Marina, intrappolata nel tombino

La denuncia di Ragusa in Movimento


31 Luglio 2020

“Più verifiche e più controlli sui tombini del territorio comunale. L’episodio verificatosi domenica scorsa a Marina di Ragusa la dice lunga sulla necessità di attivare dei monitoraggi più pressanti in ordine a una problematica che potrebbe sembrare di poco conto e che, invece, come abbiamo visto, se trascurata può determinare disagi non da poco”. 

A dirlo è il presidente dell’associazione Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, dopo che una ragazza è rimasta praticamente intrappolata sotto il sole cocente quando il piede della stessa è rimasto incastrato all’interno della griglia a causa delle maglie troppo ampie. 

Il fatto si è verificato nei pressi di uno chalet sul lungomare Andrea Doria, per l’appunto nella frazione rivierasca del capoluogo. 

“Sono stati i passanti a darsi da fare per cercare di aiutare la povera malcapitata a districarsi – aggiunge Chiavola – da una situazione che sarebbe pure potuta diventare pericolosa, visto le alte temperature che si è stati costretti a fronteggiare. Sono stati anche chiamati i vigili del fuoco che, da Ragusa, sono arrivati sul posto circa mezz’ora dopo quando, per fortuna, la ragazza era stata liberata. Ma questo aspetto pone un altro interrogativo meritevole della massima attenzione. Che fine ha fatto il presidio dei vigili del fuoco che negli anni scorsi era stato attivato a Marina? Perché non è stato reso operativo? Dal Comune spiegano perché costa troppo. Crediamo che non si possa tergiversare quando si parla della sicurezza e della salute dei cittadini e tutte le spese sono giustificate. Per la cronaca, la donna è stata soccorsa anche da un’autoambulanza visto che la stessa era stata costretta a rimanere sotto i raggi infuocati del sole per parecchio tempo. E ci risulta che dopo è stata trasferita in ospedale per degli accertamenti. Ci chiediamo, quindi, come mai quel tombino sia stato lasciato in quel modo e perché i controlli, che speriamo adesso possano essere effettuati con maggiore attenzione, non abbiano evidenziato la pericolosità del sito circoscrivendone, magari, la posizione per fare in modo che lo stesso potesse essere scansato. A volte basta molto poco per evitare il verificarsi di un problema. E riteniamo che, adesso, ci siano tutti i presupposti per potere procedere lungo la direzione auspicata”.

 

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