probabilmente perchè il vero obiettivo non è tanto la manifestazione in sè, quanto piuttosto la partecipazione. Lo spiega lo stesso primo cittadino, che ieri ha presentato l'iniziativa in Comune.

"Ci saranno rappresentanti nazionali, regionali e locali, sindacati, il comitato per la Ragusa-Catania, associazioni di categoria, e dovrete esserci anche voi.  Come logico che sia, creeremo inevitabili disagi, seppur in sicurezza e in sinergia con le Forze dell’Ordine, ma abbiamo il dovere di farci sentire, tutti. Limitarsi alle lamentele sui social, alla sfiducia, non costruirà quest’opera, non costruirà mai niente".

All'appello del sindaco, si unisce quello dell'on. Nello Dipasquale, Pd.

"Invito tutti a partecipare con determinazione alla manifestazione organizzata per sensibilizzare il Governo Nazionale in merito alla realizzazione della Ragusa-Catania, perché bisogna assolutamente difendere questa importantissima infrastruttura, che è a un passo da poter diventare realtà. Bisognerà essere in tanti, anzi, bisognerà essere davvero tutti - conclude Dipasquale - perché non si può perdere ancora tempo, non possiamo più aspettare, e dal Governo Nazionale deve arrivare una risposta chiara e, soprattutto, positiva”.

Sarà presente anche il Pd di Ragusa, come sottolinea il segretario cittadino, Peppe Calabrese. 

“Noi non guardiamo al colore politico del governo o di chi organizza qualcosa come fanno altri - aggiunge - e ci siamo sempre quando le cose ci convincono e risultano essere utili per il territorio. Questa si chiama maturità politica. Ci saremo per difendere il lavoro fatto negli anni precedenti dal Partito Democratico a tutti i livelli. Invitiamo, quindi -conclude Calabrese - tutta la cittadinanza a partecipare, perché la realizzazione della Ragusa-Catania farà la differenza tra la ripartenza o la condanna di un territorio che risulta penalizzato più di ogni altro in materia infrastrutturale”.

Visto che i rilievi vengono da quell'ambito tecnico che è lo stesso, immaginiamo, da diversi anni, non capiamo quale sia il lavoro fatto finora dal Partito Democratico.

In cosa consista tale differenza, invece, lo vedremo in un solo fine settimana: tra sabato e lunedì. Oppure, come è più probabile, aspetteremo ancora.

 

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