Riapertura Scuole, il messaggio di Cassì

Paura, speranza, lucidità. Parla il Sindaco di Ragusa

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13 Settembre 2020

Il messaggio del Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, alla vigilia della riapertura delle scuole. Ecco la nota.

"Siamo alla vigilia dell’apertura delle scuole, scadenza a cui arriviamo dopo numerosi incontri a tutti i livelli e con tutte le parti in causa perché Ragusa sia pronta. 

Come Comune abbiamo completato o stiamo completando comunque in tempo gli interventi necessari.

Non siamo preoccupati, ma dobbiamo rimanere vigili. Dopo tutto quello che è successo è chiaro infatti che la riapertura delle scuole, a Ragusa come ovunque, potrà causare delle difficoltà innanzitutto alle famiglie degli studenti, agli insegnanti e al personale. 

Quest’anno per i nostri ragazzi conoscere i nuovi compagni o ritrovare i vecchi sarà diverso. Mi rendo conto perfettamente che i genitori di un bambino, ancor di più coloro che portano i figli a scuola per la prima volta o in un istituto nuovo, troveranno un’accoglienza insolita. Magari si approcciano già a questo momento con ansia, con una certa emotività, è normale. 

Ma questo è proprio il momento di tenere tutti la testa sulle spalle, consapevoli che ci sono delle procedure già studiate e già predisposte per venire fuori dalle criticità che potrebbero insorgere. Farsi prendere dall’ansia complicherebbe solo le cose.

Non siamo più a febbraio o a marzo, quando la pandemia colse tutti impreparati. Adesso sappiamo perfettamente quali sono i comportamenti da adottare; i professori, il personale, i ragazzi, le famiglie sono stati informati; conosciamo meglio il nostro nemico. E’ ovvio che comunque qualcosa rischiamo, che qualcosa potrebbe accadere, ma dobbiamo rimanere lucidi. 

In questa storia abbiamo tutti un ruolo. Ce l’ha innanzitutto chi governa, a ogni livello, e ce l’ha ciascun singolo cittadino. Ognuno faccia il suo: abituati come siamo a reclamare diritti, teniamo bene a mente anche quali sono i doveri che in questa delicata fase abbiamo verso noi stessi e verso gli altri. E lasciamo che sia chi ha le competenze, chi ha studiato il fenomeno, a indicarci via via cosa è più corretto fare.  

Rispettiamo la catena di comando che parte dal Governo e si dirama in tutto il Paese, evitando la tuttologia da social, la speculazione da like, di affidarci al sentito dire; affinché perfino un tema delicato come quello delle scuole non ci divida in tifoserie.

Non è una partita di calcio, ricordiamoci piuttosto che facciamo tutti parte della stessa squadra. Di fronte abbiamo un nemico subdolo.

Lo dico chiaramente: io temo l’isterismo, l’ansia che tramuta una difficoltà in qualcosa di ancora più complesso. Conosciamo ormai il meccanismo, con messaggi esasperati ed esasperanti che circolano nelle chat e si mescolano, come abbiamo purtroppo già visto in altre occasioni, a fake news. Non siamo i primi o i soli a dover affrontare questo problema. 

Insieme, abbiamo ancora una volta l’opportunità di dimostrare di cosa Ragusa è capace".
 

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