Modica, la passerella in via Castello

Il Sindaco, Abbate, risponde al Pd, che scrive alla Soprintendenza

article image La passerella della discordia in via Castello a Modica


11 Novembre 2019

All'attacco del Pd di Modica, risponde prontamente il Sindaco Ignazio Abbate. Ecco la sua replica, diffusa sui social.

"La passerella in cemento che ha dato modo ai soliti noti di passare un po' di tempo sui social insultandomi e minacciandomi, non è altro che una soluzione temporanea per permettere di realizzare dei lavori di restauro di una casa di Via Castello. 

Ritengo doverosi alcuni brevi chiarimenti:

- è in cemento perchè analoga struttura in legno non sopporterebbe il peso dei materiali e dei mezzi necessari ai lavori

- la Ditta ha lasciato una cospicua cauzione in caso di danni alla scalinata

- dalla plastica sottostante si capisce benissimo che non può essere una struttura permanente

- è stata già usata in altre zone del Centro Storico senza che nessuno si sia mai accorto del suo passaggio

- è il simbolo della rinascita del Centro Storico, considerate le tantissime richieste di lavori che ci giungono ogni anno riguardanti case simbolo della Modica che fu".

Intanto, il Partito Democratico e il Movimento Politico Modica 2038, hanno segnalato la questione alla Soprintendenza. Ecco il testo della controreplica.

"Il Circolo di Modica del Partito Democratico e il Movimento Politico Modica 2038, a seguito di diverse lamentele di cittadini, segnalano all’attenzione della S.V. che in via Castello, Modica, dal tratto lato Castello dei Conti e per circa duecento metri a scendere, è stata realizzata sulla scalinata ivi esistente, una pedana in cemento armato della larghezza di circa un metro.

A seguito della pubblica denuncia di quanto sopra, il Sindaco di Modica ha reso noto che trattasi di installazione temporanea, perché sotto la gettata in cemento è stato apposto una strato di plastica, e che l’opera è funzionale al trasporto di materiale edile per un intervento di ristrutturazione di un immobile ubicato sulla stessa via. 

Sostiene il Sindaco che l’utilizzo di altri strumenti non sosterrebbe il peso dei materiali da trasportare sul luogo del cantiere, e che il Comune si è cautelato per gli eventuali danni alla pubblica via pretendendo una congrua cauzione.

Ritenuto che l’utilizzo di fogli di plastica sottostanti a colate di cemento, di norma, non è sinonimo di provvisorietà di un manufatto in cemento armato (casomai di pericolosità in caso di forti piogge torrenziali data la sua instabilità), così come il ripristino dello stato originario dei luoghi non può essere garantito da una somma a titolo di risarcimento danni, e che non è dato sapersi la durata di detta temporaneità della installazione se non parificandola al tempo di completamento dei lavori di ristrutturazione, come da titolo amministrativo autorizzativo (di norma tre anni), e che quindi per un lungo periodo di tempo si avrà nel cuore del Centro Storico di un Comune patrimonio dell’Unesco, una propaggine stabile di un cantiere edilizio privato, si chiede alla S.V. sulla base delle competenze che la legge le affida in materia di tutela e custodia dei Centri Storici e dei monumenti riconosciuti dall’Unesco, di intervenire tempestivamente e verificare la rispondenza alla normativa vigente delle opere poste in essere e, ricorrendone le condizioni, far ripristinare urgentemente i luoghi interessati".

 

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