Sicilia, la riforma delle attività estrattive

In terza commissione Ars approda l'iter

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17 Luglio 2021

Raccogliendo l’appello proveniente da numerosi imprenditori del settore operanti in Sicilia, tra cui alcuni dei più importanti con sede legale anche nell’area iblea, la commissione Attività produttive all’Ars ha dato il via alla trattazione di una riforma sulla normativa già esistente, e superata da tempo, dell’attività estrattiva.

“Siamo in ritardo di anni – spiega il presidente della commissione, l’on. Orazio Ragusa – ma ora è arrivato il tempo di recuperare il terreno perduto visto che, anche nella nostra isola, oltre alle cave autorizzate, ci sono quelle dismesse e abbandonate.

In Sicilia era ormai datata la norma di regolamentazione dell’attività estrattiva.

Adesso, infatti, serve consentire da un lato la tutela del territorio, evitando le devastazione, dall’altro fornire agli imprenditori le linee guida entro cui muoversi per far sì che possa essere vietato l’avvio di cave per l’estrazione di sabbia, ghiaia e pietrischi in un raggio molto ampio di distanze dalle cave di pietra da costruzione e marmi e che le autorizzazioni all’attività estrattiva oltre che l’apertura di nuove cave di materiali inerti, utilizzati per l’edilizia, non sia consentita laddove siano presenti delle cave di materiale di pregio.

Ci si adopererà, quindi, ad utilizzare il materiale di scarto delle cave di pietra e marmo, che altrimenti rimane inutilizzato e spesso lasciato nei pressi delle cave. Tutto ciò finirà con il garantire al settore delle costruzioni l’utilizzo di materiale di alta qualità, più adatto all’edilizia. Insomma, si potrà contare su un cemento migliore”.

In commissione l’attività prosegue con la consapevolezza di potere tagliare un altro traguardo fondamentale sul piano normativo. “Ci vogliono regole chiare per il ripristino delle cave – aggiunge l’on. Ragusa – che le aziende pagano in anticipo.

Ecco perché è indispensabile predisporre una nuova legge al passo con i tempi. Tra l’altro, con il Recovery found, la realizzazione delle infrastrutture diventa una concreta possibilità di investimento.

E, in questo contesto, le cave sono chiamate a ricoprire un ruolo molto importante. Inoltre, se ben coltivate, le stesse possono aiutarci a migliorare il territorio, addirittura a garantire sostenibilità ambientale. Noi siamo, dunque, pronti a svolgere sino in fondo il nostro compito”. 

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