Sant'Antonio Abate, parte la festa

Giarratana, celebrazioni al via


11 Gennaio 2021

Una devozione che non conosce confini. Un’attenzione che mette in rilievo l’affetto di una intera comunità.

Anche se, stavolta, non è stata possibile la partecipazione dei fedeli in gran numero, in ossequio al decreto vescovile del 13 giugno scorso che dispone le limitazioni legate all’emergenza pandemica attualmente in corso.

Sabato sera, la traslazione del simulacro di Sant’Antonio abate dalla sua cappella all’altare maggiore è stata dunque effettuata a porte chiuse, alla presenza, oltre che dei sacerdoti, solo dei componenti del comitato dei festeggiamenti.

E’ stato, comunque, un momento particolare, che ha consentito di mettere in luce l’attenzione che Giarratana continua a nutrire nei confronti di uno dei santi venerati nel centro ibleo.

Quest’anno, com’è ovvio, non ci sarà la tradizionale processione per le vie cittadine. Non mancheranno, però, i momenti di esaltazione della religiosità dei fedeli.

E così, dopo l’apertura delle celebrazioni nella giornata di ieri, si proseguirà mercoledì 13 gennaio con la recita del Santo Rosario che, alle 17,30, sarà animato dalla San Vincenzo (misteri gloriosi).

Sempre mercoledì, alle 18, ci sarà la celebrazione eucaristica a cui seguirà la benedizione del pane.

Giovedì 14, poi, prenderà il via il triduo in onore del santo che sul tema “Sant’Antonio – padre del deserto” sarà predicato dal vicario parrocchiale della parrocchia Maria Santissima Annunziata e San Giuseppe di Giarratana, il sacerdote Francesco Mallemi.

In particolare, giovedì ci sarà la recita del Rosario animato dal comitato dei festeggiamenti (misteri luminosi) mentre alle 18 è prevista la celebrazione eucaristica.

In programma, tra l’altro, un’azione di pulizia straordinaria tutt’attorno alla chiesa curata dall’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale a Giarratana. La chiesa di sant’Antonio abate fu rasa al suolo in seguito al disastroso sisma del gennaio 1693.

L’opera di ricostruzione fu avviata nei primissimi anni del XVIII secolo nella parte più alta dell’abitato. Il tempio, già nel 1748, era ricostruito e adibito al culto. 

 


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