Chiafura, un sito per tutti

Struttura ricettiva, l'on. Ragusa dice no

article image Il sito di Chiafura e i progetti di riqualificazione del Comune. Le perplessità di Orazio Ragusa


16 Maggio 2019

“Fa nascere più di qualche perplessità l'esito del workshop voluto con forza dall'Amministrazione Comunale, per ridare un nuovo volto e un futuro all’aggrottato di Chiafura. Se a questo uniamo un’altra perplessità, il fatto cioè che una Giunta Municipale che si riconosce negli ideali di centrosinistra, anzi più di sinistra che di centro, ha deciso di attivare questa iniziativa con il chiaro intento di creare le condizioni per agevolare un investimento privato, ecco che si ha un quadro frastagliato e niente affatto semplice. L’obiettivo, alla luce del workshop in questione, sarebbe quello di trasformare Chiafura in una grande struttura ricettiva, proseguendo in un percorso, faccio riferimento all’ospitalità diffusa, per cui la nostra città, da anni ormai, sembra stia andando per la maggiore. I numeri, almeno, ci dicono questo”.

L’on. Orazio Ragusa interviene esprimendo il proprio dissenso, rispetto al percorso avviato dall’ente di palazzo di Città. 

E spiega anche le ragioni: “Non possiamo cancellare tutto, non possiamo dare Chiafura in mano ai privati, perché organizzino l’interno delle grotte sino a farle diventare delle camere d'albergo. Ricordo a tutti, compreso me stesso, che il sito di Chiafura era abitato da gente sciclitana che, a un certo punto, si è trasferita al quartiere Jungi per potere contare su una condizione di vita migliore. Stiamo parlando di un sito che racconta la storia di un popolo, che riporta alla memoria il passato di generazioni di sciclitani. E che oggi la Giunta municipale vuole porre al servizio di un investimento privato, snaturando i percorsi effettuati, anzi cancellandoli completamente". 

"L’idea della privatizzazione - prosegue Ragusa - arriva come un pugno allo stomaco che, tra l'altro, costituisce un vero e proprio affronto per la parte intellettuale della città. I maggiori esponenti della cultura locale, infatti, non sono d'accordo su questo modo di procedere da parte del Comune. Mi risulta, ad esempio, che lo studioso Paolo Nifosì abbia detto chiaramente di volersi porre in difesa della storia della nostra città. Ecco perché ribadisco che è indispensabile pensare a ideare un intervento a respiro pubblico, altro che privatizzazione”.

Proprio nei giorni scorsi, l'on. Ragusa ha incontrato il direttore generale dell’assessorato ai Beni culturali della Regione. E' stato ribadito con forza che Chiafura è inserito, già da anni, nell'elenco dei luoghi della cultura della Regione. 

“Circostanza - sottolinea il deputato regionale - che può favorire la partecipazione dell'Amministrazione Comunale ai progetti a regia, vale a dire la messa a disposizione di fondi che l'assessorato sta cercando di erogare attraverso bandi tipo, per far sì che i Comuni che hanno in animo di partecipare lo facciano individuando delle idee forza. Insieme al capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Scicli, Mario Marino, e al consigliere Enzo Giannone, abbiamo valutato, dunque, che è indispensabile porsi in maniera costruttiva, per quanto riguarda questi aspetti, nei confronti della Giunta Municipale, con l'unico e importante obiettivo di salvaguardare il patrimonio culturale della nostra città". 

“E' all'interno dei parchi archeologici – chiarisce ancora il deputato regionale – che dobbiamo inserirci, se vogliamo compiere davvero un salto di qualità. Dobbiamo pensare in grande, oppure rischiamo di orbitare nella mediocrità più assoluta. Dobbiamo tutelare la nostra storia, perché è la storia che fa scuola e memoria, che ci garantisce il futuro. Ecco perché, in più, lancio l’idea della creazione di un tavolo della cultura, composto da intellettuali e associazioni che operano anche nell’ambito ambientale e solidaristico. Ritengo che la politica debba abbracciare, come modello di partecipazione e condivisione, il pensiero della salvaguardia di identità di progetti che qualifichino e proiettino la nostra collettività come segno di testimonianza per le nuove generazioni. Lo dobbiamo ai nostri padri genetici e storici. Non sarebbe male neppure proporre un dibattito all’interno di una seduta aperta del Consiglio Comunale, il massimo organo democratico della nostra città. Un dibattito da cui potrebbe scaturire la proposta, che ci consentirebbe di lanciare la candidatura dei siti del Sud Est come capitale italiana della cultura. Affinché questi monumenti, proprio come nel caso di Chiafura, possano essere fruibili da tutti e non soltanto da pochi”.

 

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