Cgil: "lavoro stagionale senza regole"

Ragusa, il sindacato sul settore turistico-alberghiero

article image Settore turistico alberghiero, l'analisi della Filcams Cgil Ragusa


07 Giugno 2021

L’offerta di lavoro nel settore turistico alberghiero e della ristorazione rimane alta.

Il dato è frutto di un’analisi sul mercato del lavoro stagionale dove emerge il dato che il lavoro c'è, ma è il personale che manca.

La questione è stata esaminata dalla segretaria provinciale della FILCAMS CGIL di Ragusa che esprime in un documento questo stato di cose. 

“Qualche imprenditore del settore turismo – pubblici esercizi, si afferma, sostiene  di essere stranito dal fatto che non è possibile trovare personale.

Tutto ciò è vero. Il personale stagionale non si trova. Ecco perché :

Alla fine di ogni  stagione balneare, nei mesi di  Settembre e Ottobre, tanti lavoratori e lavoratrici  vengono a chiederci assistenza per fare domanda di disoccupazione (Naspi) e ci raccontano le condizioni dettate dalla contrattazione individuale, datore di lavoro/ lavoratore - trice, avvenuta prima di iniziare la stagione e che servirà a pattuire il “quantum” da dare al lavoratore come mensilità.

Non servono a niente le tabelle salariali dettate nei contratti nazionali  che indicano le retribuzioni obbligatorie da percepire in base al livello e la mansione che si svolgerà; non servono a niente gli incontri, gli accordi presi dalle Organizzazioni sindacali e datoriali a Roma per siglare i nuovi CCNL, tanto qui danno 800 euro e non si deve cercare nient’altro.
Ci sono ma sono ancora poche  le aziende che rispettano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nella nostra provincia.

I lavoratori e le lavoratrici ci raccontano di “finti” part-time  involontari che molte  camuffano contratti full time ( lavoro grigio ) con il duplice scopo di pagare basse retribuzioni ai lavoratori e risparmiare sui contributi; non parliamo poi della totale assenza di ferie e permessi ( ci si sente dire: “...lavori 4 mesi l'anno e vuoi pure le ferie? Sic!..)”, il tutto aggravato da un nastro orario di lavoro che supera talvolta le 14 ore di lavoro al giorno.

Quindi, riassumendo : la prassi è quella di pattuire una somma all'interno della quale  verranno “inglobati“  formalmente tutti gli istituti previsti dal contratto, rateo 13^ mensilità,  rateo14 ^ mensilità e rateo di TFR, ferie e permessi così da “mettersi al sicuro” dal punto di vista legale. Parliamo di lavoratori e di lavoratrici che nei periodi di alta stagione arrivano a fare 12/13  ore di lavoro al giorno per  900/1000 € al mese. 

Da tempo come Filcams Cgil denunciamo questo fenomeno che la crisi pandemica non ha fatto altro che esasperare.

Assistiamo ad una  “ri-conversione“ di manodopera  verso altri settori; praticamente quello che negli anni è successo in agricoltura adesso via via sta succedendo nel settore turismo stagionale e le colpe non sono sicuramente da ricercare nel lavoratore che non vuole lavorare per 12/13 ore a 900/1000 € ma in quel tessuto imprenditoriale, non tutto per fortuna, che ha pensato a capitalizzare grandi profitti in pochi mesi a discapito del proprio capitale umano.

Come è ormai acclarato il personale c'è ...sono i diritti ed il rispetto dei contratti che mancano!!!”.
 

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