Mercoledì delle Ceneri a Ragusa

Le cerimonie della Pastorale della Salute


17 Febbraio 2021

Prenderà il via oggi con il tradizionale Mercoledì delle ceneri, la Quaresima 2021.

Una Quaresima che assume un significato particolare visto che sarà celebrata in piena pandemia. L’ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa ha promosso una serie di iniziative. Tutte negli ospedali cittadini.

Alle 9, nel reparto di Ostetricia dell’ospedale Giovanni Paolo II ci sarà la celebrazione della santa messa. Alle 11 la funzione religiosa è in programma nel reparto Hospice dell’ospedale Maria Paternò Arezzo. Il rito dell’imposizione delle ceneri ai pazienti e al personale sanitario sarà effettuato ma seguendo le prescrizioni anticontagio.

“E’ un altro momento molto significativo del nostro anno pastorale – afferma il direttore dell’ufficio diocesano, il sacerdote Giorgio Occhipinti – e cerchiamo di viverlo con la consapevolezza delle varie difficoltà a cui tutti stiamo andando incontro”.

L’origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali.

Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l’evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: “Da una celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all’assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all’assoluzione”.

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza; costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì santo. Nel tempo, il gesto dell'imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l’importanza di questo segno.

 

IL CARNEVALE AL REPARTO DI MALATTIE INFETTIVE DELL’OSPEDALE DI RAGUSA. SACERDOTE DIVENTA CLOWN PER UNA MATTINA. DON GIORGIO OCCHIPINTI: “L’HO FATTO SOLO PER STRAPPARE UN SORRISO A CHI STA SOFFRENDO” 


“Riuscire a strappare anche un sorriso è già un grande traguardo. E’ come se cambiassimo la predisposizione d’animo di questi pazienti”. Un Carnevale atipico, naturalmente, a causa della pandemia, quello celebrato questa mattina tra le corsie dell’ospedale Giovanni Paolo II.

Ma un Carnevale pensato proprio per i malati, quelli che, in particolare, hanno a che fare con il Covid. Il cappellano ospedaliero, il sacerdote Giorgio Occhipinti, che è anche direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, ha dunque indossato, oltre alle necessarie precauzioni, un naso rosso da clown e una parrucca colorata per portare i saluti in modo spiritoso ai degenti del reparto di Malattie infettive a cui ha augurato buon Carnevale. “La risposta dei pazienti è stata positiva – spiega don Occhipinti – in molti hanno risposto con un sorriso, qualcuno ha anche chiesto di scattare un selfie. Per qualche minuto, insomma, hanno dimenticato la loro condizione e hanno cercato di immaginare quale potrà essere la loro vita tra i canoni della normalità, quello che, in realtà, auspichiamo tutti”.
 

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