Sicilia, Natale e caro viaggi

Federconsumatori chiede Antitrust


08 Novembre 2019

Aumenti di oltre il 365%. Il caro viaggi per Natale, La Rosa (Federconsumatori), sollecita l'intervento dell'Antitrust. Ecco la nota, inviata alla stampa.

"Come ogni anno, con l'avvicinarsi delle ferie natalizie, Federconsumatori riceve decine e decine di segnalazioni da parte di lavoratori e studenti del Sud Italia che vivono al Nord. 

Il problema è sempre lo stesso: l'enorme aumento del costo dei viaggi dai principali aeroporti e stazioni ferroviarie italiane a quelle del Sud, in particolare della Sicilia, Calabria e Puglia.

Federconsumatori monitora ogni anno l'aumento del costo dei biglietti di treni, aerei e anche autobus, sui quali questi consumatori tornano a casa e, quest'anno, ha scoperto aumenti che arrivano anche al 188%. 

La comparazione di prezzo è stata fatta tra un viaggio prenotato per oggi e la stessa tratta prenotata per lunedì 23 dicembre.

Federconsumatori Sicilia ha monitorato i costi di viaggio, nelle stesse date, dalle due principali città italiane (Roma e Milano), alle due principali città siciliane (Palermo e Catania). 

Purtroppo i viaggiatori siciliani non sono affatto più fortunati degli altri. Anzi, per viaggiare verso la Sicilia in periodo natalizio, gli aumenti di prezzo sono anche maggiori.

Il volo più economico da Milano Malpensa a Palermo Falcone e Borsellino è l'EasyJet delle ore 07:05. 

Questo volo l'8 novembre costa appena 57 euro, che salgono a 179 euro il 23 dicembre. Un aumento pari al 314%. 

Il volo più economico da Roma Fiumicino a Palermo l'8 novembre è il Ryanair delle 08:30 che costa 86 euro. 

Lo stesso volo costa 126 euro il 23 dicembre, con un aumento del 146%.

Il volo più economico da Milano Malpensa a Catania Fontanarossa è l'EasyJet delle ore 07:15, che l'8 novembre costa 55 euro, mentre il 23 dicembre costa 201 euro, con un aumento del 365%. 

Il volo più economico da Roma Fiumicino a Catania Fontanarossa è Ryanair delle ore 09:00, che l'8 novembre costa 150 euro mentre il 23 dicembre costa 167 euro. 

In questo caso l'aumento è contenuto solo perché già il volo a novembre è incredibilmente caro.

Aumenti di prezzo paragonabili a quelli citati si riscontrano anche con le altre compagnie aeree, nessuna esclusa, e i viaggiatori sono costretti a scegliere voli con orari scomodissimi per evitare di pagare cifre esorbitanti. 

Ma non tutti quelli che atterrano a Palermo o Catania hanno terminato il proprio viaggio: molti devono proseguire, con altri mezzi, fino ad altri Comuni lontani anche oltre 200 chilometri dall'aeroporto. 

Così, facendo due conti sull'orario al quale si arriverà a casa, il viaggiatore non potrà fare altro che comprare il biglietto più caro per non arrivare a casa in piena notte.

"Ci rendiamo perfettamente conto che i viaggi siano un servizio e, come tutti i servizi, il loro prezzo dipende dall'offerta e dalla domanda - commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - ma onestamente siamo di fronte ad incrementi di prezzo inaccettabili. Come Federconsumatori, a livello nazionale, stiamo già sollecitando l'Antitrust e l'Autorità dei Trasporti ad avviare approfonditi controlli su tali condotte commerciali. A chi deve viaggiare nel periodo natalizio - conclude La Rosa - consigliamo di affrettarsi a prenotare perché più si avvicina Natale e più costeranno i biglietti".

A questo proposito, interviene anche il parlamentare regionale del M5S, Antonio De Luca, il quale chiede al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, di intervenire immediatamente, pretendendo, "l’applicazione dell’articolo 22 dello Statuto Siciliano e partecipare così con un proprio rappresentante alla ‘formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazioni e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione’. Ecco cosa prevede la norma, mai applicata”. 

“Invece - prosegue De Luca - all’interno dell'Enac, che già non dovrebbe avere competenze sulla Sicilia, non c’è neanche un rappresentante che tuteli e faccia sentire la voce delle nostra Regione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con numeri, dati e tariffe da vergogna. Forse è più facile fare la passerella a Pontida e inneggiare al regionalismo differenziato, anziché applicare il nostro statuto. La norma richiamata, tra l’altro, si concilia perfettamente con il Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, che riconosce i diritti dell'insularità, e con la conseguente risoluzione del Parlamento europeo che, però, non ha avuto sinora alcun seguito. Leggere i post di Armao o le dichiarazioni di Falcone o notare l’atteggiamento supino di Musumeci nei confronti del governo centrale, mi convince sempre di più che se non si cambia registro per la Sicilia le possibilità di uscita da questo tunnel è molto lontana”.

“Basta con gli slogan - aggiunge De Luca - diamo risposte concrete ai siciliani applicando l’articolo 22 dello statuto e modificando l’articolo 119 della Costituzione. Solo così si potrebbe raggiungere il risultato, che non riguarda solo eventuali regimi di vantaggio per compensare il grave e permanente svantaggio dell’insularità, ma anche il superamento dei limiti rigorosi imposti dall’Ue, soprattutto nel regime degli aiuti di Stato, che ha finora inciso pesantemente anche nella individuazione di un modello di continuità territoriale adeguato alle esigenze degli abitanti delle Isole”, conclude il deputato M5S.
 

 

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