Sbarco Pozzallo, arrestato scafista

Indicato dai migranti partiti dalla Tunisia


11 Luglio 2019

Una media di 1.500 euro ciascuno, per un totale di 70.000 euro, destinati agli organizzatori tunisini dell'ennesimo viaggio della speranza verso l'Europa di una piccola imbarcazione di legno partita dalla Tunisia.

Questa la spesa affrontata dai migranti sbarcati a Pozzallo. L'imbarcazione era stata individuata a Sud di Lampedusa, e i migranti, vista la fatiscenza dell'imbarcazione, erano stati trasportati dalla Capitaneria di Porto. 

Parte di essi, complessivamente 47, erano stati trasportati a Lampedusa, in quanto necessitavano di cure mediche. Il resto, era stato condotto nell'Hotspot di Pozzallo, dove sono approdati all'alba di martedì. 

Dopo le operazioni sanitarie di rito in banchina, i migranti venivano trasferiti nell’Hotspot per le operazioni di identificazione. 

La Squadra Mobile della Questura di Ragusa, con la partecipazione della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza e dei Carabinieri della Compagnia di Modica e Pozzallo, hanno quindi, come detto, sottoposto a fermo uno scafista tunisino, in quanto sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a suo carico. 

Grazie al lavoro senza sosta di un team di poliziotti specializzati per il contrasto dell’immigrazione clandestina, dopo aver ascoltato le dichiarazioni dei passeggeri (con il prezioso ed imprescindibile supporto degli interpreti), è stato possibile sottoporre a fermo l’indagato maggiorenne di origini tunisine.

Lo scafista ha condotto l’imbarcazione per quasi 24 ore, prima di essere soccorsi. 

Dopo gli accertamenti sull’identità dell’indagato mediante l’acquisizione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica, personale della Squadra Mobile ha condotto nel carcere di Ragusa il fermato, mettendolo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.

A seguito delle scrupolose operazioni di fotosegnalamento, mediante acquisizione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica e delle analisi effettuate dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, è stato peraltro accertato che 5 dei 22 tunisini sbarcati a Pozzallo erano già stati in Italia. 

Due di questi soggetti erano già stati più volte arrestati in Italia per spaccio di sostanze stupefacenti, invasione di edifici e porto d’armi ed oggetti atti ad offendere. 

Per questi motivi erano già stati espulsi pertanto, così come previsto dalle norme vigenti, sono stati arrestati e già condotti in un centro per il respingimento, per il successivo accompagnamento coatto in Tunisia. 

Al pari dei soggetti già gravati da pregiudizi penali, il Questore di Ragusa ha disposto il respingimento alla frontiera con accompagnamento coatto nei centri idonei gestiti dalla Polizia di Stato. 

Sono 151, complessivamente, i migranti sbarcati nel 2019 a Pozzallo, in occasione di 3 approdi.

Cinque i fermati (compreso un minore) nel 2019; 38 i fermati (di cui un minore), su 3.800 sbarcati nel 2018.

 

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