Vittoria, caporalato e furto di energia

Controlli in azienda agricola e zootecnica, arrestato il titolare

article image Vittoria, la polizia arresta titolare di un'azienda agricola per sfruttamento dei lavoratori


07 Giugno 2019

Sfruttava la manodopera di sei operai, di cui uno in "nero", e tre di loro vivevano, in condizioni disumane, all'interno della sua proprietà. A questo, si aggiungono i gravi pericoli cui erano esposti gli stessi, per il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza.

Queste le accuse che la Polizia di Stato, in attività congiunta tra Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria, ha contestato ad un vittoriese 63enne, titolare di un'azienda agricola e zootecnica dell'ipparino, sottoposta a controllo, nell'ambito dei servizi svolti con Asp e Ispettorato del Lavoro, nonchè con la Polizia Locale, nelle aziende agricole del territorio ibleo, da parte degli agenti della Polizia di Stato.

Una volta all’interno dell’azienda i poliziotti hanno accertato, come detto, diverse irregolarità, tra queste sicuramente la mancanza delle più elementari dotazioni di sicurezza, tanto che lo Spresal ha già comminato le relative sanzioni.

Dal racconto degli operai sono emerse chiare responsabilità a carico del titolare in ordine allo sfruttamento lavorativo. 

Gli operai erano divisi in due gruppi, uno si occupava del raccolto delle melenzane e un altro dell’allevamento di bestiame.
 
Ogni operaio veniva pagato meno di 4 euro l’ora, compreso il fratello del titolare. La condotta del titolare era particolarmente grave, in quanto alcuni operai erano costretti (per lo stato di bisogno) a dormire in azienda in un tugurio, privo di qualsivoglia condizione di abitabilità, igienica e di sicurezza.

Durante il controllo è stato accertato anche il furto di energia elettrica, così come constatato dai tecnici Enel intervenuti in supporto. 

Gravi pericoli correvano gli operai per un invaso creato all’interno dell’azienda privo di recinzione, tranne che per alcune parti protette da vecchie reti per materassi arrugginite.

A tal proposito si ricorda che negli ultimi anni sono stati diverse le persone morte per annegamento all’interno delle vasche idriche non protette da recinzione.

Il Siav ha riscontrato in questo caso che le abitazioni non avevano i requisiti di minimi per ottenere l’idoneità alloggiativa e la Polizia Municipale di Vittoria ha verificato l’irregolarità rispetto alla possibilità di destinare gli immobili a civili abitazioni.

Al termine dell’escussione di tutti i lavoratori, il titolare è stato arrestato per sfruttamento della manodopera e sottoposto ai domiciliari.      

 

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