Palazzo Tumino, "occorre cambiare"

M5S Ragusa critico nei confronti di Cassì


20 Febbraio 2021

“L’ennesimo termine per la manifestazione di interesse relativa all’acquisizione di palazzo Tumino da parte di un privato è andato a vuoto.

Abbiamo atteso, come opposizione e come cittadini, che la situazione si sbloccasse, dopo due anni di trattative che sono state condotte nella più assoluta riservatezza, nonostante si tratti della cosa pubblica.

Al sindaco, come più volte esternato dallo stesso, non piacciono i miei toni, i miei atteggiamenti, le mie parole, ma questa volta è impossibile trattenersi perché, secondo quanto appreso dallo stesso primo cittadino nel corso della seduta di Consiglio comunale di ieri, in videoconferenza, la trattativa assume contorni del tutto discutibili”.

E’ quanto afferma il capogruppo consiliare M5s Ragusa, Sergio Firrincieli che, intervenendo a nome di tutto il gruppo, sottolinea come “una delle ultime esternazioni del sindaco circa la possibilità di trovare degli aggiustamenti per rendere più appetibile l’affare per il privato ci aveva già destato qualche perplessità di troppo.

Ora – continua – viene fuori che per considerare più allettante l’offerta il privato non vuol sentir parlare di palazzo di giustizia in permuta ma gradirebbe una porzione, non si sa quanto sostanziosa, di palazzo Tumino, non si sa per farne cosa.

Tenuti fuori, come siamo stati, dalle trattative, anche solo a livello di aggiornamenti, non vogliamo entrare nel merito delle scelte che si andrebbero a fare, ma questa storia del palazzo di giustizia che resterebbe immobile vuoto del Comune suscita un certo allarme.

Il cuore del centro storico si può dire che sopravvive solo per il migliaio di persone che giornalmente girano attorno al tribunale e ai suoi uffici: spogliare il centro dell’ultimo volano di movimento significherebbe consegnarlo definitivamente all’abbandono e alla totale inattività, considerato che, finora, non si sono trovate strategie adeguate legate al risveglio di cui si parlava in campagna elettorale”.

“Non solo queste ipotesi cozzano con quanto fatto intravedere dal primo cittadino per il riutilizzo del palazzo di giustizia (un grande hotel con sala congressi che quindi non si realizzerà) – dice ancora il capogruppo M5s – ma ne valorizzano altre che avevo avanzato sul possibile utilizzo dell’area dello scalo merci che il sindaco ha stroncato in maniera sbrigativa.

Una proposta di immobili dedicati nell’area dello scalo merci è vista dal sindaco solo alla stregua di una colata di cemento, senza pensare a edilizia e ad architetture biosostenibili e alternative sotto l’aspetto ambientale e di energie sostitutive. Aspettiamo da mesi un masterplan per avere una inquinante stazione dei bus e un anacronistico mercatino dell’agroalimentare, per avere questo patrimonio minimale insistiamo in una trattativa che, al momento, pare, ci lascerà una enorme scatola vuota nel vuoto del centro storico, senza certezze per il futuro prossimo.

Con questa storia che qualunque sindaco deve pensare alla città del futuro, al futuro della città, alla Ragusa che verrà, a quella prossima, stiamo esagerando. Un sindaco ha il dovere di trovare soluzioni entro la fine del mandato, ancorché si muova alacremente, con i suoi fedelissimi, non con i suoi alleati, per la ricandidatura. Lo stato delle trattative con i potenziali interessati all’affare Palazzo Tumino ha preso una piega che non ci piace, non vediamo la necessità inevitabile di acquisire a tutti i costi questo bubbone della città, questo scatolone vuoto che non deve essere ‘salvato’ a carico della collettività ragusana”.

“Inevitabile, d’ora in poi – conclude Firrincieli – rendere pubbliche le trattative e le intenzioni degli amministratori, la città deve conoscere idee, progetti e scelte, il risultato delle trattative non depone a favore di quelli che le hanno condotte, dopo due anni e mezzo è tutto allo stato di progetti, il personale delle ville, la vallata Santa Domenica, il Castello e le sue meraviglie, le rotatorie, gli ascensori orizzontali e inclinati, il cinema Marino, tutto troppo lento, se non addirittura fermo. Piuttosto che risvegliare la città sembra si voglia anestetizzarla, comprendiamo che c’è a disposizione quanto la piazza offre di meglio per il risveglio (di questo siamo convinti), ma non intravediamo soluzioni ai problemi della città”.

 

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