Terribile violenza a Vittoria

Ferma una donna per strada, la rapina e la violenta

article image Orrore a Vittoria. Ferma una donna, la rapina e la violenta (foto repertorio)


09 Settembre 2019

Era tornata, a tarda notte, dal suo compleanno festeggiato a casa di amici. 

E' una giovane donna, sola in auto, e vede un uomo sbracciarsi al centro della strada che chiede aiuto. Non può non fermarsi, altrimenti lo avrebbe investito. 

L’uomo, un 26enne di Vittoria, le chiede di aiutarlo perché la moglie aveva avuto un malore, pertanto prova a chiamare i soccorsi. 

Ma in realtà, è tutto falso. 

Quando la ragazza prende il telefono per chiamare i soccorsi, ancora seduta in macchina; lui glielo strappa dalle mani, infila il braccio dal finestrino ed apre lo sportello. 

Con una grossa pietra in mano minaccia di ucciderla se non si fosse spostata sul lato passeggero: la donna è sotto shock e non può fare altro che obbedire. 

L’uomo si mette alla guida e porta la ragazza nella zona del cimitero di Vittoria, cerca una strada isolata ed al buio, ferma l’auto, prende il portafogli della vittima, la rapina di 250 euro e tira fuori la carta d’identità. 

Legge ad alta voce e con attenzione tutti i dati e rivolgendosi alla donna le dice “adesso so tutto di te”. E se non vuole avere problemi, lo deve assecondare in ogni richiesta: altrimenti avrebbe ammazzato lei e la sua famiglia.

Dopo averla rapinata abusa sessualmente di lei; la descrizione della giovane è talmente atroce, che la stessa ha enormi difficoltà a raccontare l’accaduto. 

Ormai la vittima è diventata “preda”. 

Poi, l’indagato decide di portarla a Marina di Ragusa, la conduce in spiaggia ed addirittura la costringe ad ascoltare i lamenti sulla moglie e la lite avuta poche ore prima con lei. 

Sono già le 4, nessuno passa da lì, aveva piovuto ed è lunedì notte; la ragazza è sotto shock, continua a pensare che lui sa tutto di lei. 

Dopo 15 minuti trascorsi a Marina di Ragusa la riporta a Vittoria, e non pago per tutto il male fatto torna nuovamente dove l’aveva condotta la prima volta e la violenta ancora. 

Poi, come se nulla fosse, ma sempre sotto le continue minacce, la fa guidare fino ad una piazzetta vicino casa sua e si fa lasciare lì; prima di scendere ribadisce ulteriormente le minacce di morte. 

Sono le 5.00 del mattino, la vittima per la paura e lo shock per la violenza subita non chiama la Polizia ma chiede aiuto agli amici. 

Ma stanno dormendo tutti, i telefoni sono senza suoneria, la donna decide di inviare un messaggio vocale alla sua amica che le aveva organizzato la festa, in quel messaggio trova la forza di raccontare tutto. 

Ma l’amica dormiva, solo qualche ora dopo legge i messaggi e subito si affretta a raggiungerla per darle conforto, ma la ragazza è già in Questura a Ragusa.

Non avendo trovato gli amici è costretta a chiamare i genitori con i quali convive ma che non voleva far preoccupare. 

La donna è ferma in macchina non si muove, i familiari la raggiungono e portano in ospedale. 

I medici, informati di quanto accaduto, hanno chiamato subito la Polizia di Stato che è intervenuta con una Volante del Commissariato di Vittoria. La donna viene affidata ai medici e psicologi, ma gli operatori di Polizia danno avvio alle indagini con alcuni elementi riferiti dalla vittima.

Il racconto della vittima, assistita anche da una psicologa, è drammatico, per la ragazza è difficilissimo, ma le donne della Squadra Mobile sono esperte e grazie alla loro professionalità ed umanità riescono a far raccontare ogni dettaglio, elementi utilissimi per individuare il responsabile. 

Sono bastati alcuni particolari raccontati dalla vittima per permettere agli agenti del Commissariato di Vittoria, esperti conoscitori del territorio, di restringere il campo su un gruppo di ragazzi con quelle caratteristiche. 

Subito in campo anche gli esperti di banche dati ed analisi dei sistemi di videosorveglianza, pertanto tutti si impegnano senza soluzione di continuità per catturare l’autore del reato. 

Al termine della lunga deposizione delle donna, oltre 3 ore di racconto, le investigatrici hanno mostrato le foto dei sospettati e la vittima ha riconosciuto senza alcuna esitazione il suo aguzzino. La collaborazione della donna è stata fondamentale, ed una volta terminata verbalizzazione la ragazza veniva accompagnata a casa insieme alla sorella che l’attendeva in Questura durante il racconto.

Il Pubblico Ministero, informato di quanto accaduto, disponeva una perquisizione a casa dell’indagato che veniva subito eseguita dagli uomini della Polizia di Stato.

Alle 17, dopo appena 12 ore dall’inizio delle indagini, gli uomini della Polizia di Stato facevano irruzione in casa dell’uomo dove venivano rivenuti gli indumenti che indossava la notte prima (che aveva chiesto alla mamma di lavare). 

L’indagato veniva portato presso gli uffici della Squadra Mobile dove la Polizia Scientifica provvedeva a prelevare un campione di liquidi biologici per analizzare il Dna, mentre un altro team di poliziotti curava la ricostruzione delle diverse fasi raccontate dalla vittima grazie all’analisi degli impianti di videosorveglianza. 

Il meticoloso lavoro degli investigatori ha permesso di riscontare quanto dichiarato dalla vittima, così, ogni passaggio del racconto ha trovato un match positivo dalle immagini di videosorveglianza.

Alla luce delle risultanze investigative, gli uomini della Polizia di Stato hanno sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria il 26enne vittoriese.

La Polizia Scientifica nottetempo ha effettuato un sopralluogo sul veicolo della ragazza, dove l’indagato aveva abusato di lei. Sono stati prelevati campioni di liquido biologico e rilevate altre tracce. 

Subito dopo il fermo operato dalla Polizia di Stato, così come previsto dalla legge, il Pubblico Ministero che ha coordinato le attività investigative ha chiesto ed ottenuto la convalida del fermo; il Giudice per le Indagini Preliminari, sabato mattina, all’esito dell’interrogatorio (l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere) ha convalidato l’attività della Polizia di Stato ed ha accolto l’istanza del P.M. applicando la custodia cautelare in carcere dove il soggetto si trovava già da martedì sera.

Ad aggravare la posizione del 26enne, vi sono anche i suoi procedenti specifici, difatti l’anno scorso era stato già condannato per aver violentato e rapinato una donna residente a Ragusa. Anche in quella occasione l’aveva portata in un luogo isolato per poi abusare di lei, ma la vittima era riuscita a fuggire in un attimo di distrazione del suo aguzzino.

Considerata la pericolosità del soggetto non si esclude che l’autore del reato possa aver consumato altri reati della stessa specie, pertanto, così come richiesto dalla Procura della Repubblica di Ragusa, si invitano eventuali altre vittime a prendere contatti immediati con la Squadra Mobile di Ragusa. 

L'uomo è ora accusato di sequestro di persona, violenza sessuale e rapina.

 

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