Disinnescare l'emendamento Prestigiacomo

Sull'unione delle Camcom siciliane

article image "Un’accozzaglia di realtà e territori distante tra loro non solo geograficamente"


16 Luglio 2021

Camcom di Ragusa con Trapani, Agrigento e Caltanissetta. Un’accozzaglia di realtà e territori distante tra loro non solo geograficamente. Disinnescare l’emendamento “Prestigiacomo”. Lì'intervento della Cgil di Ragusa.

"L’ emendamento approvato in Commissione Parlamentare all’interno del decreto “Sostegni bis”  riapre  la discussione sugli accorpamenti già avvenuti in Sicilia delle Camere di Commercio, proiettando Ragusa verso una aggregazione con Siracusa, Caltanissetta, Agrigento  e Trapani,  appare come un atto di rappresaglia consumato a freddo, lontano dall’essere un provvedimento rivolto al miglioramento del sistema Camerale siciliano al servizio delle imprese. 

Premesso che il  processo con il quale in questi ultimi  anni sono state soppresse, abolite  ed accorpate importanti strutture ed articolazioni Istituzionali dello Stato rappresenta un fallimento per i territori, in quanto ha indebolito fortemente la rappresentanza azzerando importanti funzioni di molte strutture periferiche. Vale ad esempio per le Province e anche per le Camere di Commercio.

Infatti in questi primi anni di attività della Camera di Commercio del Sud –est di fatto abbiamo visto sparire quasi del tutto il ruolo della Camera di Commercio nel nostro territorio. Rimane il palazzo di Piazza Libertà, ma di fatto è finita la bella stagione quando la Camera di Commercio rappresentava il luogo di incontro e di discussione sulle questioni inerenti il sistema economico del territorio ragusano. L’accentramento su Catania ha rappresentato l’allontanamento di importanti funzioni di programma ed indirizzo e la conseguente fine di ogni confronto fra le parti sociali dei lavoratori, delle imprese e le Istituzioni.

Un  passo indietro per una provincia abituata ad avere come riferimento la Camera di Commercio come ambito di  discussione a vario livello sui progetti di sviluppo per il territorio. E’ lampante l’esempio riguardante le infrastrutture; dapprima il confronto su ogni possibile progetto di infrastrutturazione del territorio vedeva nella Camera di Commercio, insieme alle sue rappresentanze Istituzionali e sociali, l’ambito naturale di incontro. Oggi tutto ciò non avviene, nonostante il tema delle infrastrutture rappresenti in questo momento l’elemento strategico e fondamentale in vista dell’entrata in vigore del PNRR.

Questa è  purtroppo un dato di fatto che non fa bene al territorio e soprattutto tradisce l’impegno assunto dalla dirigenza che l’accorpamento avrebbe comunque garantito continuità e   presenza nel territorio. 

Queste criticità ci portano a dire che un ripensamento generale sui processi così detti di semplificazione e razionalizzazione andrebbe rivisto a 360°, soprattutto per quanto riguarda le  Camere di Commercio e le Province. Così come andrebbe fatta una seria valutazione sui costi e i  benefici rispetto ai processi di accorpamento  alla cui base vi era l’ esigenza di risparmiare risorse. Da una valutazione empirica è evidente l’enorme costo sociale ricaduto sulle comunità territoriali, che va considerato al di la delle semplici valutazioni di  ragioneria.

 Ma è altrettanto chiara la nostra valutazione  negativa sull’ipotesi che emerge dall’emendamento “Prestigiacomo”  approvato lo scorso 9 luglio a Montecitorio,  attraverso cui si  indica un cambio di scenario portando la Camera di Commercio di Ragusa ad accorparsi con Caltanissetta, Agrigento e Trapani.

La riteniamo insensata e illogica perché il progetto del Sud –Est   mette comunque in relazione un’area vasta in continuità geografica fortemente caratterizzata da sistemi produttivi locali molto interdipendenti, e una strategia comune sul processo di infrastrutturazione dell’intera area ricadente nelle tre province di Ragusa, Siracusa e Catania. Mettere assieme Ragusa con Trapani e Agrigento e Caltanissetta vuol dire  realizzare una accozzaglia di realtà e territori distante tra loro non solo geograficamente.

Per questo è necessario respingere questa ipotesi e lavorare affinché l’emendamento Prestigiacomo venga disinnescato per evitare ogni possibile effetto pratico e  aprire una discussione seria sugli assetti Camerali e sulla necessità di ritornare ad un ruolo centrale del sistema delle  Camere di Commercio rispetto ai territori, soprattutto nelle realtà periferiche.

