Bandi Psr, la denuncia di Arezzo

Parla il presidente di Olio Dop Monti Iblei


01 Luglio 2020

“Mentre i nostri imprenditori si fanno valere e sono premiati annualmente con i riconoscimenti più prestigiosi a livello nazionale e internazionale, non esiste un riscontro altrettanto positivo per quanto riguarda la Regione e, in modo particolare, i bandi del Psr”.

E’ la denuncia che arriva dal presidente del consorzio Olio Dop Monti Iblei, Giuseppe Arezzo. 

“Già in tempi non sospetti, con il precedente assessore regionale all’Agricoltura, quindi qualche anno fa – spiega Arezzo – tramite l’inoltro di alcune pec, avevamo manifestato tutta la nostra preoccupazione per il fatto che i nostri imprenditori avrebbero dovuto fare i conti con tutta una serie di problemi nella presentazione delle istanze per accedere ai fondi a vantaggio dell’olivicoltura. Più e più volte, infatti, abbiamo chiarito che la superficie olivetata costituisce un deficit per i nostri produttori. Infatti, dalle nostre parti, le superfici minime per potere affrontare un progetto e avere chances di successo con l’erogazione dei fondi, secondo quanto previsto dai bandi, non esistono. Ci vogliono aziende che siano in grado di dimostrare di potere contare su almeno 9-10 ettari di superficie olivetata. E se non è Dop queste misure salgono addirittura a 13-14 ettari. Si tratta di dimensioni che, in una provincia come la nostra, non possono, ovviamente, trovare riscontro. E così i giovani imprenditori che con il passato bando avevano ricevuto le risorse economiche per insediarsi in campagna e mettere su un’azienda olivetata, con l’attuale Psr, volendo completare quel percorso, non lo possono fare perché non hanno la possibilità di potere contare sulle dimensioni sufficienti”. 

Con il bando 4.1 è possibile presentare i progetti sino al 15 ottobre prossimo. 

“E, però – continua Arezzo – ci siamo resi conto che non è cambiato nulla. Anche se i nostri produttori dovessero ottenere un punteggio di un certo tipo, poi sarebbero comunque penalizzati per quanto riguarda il discorso delle superfici. Il massimo punteggio, insomma, non si potrà ottenere né ora né mai. Avevamo chiesto, come consorzio, di procedere con una parziale modifica dei requisiti. Ma ci è stato risposto che è la politica che deve intervenire. Ecco perché abbiamo sollecitato la politica a trovare una soluzione per evitare che i nostri produttori rischino di rimanere scottati da questa esperienza e che, soprattutto, non ci sia la possibilità di usufruire nella maniera opportuna dei fondi che pioverebbero sul nostro territorio grazie al Psr. A questo punto, ci si auspica che con la prossima programmazione 2021-2027, l’assessorato regionale, nella persona del dirigente generale, coinvolga i consorzi di promozione e tutela per migliorare quanto più sarà possibile questi bandi e venire incontro alle esigenze dei produttori e dei giovani imprenditori”.

 

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