Confcommercio, liquidità alle imprese

Modica, parla Emanuele Iemmolo

article image Emergenza Coronavirus, servono risposte al mondo economico. Anche in provincia


22 Marzo 2020

“Il mondo produttivo sta vivendo da qualche giorno la tempesta perfetta. Dopo che con il Cura Italia è stata prevista una dotazione finanziaria di 25 miliardi di euro di denaro fresco e attivati flussi per ben 350 miliardi, abbiamo sentito il premier definirla una manovra poderosa. Affermazioni che hanno generato una grande aspettativa delusa, purtroppo, dal contenuto reale del provvedimento che, almeno per quanto riguarda gli interventi a favore delle imprese e del popolo delle partite Iva, risulta essere, a differenza di quanto annunciato, estremamente debole per le risorse stanziate oltre che scarsamente efficace per le misure adottate”.

E’ questa la riflessione che arriva dal presidente di Confcommercio Modica, Emanuele Iemmolo, il quale traccia un’attenta analisi sullo scenario che si potrebbe andare a cristallizzare da qui a qualche settimana. 

“A nostro giudizio – afferma Iemmolo – i provvedimenti varati non saranno in grado minimamente di mettere in sicurezza le nostre imprese e appare assolutamente inadeguato, oltre che per taluni aspetti insufficiente. Il provvedimento appena varato, dal punto di vista delle imprese, ha previsto, accanto a norme apprezzabili, quale l’intervento della cassa integrazione in deroga per tutte quelle aziende che non hanno altri ammortizzatori sociali, veramente poco sul piano fiscale non solo per i settori particolarmente interessati dalla crisi, come per esempio quello turistico–alberghiero, ristoranti, teatri, etc., ma anche per tutti gli altri. Infatti, per i settori maggiormente colpiti, è stata prevista la sospensione del pagamento delle ritenute sul lavoro dipendente, dei contributi Inps e dei premi Inail (e niente altro) in scadenza dal 20 marzo 2020 al 30 aprile 2020 con la possibilità di pagare in un’unica rata entro il 31 maggio 2020 o in 5 rate mensili senza interessi e sanzioni. Quindi, allo stato attuale, i debiti del mese di aprile dovranno essere pagati regolarmente a maggio. Di fatto, il provvedimento ha dimenticato le imprese che hanno avuto nell’anno precedente più di 2 milioni di ricavi o compensi e che non rientrano nei settori particolarmente danneggiati. Per le imprese in questione è stata prevista solo la sospensione del pagamento delle scadenze dal 16 marzo al 20 marzo”.

“Non ha senso – prosegue Iemmolo – immaginare dilazioni così brevi dei pagamenti di imposte e contributi e per giunta solo per alcune imprese. E, in questo contesto, sorprende, peraltro, leggere che, a fronte di questa breve proroga, è previsto un prolungamento dei termini di prescrizione e di decadenza relativi all’attività di accertamento da parte degli uffici finanziari di altri 2 anni. Per cui l’anno 2015 potrà essere accertato entro il 31 dicembre 2022. E’ ingiusta l’asimmetria nel sostegno al reddito tra dipendenti e autonomi”.

E il presidente di Confcommercio Modica dice ancora: “Ecco perché occorre, a nostro parere, intervenire urgentemente anche per le aziende con più di 2 milioni di euro di fatturato che costituiscono la colonna portante del nostro sistema economico. L’emergenza è mantenere la liquidità dentro le imprese. Bisogna rendersi conto che le aziende in questi mesi non avranno ricavi, perché vi è uno shock dal lato dell’offerta, dal lato della domanda ed uno shock delle esportazioni. Dobbiamo, invece, immaginare tutte quelle misure necessarie per evitare deflussi di liquidità dal sistema imprese che rischiano d’indebolire ulteriormente la fragile struttura finanziaria delle nostre Pmi. Le imprese, nei prossimi mesi, si troveranno a fronteggiare diversi problemi: perdita dei clienti, perdita del fatturato, crisi di liquidità, impossibilità di pagare i fornitori, impossibilità di pagare le imposte dirette e indirette, impossibilità di pagare i contributi, impossibilità di pagare le rate di mutuo, impossibilità di incassare i crediti, impossibilità di pagare assegni post-datati emessi prima della pandemia, impossibilità di pagare gli affitti, impossibilità di pagare le retribuzioni, ecc. A poco servirà il sostegno del reddito se non tuteliamo le imprese, perché se non si interviene con provvedimenti adeguati si rischia, una volta superata l’emergenza sanitaria, di dover fare i conti con un prolungato periodo di recessione e stagnazione economica, con una fortissima contrazione del Pil. Senza questa consapevolezza, la logica conseguenza sarà un aumento dei fallimenti, del tasso di disoccupazione, con pericolose ricadute sulla coesione sociale. Questo è il quadro che tutti noi dobbiamo avere ben chiaro. Riteniamo che quella fino ad ora adottata sia una prima risposta all’emergenza economica che necessita però – a nostro avviso – di un’azione successiva estremamente rapida, incisiva, in grado di sostenere prima di tutto la liquidità delle aziende e la domanda privata e dia, poi, speranza e futuro a tutti noi”.

 

 

SVILUPPO IBLEO SULL'EMERGENZA ECONOMIA A VITTORIA

“La pandemia da coronavirus è una emergenza sanitaria che chiama tutti noi cittadini alla piena responsabilità. Anche nel rispetto, soprattutto, di operatori sanitari, infermieri e medici che si stanno battendo contro il mostro invisibile. Tutti professionisti che meritano la nostra attenzione e il nostro plauso. Ma, superata questa emergenza sanitaria, non sarà finita e ci sarà in corso un’altra emergenza che riguarderà famiglie e imprese, un’emergenza economica e sociale”. 

A dirlo è la segreteria del movimento politico Sviluppo Ibleo che, a Vittoria, continua a mettere in luce la grave situazione che sta investendo ampi settori produttivi. 

“E’ necessario che il governo nazionale – sottolineano i componenti di Mpsi – faccia qualcosa di concreto e immediato, non abbandoni migliaia di imprese, di tutti i settori, aziende agricole, professionisti, imprenditori, artigiani, commercianti, lavoratori autonomi e dipendenti. Troppo poco quello che è stato fatto nei giorni scorsi. Serve molto di più. Siamo fortemente preoccupati per le migliaia di imprese che, fra poco, rischieranno il fallimento, destinate a chiudere definitivamente, mentre centinaia di operai e di dipendenti saranno licenziati e non avranno come sostenere le proprie famiglie. Evidenziamo che molte aziende rischiano per il mancato adempimento dei titoli e rischiano per il blocco delle forniture o per il mancato pagamento della stessa in mancanza di liquidità. Ci vuole, da subito, un intervento dello Stato, teso a fornire garanzie alle banche affinché concedano alle imprese linee di credito straordinarie utili per pagamenti da onorare a fine mese. Altrimenti, il sistema che salterà non potrà più essere rimesso in piedi nel prossimo futuro. E saranno guai molto grossi per tutti”.

 

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