Il caso Ragusa Pride

Parole in liberta', su una semplice ipotesi di iniziativa

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13 Luglio 2019

"Ferma contrarietà ad ogni ipotesi di organizzazione di un Gay Pride a Ragusa, con, o senza, il patrocinio del Comune".

Così parlò (per quel che vale) Fratelli d'Italia. Una dichiarazione, condita, peraltro, da altre affermazioni (che non abbiamo raccolto direttamente, n.d.r., e per questo non citiamo), che scatena, però, il caso politico.

Inizia Arcigay Ragusa, sottolineando come quelle pronunciate da Fdi, siano "parole forti – dichiara il presidente, Cristian Calvario – nel momento in cui il Gay Pride è stato ritenuto una carnevalata provocatoria e autoreferenziale, per di più fortemente politicizzata, che nella sua ideologia iconoclastica avrebbe l’unico scopo di celebrare la trasgressione fine a se stessa. Sono affermazioni diffamatorie e poco veritiere, il  pride non è un’autocelebrazione, non ha colori politici, ma è un’importante opportunità per rivendicare i propri diritti. Il pride è motivo di orgoglio per la città di Ragusa, momento di gioia e unione, che non è più rivolto solo alla comunità Lgbtqi ma anche a tutti i cittadini sensibili ai diritti umani”.

Dello stesso tenore, anche l'intervento del consigliere comunale, Mario D'Asta.

“Ecco, si verifica quello che andiamo dicendo da tempi non sospetti. Questa Giunta non ha una matrice politica ben definita. E sui grandi temi sbanda. L’ecumenismo non paga. Da un lato il sindaco fornisce assicurazioni agli amici dell’Arcigay sul fatto che a Ragusa potrà essere organizzato nel 2020 il primo Ragusa Pride, dall’altro il principale alleato del primo cittadino, Fratelli D’Italia, nonché primo sostenitore politico di Cassì, frena ed esprime il proprio netto dissenso su tale ipotesi e lo smentisce. E Cassì, adesso, che farà? Ribadirà il proprio impegno, si accoderà alle richieste dell’alleato oppure farà finta di niente?”

Anche il Movimento Cinque Stelle, non perde occasione per trasformare un caso "tecnico", in una questione "politica".

“Il quadro sembra abbastanza chiaro – sottolineano i consiglieri pentastellati Zaara Federico, Antonio Tringali, Alessandro Antoci, Sergio Firrincieli e Giovanni Gurrieri – perché abbiamo di fronte un gruppo politico che sostiene l’amministrazione comunale che fa riferimento a un preciso panorama operativo che il sindaco, con le sue azioni, sembra sconfessare. Insomma, l’impressione è che sulle grandi questioni si vada avanti a tentoni, senza avere chiaro la rotta da seguire. E la contraddizione che emerge tra uno dei principali alleati e il primo cittadino la dice lunga sulle difficoltà che questa condizione potrebbe ingenerare sul futuro politico della Giunta Cassì. Ci sono passaggi non ancora consumatisi? Ci sono richieste inascoltate? La situazione politica appare essere in continua evoluzione. Ma da osservatori è opportuno che anche la città si renda conto di quello che continua ad accadere a palazzo dell’Aquila dove le prime divergenze politiche stanno cominciando ad emergere mettendo in rilievo delle tensioni che non fanno bene alla città”.

Attendiamo, a questo punto, la risposta del primo cittadino. Spegnerà la polemica estiva, o la incrementerà?


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