Roma — L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) segnala nel bollettino relativo ai primi nove mesi del 2026 segnali di recupero nell'accesso alle prestazioni ambulatoriali, ma evidenzia al tempo stesso criticità ancora rilevanti: rispetto allo stesso periodo del 2025 sono state effettuate in più oltre 2 milioni di prenotazioni nei tempi previsti, con un incremento complessivo pari a circa il 10%. Parallelamente rimangono circa 4 milioni di prestazioni prenotate oltre i termini stabiliti.
Andamento generale e priorità
Agenas mette in evidenza un miglioramento aggregato nel rispetto dei tempi sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici. In particolare sono le classi di priorità con maggior urgenza a mostrare progressi: le categorie «urgente», «breve» e «differita» riportano aumenti di performance superiori al 3%, secondo i dati contenuti nel bollettino.
"Sul rispetto dei tempi di attesa, a livello nazionale aggregato c'è un miglioramento sia sulle prime visite che sugli esami diagnostici", afferma il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese.
Prestazioni più e meno rispettate
Dall'analisi dettagliata emergono notevoli differenze fra tipologie di prestazioni. Per le prime visite la performance migliore riguarda l'ambito oncologico, con il 95,3% delle prestazioni effettuate entro la data prevista. Seguono otorinolaringoiatria (83,7%) e ginecologia (83,4%). Sul versante opposto, le visite con il peggior rispetto dei tempi sono dermatologia/allergologia (69,9%), oculistica (73,2%) e gastroenterologia (73,4%).
Analoghe variazioni si osservano per gli esami diagnostici: in testa risultano la tomografia computerizzata (Tc) osteomuscolare (95,3%), la Tc cranio-encefalo (95,2%) e la Tc addome (93,6%). Le procedure con maggiori difficoltà nel rispettare i termini sono la colonscopia (69,3%), l'elettromiografia (71,9%) e l'esofagogastroduodenoscopia (72,6%).
| Tipologia | Prestazione | % entro i tempi |
|---|---|---|
| Prime visite | Oncologica | 95,3% |
| Prime visite | Dermatologia/Allergologia | 69,9% |
| Esami diagnostici | Tc osteomuscolare | 95,3% |
| Esami diagnostici | Colonscopia | 69,3% |
Disomogeneità territoriale e implicazioni
Agenas sottolinea che, nonostante il quadro nazionale tenda al miglioramento, permangono differenze significative tra le Regioni: alcune aree mostrano segnali positivi ma continuano a registrare percentuali di prestazioni fuori tempo superiori alla media. Il bollettino mette in luce come la criticità non sia omogenea e riguardi in misura diversa tipologie di prestazioni e fasce di priorità.
Il mix di un aumento delle prenotazioni nei tempi e la persistenza di milioni di visite ed esami oltre le scadenze pone questioni operative e di programmazione. Sul piano sanitario, la gestione delle liste d'attesa incide sull'efficacia della presa in carico, sui percorsi oncologici e di cronicità e sulla prevenzione. Sul piano organizzativo, il fenomeno richiama l'esigenza di adeguare tempi e risorse, nonché di monitorare le capacità diagnostiche e ambulatoriali a livello regionale.
- +2 milioni di prenotazioni effettuate nei tempi nel confronto 2026 vs 2025.
- Circa 4 milioni di prenotazioni oltre le scadenze previste.
- Miglioramento superiore al 3% nelle classi di priorità urgente, breve e differita.
Analisti e operatori sottolineano che i segnali positivi vanno consolidati con interventi mirati, dalla programmazione delle prestazioni alla redistribuzione delle risorse diagnostiche, fino a politiche di riduzione delle disuguaglianze territoriali. Agenas continuerà a pubblicare bollettini periodici per aggiornare l'andamento delle liste d'attesa e supportare le Regioni nel monitoraggio e nell'azione correttiva.
Il quadro tracciato nel rapporto resta quindi ambivalente: una tendenza generale al miglioramento, ma con elementi strutturali che richiedono azioni coordinate tra ministero, enti regionali e strutture sanitarie per garantire tempi di accesso uniformi e adeguati alle esigenze di salute della popolazione.