Sono 366 i nuovi positivi in Sicilia

Coronavirus, altri 10 casi in provincia di Ragusa


15 Ottobre 2020

Sono 366 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia. Oltre 7.000 i tamponi effettuati. Altri 10 i casi registrati in provincia di Ragusa.

 

Covid al Corpo di Polizia Locale di Ragusa. Preoccupazione tra gli addetti. Applicare lo smart working a tutto l’ente. Fernandez: "Pronti ad un confronto con l’amministrazione”

La positività al Covid di alcuni componenti del Corpo di Polizia Locale di Ragusa sottoposti nei giorni scorsi ai tamponi, unitamente a tutti gli operatori del Corpo a seguito dell’accertamento di un primo caso nella giornata di venerdì. Tale notizia, riportata dagli organi d’informazione, sta creando grande apprensione tra gli operatori di Polizia Locale dell’Ente.

“Operatori che sebbene abituati a operare in emergenza, si dichiarano comprensibilmente preoccupati, per la propria salute e quella dei colleghi che in queste ore vivono, unitamente ai propri familiari, momenti di grande apprensione.”

Così afferma Nunzio Fernandez, segretario generale della FP CGIL di Ragusa in una nota inviata al sindaco, Giuseppe Cassì, all’assessore alla Polizia Locale, Francesco Barone, a tutti i dirigenti dell’ente, al segretario generale, al medico competente, al RSPP e per conoscenza al Prefetto di Ragusa e al direttore generale dell’ASP / di Ragusa.

Nella nota si legge ancora:

“Ciò posto, non vi è alcun dubbio, che la notizia sta generando un crescente allarme tra tutti i dipendenti dell’Ente e seppur convinti della necessità di mantenere reazioni composte, non possiamo minimizzare sull’accaduto e al di la dell’attivazione dei protocolli, previsti nella fase di criticità, pensiamo che vada rafforzata l’attività preventiva e considerata ogni ipotesi praticabile per mettere in sicurezza tutti i lavoratori.

Ci permettiamo di focalizzare, in un’ottica costruttiva, qualche criticità sull’attuale modalità di applicazione del protocollo emergenziale, atteso che il Personale della Polizia Municipale, rientrante nel DPCM in vigore e valido per i servizi di Pubblica Utilità, al pari del Personale di Polizia e del Servizio Sanitario, in atto è “costretto”, in assenza di sintomatologia, a continuare ad operare normalmente, ciò genera forti preoccupazioni tra gli operatori, accentuate dalla necessità di avere notizie certe sui protocolli attivati dall’ASP, dal Medico competente e dall’RSPP, tale circostanza esaspera e non poco gli operatori che pretendono, comprensibilmente, di conoscere l’esito negativo dei tamponi Covid, prima di rientrare in servizio, per ritrovare la necessaria serenità nell’espletamento dei servizi e nella vita privata.

Risulta scontata e sicuramente in parte già assolta, la richiesta di parte sindacale di procedere alla sanificazione ciclica di tutti i locali Comunali e del Parco Mezzi dell’Ente, senza alcuna esclusione, provvedere al rifornimento di DPI e igienizzante, presso tutte le sedi Comunali, di procedere altresì alla sottoscrizione immediata di un protocollo di sicurezza, da sottoporre alle OO.SS, per l'innalzamento generale dei livelli di sicurezza per tutto il Personale dipendente dell’Ente.
 
L’evento di questi giorni, ci invita ad esprimere alcune riflessioni, sulla necessità di un cambio di passo sulle Politiche di prevenzione e di contenimento del Covid 19 al Comune di Ragusa, pensiamo si debba procedere, da subito, all’individuazione dei servizi indifferibili e differibili e incentivare, la dove possibile, il ricorso allo Smart Working, nel rispetto dei criteri previsti dall’art. 263 D.L 34 (Decreto Rilancio), Legge 77 del 17 luglio 2020, al fine di agevolare l’operatività degli Uffici pubblici rispetto alle esigenze dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e sino al 31.12.2020, gestendo l’organizzazione del lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione settimanale attraverso modalità programmate, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza, applicando il lavoro agile con le misure semplificate di cui al comma 1 lett. b dell’art. 87 nella percentuale prevista, del 50% del Personale impiegato in tutte le attività che possono essere svolte in tale modalità,  percentuale che passerà, quasi sicuramente al 70% con il prossimo DPCM. 

Lo esige l’attuale crisi epidemiologica, l’innalzamento della curva dei contagi, in atto ai livelli dei mesi del Lockdown, occorre non improvvisare sull’organizzazione del lavoro; le singole attività lavorative vanno classificate in modo ragionevole e consapevole nell’ottica della funzionalità degli uffici e della sicurezza dei lavoratori. Occorre un'unica regia, non può coesistere un sistema in cui per medesime attività differibili, alcuni Dirigenti impongono l’attività lavorativa in presenza altri, scelgono il ricorso allo Smart Working, bisogna piuttosto armonizzare l’organizzazione del lavoro, rendendola più rispondente all’esigenza di contemperare il buon andamento dei servizi resi all’utenza, con quello della sicurezza dei lavoratori. 

Pensiamo che le misure di contenimento vadano applicate in modo consapevole, responsabile e condiviso, seguendo pedissequamente le indicazioni fornite dai decreti e dalle norme anticipando, la dove risultasse necessario, persino i contenuti dei prossimi DPCM, che stante ai rumors, sembrerebbero orientati ad un’ulteriore stretta, che comunque consentirebbe, alla bisogna, da parte delle pubbliche amministrazioni l’adozione di misure più rigide rispetto alle prescrizioni disposte sul territorio nazionale, anche in materia di “presenze in servizio” dei lavoratori impiegati nei servizi differibili.

Chiediamo a tale scopo, l’immediata adozione di un provvedimento finalizzato alla regolamentazione dell’utilizzo dello Smart Working in tutti i settori dell’Ente in cui è possibile adottare tale modalità, dichiarandoci sin d’ora disponibili ad un confronto costruttivo su tale materia, certi di poter contribuire, attraverso l’apporto e le indicazioni fornite dal Personale, alla stesura di un documento atto a garantire la salute dei lavoratori e dell’utenza, nonché la funzionalità dei servizi resi alla collettività Ragusana”. 

 

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