La convegnistica e il "lockdown" del Dpcm

Federalberghi Ragusa: "danni per milioni di euro"

article image Il mondo delle imprese legate a eventi destinato a subire un ulteriore danno


24 Ottobre 2020

Il mondo delle imprese legate a congressi, convegni, ricevimenti ed eventi sembra destinato a subire un ulteriore danno dopo il lockdown della primavera scorsa.

I provvedimenti del dpcm del 18 ottobre rischiano, infatti, di far chiudere un settore che genera un indotto di alcuni milioni di euro anche in provincia di Ragusa.

“Un settore trainante del turismo – afferma il presidente provinciale Federalberghi Ragusa, Rosario Dibennardo, che raccoglie la preoccupazione ventilata dagli operatori del settore – che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le nostre città, soprattutto quelle d’arte, e promuove al di fuori della regione l’immagine del territorio ibleo, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, shopping, etc.). Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione”.

“È fondamentale sottolineare – prosegue ancora Dibennardo, riportando le forti perplessità espresse dagli addetti ai lavori – che il settore dei congressi, dei ricevimenti e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione di questi eventi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività economiche, produttive e ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome”.

“Prevedere poi che in una location – spiega dal canto suo il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi oltre che di ricevimenti. La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.  Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi di programmazione”.

 

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