Fermato 31enne scafista egiziano

Pozzallo, dopo lo sbarco della Asso 29

article image Sono 151 i migranti sbarcati con la Asso 29 al Porto di Pozzallo


06 Novembre 2019

La Polizia, a seguito dell’arrivo della nave “Asso 29”, ha sottoposto a fermo di P.G. uno scafista egiziano di 31 anni.

La nave faceva sbarcare nel Porto di Pozzallo 151 migranti, tratti in salvo poiché viaggiavano a bordo di un gommone che giungeva in una delle piattaforme petrolifere antistanti la Libia.

Grazie al lavoro di un team di poliziotti esperti in tecniche investigative di contrasto dell’immigrazione clandestina, è stato possibile raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine al giovane egiziano, indicato come colui che ha condotto il gommone partito dalle coste libiche fino alle piattaforme petrolifere.

Sono state raccolte le dichiarazioni dei passeggeri (con il prezioso ed imprescindibile supporto degli interpreti), che non hanno avuto alcun dubbio rispetto alla condotta dello scafista che fino a prima della partenza dialogava con i libici.
 
In questo caso lo scafista ha diretto il gommone verso le piattaforme petrolifere antistanti la Libia, ed è rimasto in attesa dei soccorsi che gli stessi operai hanno prestato, considerato che il gommone era in scarse condizioni di galleggiabilità.

I testimoni hanno raccontato di aver pagato circa 1.100 euro cadauno e descritto con molta precisione il ruolo dello scafista anche prima della partenza dalle coste.

Al termine delle indagini, la Procura della Repubblica di Ragusa ha disposto che l’indagato venisse condotto nel carcere ibleo.

Al termine dell’accertamento dell’identità da parte della Polizia Scientifica di tutti i migranti sbarcati, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa hanno individuato un marocchino di 30 anni, che in passato era già stato in Italia. 

Dalla comparazione delle impronte digitali, l'uomo aveva già commesso diversi reati in Italia e per questo era stato condannato dalla legge italiana. 

Considerato che doveva ancora espiare 5 anni e 6 mesi di pena, gli uomini della Squadra Mobile hanno chiesto il provvedimento di cattura ai Carabinieri di Modena, che hanno immediatamente prestato la loro collaborazione, e subito dopo i poliziotti di Ragusa hanno condotto il condannato il carcere, dove dovrà espiare la pena inflitta.

 

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