Istat registra per il 2024 una lieve riduzione dell’incidenza dell’economia non osservata sul prodotto interno lordo: il valore si è attestato al 9,9% del PIL, rispetto al 10,2% del 2023 e al 10,1% del 2022. Il dato è contenuto nella rilevazione ufficiale pubblicata dall’Istituto, che distingue tra attività illegali e sommerso (lavoro irregolare e mancata dichiarazione dei redditi).
Composizione del fenomeno: illegale e sommerso
Secondo l’analisi statistica, le attività di natura illecita — come lo spaccio di stupefacenti e la prostituzione — rappresentano una quota ridotta del totale: nella serie degli ultimi quattro anni si attesta intorno al 1% del PIL. Maggior peso, invece, è attribuibile alle componenti dell’economia sommersa, riconducibili a rapporti di lavoro non dichiarati e a redditi non registrati, che incidono in modo sensibile sul valore aggiunto di alcuni settori produttivi.
Settori più coinvolti
I dati Istat evidenziano che la presenza del sommerso è particolarmente marcata in specifiche attività. Nell’ambito degli “altri servizi alla persona” — categoria che comprende largamente forme di cura domestica e assistenza informale — circa un terzo del valore aggiunto deriva da sottodichiarazione o lavoro irregolare. Questo profilo settoriale segnala la diffusione del lavoro non regolamentato in servizi a forte componente di lavoro manuale e di prossimità, spesso svolti in ambito familiare.
- 2024: economia non osservata 9,9% del PIL;
- 2023: 10,2% del PIL;
- 2022: 10,1% del PIL (anno di insediamento del governo in carica).
Il quadro presentato da Istat non fornisce solo una fotografia quantitativa, ma consente anche valutazioni sulle ricadute fiscali e sul mercato del lavoro: la presenza consistente del sommerso in servizi alla persona indica criticità nelle politiche di tutela dei lavoratori, nella compliance fiscale e nella qualità delle tutele sociali offerte a chi presta attività di cura.
| Anno | Incidenza sull'PIL |
|---|---|
| 2022 | 10,1% |
| 2023 | 10,2% |
| 2024 | 9,9% |
Implicazioni per politica economica e sociale
La persistenza di una quota rilevante di economia non osservata solleva questioni sulle politiche di contrasto all’evasione fiscale, sulle misure di emersione del lavoro nero e sull’efficacia degli strumenti di controllo. Un terzo del valore aggiunto nei servizi alla persona generato da lavoro non regolare segnala inoltre la necessità di interventi mirati per rafforzare l’offerta formale di servizi di cura, facilitare la regolarizzazione delle posizioni lavorative e migliorare la rete di protezione sociale per occupati e beneficiari.
Dal punto di vista fiscale, la riduzione complessiva dell’incidenza dell’economia non osservata è un segnale positivo in termini di base imponibile, ma il miglioramento resta limitato e differenziato per settore: mentre le attività illegali appaiono stabili e marginali, il sommerso continua a pesare su ambiti sensibili dell’economia nazionale.
I dati Istat costituiscono uno strumento di riferimento per il governo e per le istituzioni competenti: delineano aree prioritarie per la programmazione di misure fiscali, per l’attuazione di azioni ispettive e per politiche del lavoro orientate all’inclusione/formalizzazione dell’occupazione. L’analisi settoriale invita inoltre a considerare interventi di sostegno alle famiglie e agli operatori dei servizi alla persona, per ridurre l’attrattività del lavoro non dichiarato e migliorare le condizioni operative di questo comparto.
Nel complesso, la serie storica 2022-2024 mostra una tendenza lievemente decrescente dell’economia non dichiarata sul PIL, ma conferma la permanenza di dinamiche strutturali che richiedono un impegno coordinato tra fisco, lavoro e politiche sociali per contenere e ridurre il fenomeno.