Confcommercio: Zona Rossa, lettera aperta

Vittoria, indirizzata al governatore Musumeci

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20 Novembre 2020

Confcommercio provinciale Ragusa ha indirizzato una lettera aperta al presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.

Il documento è sottoscritto dai vicepresidenti Antonio Prelati, con delega per l’area comprensoriale ipparina, e Giorgio Moncada, con delega per l’area comprensoriale modicana, ed è indirizzato, per conoscenza, al presidente vicario Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti.

“Gentile presidente, con ordinanza numero 60 del 17 novembre 2020 – è chiarito nel documento inviato a Musumeci – è stata disposta la proroga delle misure per arginare l’epidemia Covid-19 e quindi la cosiddetta “zona rossa” per la città di Vittoria.

Si è già chiesto e si continua a richiedere, in questa sede, di fornire indicazioni chiare agli operatori economici e ai cittadini quando si dispongono zone rosse comunali, che generano grande confusione, con riferimento, nello specifico, alle regole previste per le “regioni rosse” di competenza del governo centrale”.

“Nel caso in questione – sottolinea Prelati – mi riferisco alla zona rossa del Comune di Vittoria per la quale, oltre alla citata mancanza di carenza informativa, continuano a non pervenire indicazioni chiare sugli aiuti da fornire agli operatori economici della città di Vittoria. Come è noto, questi ultimi sono già stati costretti a limitare o sospendere del tutto la propria operatività con pesanti conseguenze sul piano della sostenibilità economica e finanziaria.

All’alba della terza settimana di proroga, nessuna indicazione è arrivata dall’organo che tale situazione ha, con ordinanza contingibile ed urgente, determinato.

Con l’assurda conseguenza che tali operatori non possono ottenere gli aiuti del governo centrale in quanto non si è regione rossa e non si ricevono aiuti da parte della regione Sicilia che, peraltro per pochi comuni siciliani, ha decretato la “zona rossa”.

Il Comune più penalizzato tra questi, ovviamente, è Vittoria. Con i suoi 63.000 abitanti e con le svariate attività economiche che, solitamente, soddisfano i bisogni della stessa cittadinanza. Senza volontà polemica di alcuna natura, si chiede semplicemente una risposta a quello che comincia davvero a diventare un appello dai toni drammatici alle istituzioni preposte”.

E il vicepresidente Moncada prosegue: “Ci chiediamo come si muoverà il Governo regionale se dovessero essere decretate zona rossa altri comuni della nostra provincia? Si continuerà ancora a fare finta di niente? Si continuerà ancora a non prevedere alcun tipo di aiuto? Impossibile proseguire lungo questa direzione altamente penalizzante per le varie attività economiche”.

 

GIUSEPPE NICASTRO (PD): "LE IMPRESE DI VITTORIA HANNO BISOGNO DI RISTORI ADEGUATI"

“La nostra città è all’abbandono. Non lo sopportiamo più. Il Governo Musumeci si attrezzi, si attivi per fare arrivare i ristori alle imprese e alle numerose partite Iva costrette a bloccare la propria attività dopo che è stata decretata la zona rossa”.

E’ quanto ha affermato il segretario cittadino del Pd di Vittoria, Giuseppe Nicastro, nel corso di un messaggio social rivolto alla cittadinanza che è stato diffuso ieri sera.

“Ci preme, prima di ogni altra cosa, sottolineare, come partito – ha proseguito Nicastro – che teniamo alla salute dei cittadini e che siamo vicini al grande sforzo compiuto dal personale sanitario del Guzzardi per salvare le vite umane messe a dura prova dal coronavirus. Dopo che le elezioni sono state rinviate e dopo che il Governo regionale ha accolto la richiesta di decretare la zona rossa nella nostra area urbana, occorreva, però, essere conseguenziali.

E, purtroppo, dopo la seconda proroga del 17 novembre scorso, nulla di tutto questo è ancora accaduto. Assistiamo alla latitanza di un Governo regionale che è prodigo nel sottoscrivere le ordinanze e che, però, non solo non eroga ristori e indennizzi adeguati ma neppure si preoccupa di chiarire chi può aprire e chi no. C’è una totale noncuranza nei confronti della gente che lavora, dei dipendenti di queste imprese che non sanno più cosa riserverà loro il futuro.

E poi vorremmo capire perché solo a Vittoria la scelta della zona rossa mentre le altre città della nostra provincia, con la stessa percentuale di contagi che avevamo noi quando è stata presa la decisione che ci riguarda, non seguono la nostra stessa sorte.

Sembra, quasi, che ci sia un’attenzione fin troppo eccessiva nei nostri confronti. Almeno da un determinato punto di vista. Perché per quanto riguarda i ristori economici, lo ribadiamo, non si muove foglia. È mai possibile che non ci si rende conto che continuando di questo passo, ossia solo con le restrizioni e senza sostegni economici, prima o poi succederà di dovere fare i conti con la deregulation più assoluta, con i titolari delle piccole attività che torneranno ad aprire i battenti pur di salvare il salvabile?

Tutto ciò è inammissibile. Ringraziamo l’on. Nello Dipasquale perché sta continuando a sbattere i pugni sul tavolo a Palermo affinché la nostra città possa godere dei ristori adeguati nell’affrontare una situazione complessa come questa e chiediamo alla Commissione straordinaria di fare la propria parte nell’inoltrare tali istanze a supporto delle piccole e medie imprese presenti sul territorio. Per quanto ci riguarda, come Pd cittadino, continueremo anche noi a sbattere i pugni sul tavolo per fare valere le esigenze del nostro territorio e per ottenere quelle risposte che la cittadinanza si attende”.

 

PROROGA ZONA ROSSA A VITTORIA, IDEA LIBERALE: “DICHIARE IL 2020 E IL 2021 ANNI DEFISCALIZZATI" 

“E’ stata prorogata, per la seconda volta, la zona rossa a Vittoria, come se fosse la salvezza per tutti i mali. E tutto lascia presagire che si proseguirà di proroga in proroga ancora per chissà quanto altro tempo”.

E’ la riflessione che arriva da Idea Liberale dopo la decisione assunta dal Governo Musumeci il 17 novembre scorso.

“Ci si dimentica – afferma il presidente dell’associazione politica, Giuseppe Scuderi – che se gli effetti sanitari delle restrizioni sono incerti, gli effetti economici, purtroppo, sono certi e, purtroppo, determineranno una devastazione assoluta sul piano sociale. Lo diciamo senza girarci troppo intorno.

Occorre, infatti, che si attivi un fiume di denaro per mitigare la catastrofe a cui andranno di sicuro incontro molte imprese della nostra città. Almeno si compia una scelta coraggiosa: e cioè il 2020 e il 2021 siano dichiarati anni defiscalizzati. E poi che siano assicurate le derrate alimentari per tutti. Ma non solo. Chiediamo anche il potenziamento della medicina territoriale in modo tale che gli ospedali non scoppino. Non basta fare gli sceriffi, bisogna stare vicini alla popolazione e assisterla concretamente prima che la fame e la disperazione scatenino disordini sociali e violenza”.

 

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