Assegno unico, un sostegno in più

L'intervento di Marianna Buscema (Italia Viva)

article image Dal 1° luglio un sostegno in più anche per le famiglie dell'area iblea


07 Giugno 2021

Al via dal 1° luglio l’assegno unico per i figli, approvato per decreto dal Consiglio dei ministri. Un supporto anche per le famiglie della provincia di Ragusa.

Ad annunciarlo la coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, Marianna Buscema, la quale chiarisce che “si tratta, per ora, di un assegno ponte per sei mesi, valido da luglio a dicembre 2021 per le famiglie con figli da 0 a 18 anni, nuclei di disoccupati, incapienti e autonomi finora esclusi dagli assegni familiari.

A quanto si apprende, ne avranno diritto i nuclei fino a 50mila euro di Isee. L’assegno mensile può arrivare fino a 167,5 euro per ciascun figlio. Le famiglie con Isee fino a 7.000 euro avranno 217,8 euro a figlio se hanno almeno 3 figli. Per chi ha figli disabili sono previsti 50 euro in più. La misura ponte vale sei mesi. Poi dal 2022, con la riforma fiscale, l’assegno unico diventerà strutturale e universale”.

Buscema sottolinea, dunque, che la misura “ponte” partirà dal 1° luglio di quest’anno “ma solo per i disoccupati e per i titolari di partita Iva – spiega ancora – ovvero coloro che non hanno accesso agli assegni familiari o Anf, assegno al nucleo familiare.

Per richiederlo ci si può rivolgere al portale internet dell’Inps o tramite Caf e Patronati. Il beneficio sarà erogato ogni mese sul conto corrente a partire dal mese in cui si fa richiesta.

Le domande presentate entro il 30 settembre vedranno comunque il riconoscimento anche dei mesi precedenti a partire da luglio. In sostanza, un assegno semplificato rispetto a quello che sarà introdotto a partire dal 2022: probabilmente con importi minori rispetto all’assegno da 250 euro massimi di cui si era parlato finora e calcolato sulle condizioni reddituali delle famiglie”.

Per tutti gli altri viene dunque rinviata al 1° gennaio 2022 la data di entrata in vigore dell’assegno universale e il piano di riordino e abolizione delle agevolazioni fiscali vigenti. I sei mesi in più hanno l’obiettivo di evitare che le famiglie si trovino in difficoltà: l’attuale sistema di detrazioni fiscali deve continuare ad essere utilizzato per non creare disagi ai lavoratori ed essere progressivamente sostituito dall’assegno unico. 

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