L’ipotesi della Camera di Commercio del Sud-est va rivista al fine di restituire un protagonismo ai territori, così come è stato per decenni a Ragusa. Servono  concreti processi di decentramento funzionali alle peculiarità produttive delle  tre realtà, per ritornare ad  un confronto strutturato tra parti sociali, sistema delle imprese e le Istituzioni, in modo da rilanciare una prospettiva di area vasta in relazione ai processi di sviluppo, per indirizzare progetti e risorse verso un modello di crescita socio economica delle comunità territoriali.

Non è ammissibile che la discussione sui fondi del PNRR finora non ha registrato nessuna iniziativa sul territorio da parte della Camera di Commercio. Siamo ancora in tempo per aprire una discussione su alcuni punti strategici contenuti nelle missioni del PNRR, a partire dal processo di innovazione in chiave ecosostenibile della nostra agricoltura, così come le infrastrutture e la valorizzazione dei beni culturali. Occorre andare avanti, ma cambiare passo per provare ad immaginare veramente un futuro migliore. Se non ora quando.

 

“Riorganizzazione del sistema camerale in Sicilia: si colga l’opportunità per migliorare le scelte precedentemente fatte che hanno mostrato limiti evidenti – La Consulta delle associazioni di categoria di Ragusa chiede un confronto urgente con tutti gli attori coinvolti”

Con un recente emendamento al Decreto Sostegni-bis approvato proprio in questi giorni dalla Camera dei Deputati, al Governo regionale è stata conferita la possibilità di provvedere, entro il 31 dicembre 2021, alla riorganizzazione del sistema camerale in Sicilia; nel contempo è stata deliberata la creazione di una nuova Camera di Commercio che dovrebbe aggregare i territori di Ragusa e Siracusa con quelli di Agrigento, Caltanissetta e Trapani. Su questo argomento si sono già registrate diverse prese di posizione di segno diverso ed in alcuni casi opposto.

Anche la Consulta provinciale delle associazioni di categoria di Ragusa, costituitasi da qualche mese (formata da Agci, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop e Sicindustria) ritiene pertanto doveroso far sentire la propria voce in merito.

“Innanzitutto – è scritto in una nota – bisogna dire in modo molto chiaro che la determinazione sulla nuova Camera da costituire non è assolutamente condivisibile, in quanto si tratterebbe con tutta evidenza di unire territori che poco hanno in comune tra di loro, prima di tutto da un punto di vista economico e sociale.

Tuttavia, è altrettanto vero che, nel corso degli anni, la riforma attuata sulla base della legge Madia ha mostrato limiti evidenti in tutta Italia, mortificando in alcuni casi le istanze dei territori: pertanto è da giudicare in modo estremamente favorevole il fatto che l’approvazione della nuova norma (e qui sta il suo valore positivo) consente in ogni caso di riaprire una discussione ampia ed aperta che potrà portare a nuove soluzioni più vicine agli interessi reali delle imprese.

C’è, infatti, la piena consapevolezza che la realtà delle imprese è profondamente distante dalle discussioni che in questi giorni stanno animando i tavoli della politica e dell’associazionismo, ma proprio per questo motivo risulta fondamentale che la possibilità di riorganizzare il sistema camerale in Sicilia venga attuata nella forma il più possibile vicina alle istanze delle imprese e che contribuisca a riportare le Camere di Commercio al ruolo di effettivo centro propulsore dello sviluppo economico dei territori”.

“Le imprese – è chiarito ancora – non prendono parte alle polemiche di parte e ai giochi di potere; le imprese guardano ai risultati e alla concretezza del ruolo che le Camere di Commercio possono svolgere rappresentando correttamente gli equilibri fra i diversi attori in campo. La Consulta di Ragusa, pertanto, chiede con forza al Governo regionale di avviare immediatamente il confronto con le associazioni datoriali che rappresentano le componenti stesse delle Camere di Commercio e di farsi carico, insieme ad esse, di aprire un confronto a livello nazionale con il Ministero dello Sviluppo economico e con il tavolo tecnico istituito nel suo ambito”.

“Le associazioni di categoria costituenti la Consulta provinciale di Ragusa – conclude il documento – hanno una propria idea preferenziale per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema camerale in Sicilia ed è quella che vedrebbe come obiettivo finale una Camera di Commercio autonoma formata dalle imprese dei territori di Ragusa e di Siracusa.

Tuttavia, le stesse associazioni sono assolutamente pronte al confronto che si aprirà partecipandovi con spirito di collaborazione e senza pregiudizi di sorta o posizioni precostituite”.

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